Retail italiani fiduciosi sul 2026, atteso un mercato toro ma cresce la voglia di protezione

Retail italiani fiduciosi sul 2026, atteso un mercato toro ma cresce la voglia di protezione

Gli investitori retail italiani guardano al 2026 con ottimismo, convinti che il rally dei mercati possa proseguire anche nel prossimo anno. La fiducia resta elevata, ma accanto all’esposizione al rischio emerge una crescente attenzione alla protezione dei portafogli, con un ritorno d’interesse verso l’obbligazionario domestico in un contesto segnato da incertezze politiche e geopolitiche.

Mercati ancora in rialzo, ma con più incognite

Il sentiment degli investitori retail italiani rimane orientato al mercato toro. Secondo l’ultima rilevazione del Retail Investor Beat di eToro, riferita al quarto trimestre 2025, il 51% degli investitori italiani ritiene che il rally proseguirà anche nel 2026, confermando una lettura costruttiva sulle prospettive dei mercati finanziari. La fiducia, però, non è uniforme tra le diverse fasce d’età: emerge infatti un chiaro gradiente generazionale, con la Gen Z più ottimista rispetto agli investitori più anziani, mentre tra i boomers prevale un atteggiamento più prudente.

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A frenare l’entusiasmo non sono tanto i fondamentali di mercato quanto i fattori esogeni. Sempre secondo il sondaggio di eToro, l’instabilità geopolitica è indicata come principale minaccia dal 45% degli intervistati, seguita dall’incertezza politica al 34%. Sullo sfondo restano anche il timore di un rallentamento economico, citato dal 28%, e quello di un ritorno dell’inflazione, segnalato dal 27%. Un quadro che suggerisce come la fiducia nel mercato conviva con una percezione elevata dei rischi sistemici.

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Fiducia nei portafogli, ma cresce l’esigenza di protezione

Nonostante le incertezze, la fiducia degli investitori retail italiani nei propri portafogli rimane solida. L’80% degli intervistati dichiara di non essere preoccupato per l’andamento dei propri investimenti, un dato che conferma una maggiore maturità dell’investitore retail rispetto al passato. Questa sicurezza, però, non si traduce in un aumento indiscriminato del rischio.

In vista del 2026, emerge infatti una chiara ricerca di maggiore diversificazione verso asset percepiti come più difensivi, con l’obbligazionario domestico che torna al centro dell’attenzione. Il 18% degli investitori italiani prevede di aumentare l’esposizione al reddito fisso nazionale, in crescita rispetto al trimestre precedente, segnale di una strategia più equilibrata dopo un lungo periodo di forte performance dell’azionario. Il Retail Investor Beat di eToro fotografa quindi un investitore fiducioso, ma meno incline a puntare tutto su un’unica direzione di mercato.

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Materie prime, valute e cripto

Accanto all’obbligazionario, si osserva un moderato aumento dell’interesse per le materie prime, indicate dal 7% degli investitori, e per le valute, al 5%. Rimane invece stabile, seppur in lieve calo, l’appeal dei cripto asset, che continuano ad attirare il 13% degli investitori, così come quello per il mercato azionario, sia italiano che estero, rispettivamente all’11% e al 10%.

Secondo Massimo Citoni, Country Head Italia di eToro, questo mix riflette un cambiamento strutturale nel profilo dell’investitore retail. Nella sua lettura, l’ottimismo sul 2026 convive con una gestione del rischio più consapevole, in cui l’esposizione a settori più volatili viene bilanciata da strumenti capaci di offrire stabilità e rendimento. Citoni sottolinea come gli investitori non stiano fuggendo dal rischio, ma lo stiano integrando all’interno di strategie più articolate, coerenti con un orizzonte di lungo periodo.

BTP e Italia, fiducia nel debitore più che nell’economia

Un elemento distintivo emerso dal sondaggio riguarda il rapporto degli investitori con l’Italia. Gabriel Debach, market analyst di eToro, osserva come l’interesse verso gli asset domestici sia sostenuto anche da segnali di mercato concreti, come il calo dello spread BTP/Bund sotto i 70 punti base a inizio dicembre. Un livello che, nella sua interpretazione, rappresenta un riconoscimento della maggiore credibilità e prevedibilità del Paese agli occhi degli investitori.

Allo stesso tempo, Debach evidenzia un paradosso: l’ottimismo sull’economia italiana sale dal 40% al 43%, ma resta minoritario, mentre la fiducia verso il debito pubblico appare più solida. Il risultato è un orientamento dei portafogli che privilegia il reddito fisso domestico rispetto alle azioni, segnale di una fiducia maggiore nell’Italia come debitore che come motore di crescita economica. Anche l’aumento delle emissioni di BTP destinati al pubblico retail, promosso dal governo, ha contribuito a rafforzare questo trend, intercettando una domanda in cerca di rendimento e protezione.

Nel complesso, il quadro tracciato dal Retail Investor Beat di eToro restituisce l’immagine di un investitore retail italiano ottimista ma pragmatico, pronto a scommettere su un 2026 ancora favorevole ai mercati, ma con una crescente attenzione alla gestione dei rischi e alla difesa del capitale in un contesto globale percepito come sempre più instabile.

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