Sterlina e gilt sotto pressione mentre la crisi politica scuote il governo Starmer

Sterlina e gilt sotto pressione mentre la crisi politica scuote il governo Starmer

I mercati britannici tornano a tremare dopo mesi di relativa stabilità. La sterlina e i titoli di Stato del Regno Unito scendono mentre la crisi di leadership che coinvolge il premier Keir Starmer alimenta i timori degli investitori su un possibile spostamento a sinistra dell’asse politico e su un aumento del rischio fiscale.

Mercati nervosi dopo le dimissioni

La tensione politica a Londra si riflette immediatamente sui mercati finanziari. La sterlina perde lo 0,6% contro l’euro, scendendo a 1,144, prolungando il calo della scorsa settimana, mentre mostra un lieve rafforzamento contro un dollaro più debole a livello globale.

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Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei gilt britannici salgono, con il decennale in aumento di 8 punti base al 4,59%, una performance peggiore rispetto agli altri mercati sovrani europei.

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Gli investitori reagiscono alla crescente instabilità politica seguita alle dimissioni di Morgan McSweeney, storico consigliere e figura chiave dell’entourage del primo ministro, seguite a loro volta dall’uscita di scena del direttore della comunicazione Tim Allan. Un doppio colpo che ha accentuato la percezione di fragilità dell’esecutivo.

Il rischio politico torna a pesare sugli asset UK

Secondo gli operatori, la reazione dei mercati riflette soprattutto la richiesta di un premio per il rischio politico. Gordon Shannon, gestore di TwentyFour Asset Management, sottolinea come gli investitori internazionali vedano soprattutto instabilità, chiedendo rendimenti più elevati per detenere debito britannico. Il timore è che Starmer abbia sempre meno margini per arrivare oltre le elezioni regionali di maggio, aprendo la strada a un nuovo cambio di leadership.

L’uscita di McSweeney, avvenuta nel tentativo di contenere il malcontento interno al Partito Laburista, lascia il premier privo di uno dei suoi principali alleati in una fase già delicata. La crisi è stata innescata dalla controversa nomina di Lord Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington, una decisione che continua a generare forti tensioni politiche.

Timori su conti pubblici e orientamento fiscale

Al centro delle preoccupazioni degli investitori c’è il rischio che un’eventuale caduta di Starmer possa portare a un esecutivo più spostato a sinistra, con implicazioni dirette per la politica fiscale. Mohit Kumar, capo economista europeo di Jefferies, osserva che un cambio al vertice renderebbe probabile una leadership meno rigorosa sui conti pubblici, uno scenario che tenderebbe a penalizzare sia la sterlina sia i gilt a lungo termine.

Il governo e la cancelliera Rachel Reeves hanno più volte ribadito l’impegno a rispettare le regole fiscali, ma il clima di incertezza rischia di mettere in discussione i progressi compiuti negli ultimi mesi.

Si incrina la calma dopo il Budget di novembre

La crisi arriva in un momento particolarmente sensibile. Dopo il Budget di novembre, caratterizzato da un aumento delle tasse, i mercati avevano mostrato segnali di distensione, con una riduzione del premio di rischio sul debito britannico. Il differenziale di rendimento tra i gilt decennali e i Bund tedeschi era sceso a 1,55 punti percentuali, minimo degli ultimi due anni.

Ora la tendenza si è invertita. Lo spread è risalito a 1,7 punti, segnalando un ritorno della cautela verso gli asset UK e la fine, almeno temporanea, di quella fase di relativa tranquillità.

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La paura del sell-off come freno politico

Alcuni osservatori ritengono che il rischio di una reazione violenta dei mercati possa frenare eventuali manovre interne al Partito Laburista per estromettere Starmer. Secondo Derek Halpenny di MUFG, una crisi di governo in questa fase potrebbe trasformarsi in un vero e proprio shock per i mercati, uno scenario che potrebbe dissuadere i parlamentari dal forzare la mano.

Resta però il fatto che, come riconoscono gli operatori, la posizione del premier appare sempre più fragile, e finché la situazione politica non troverà una stabilizzazione, sterlina e debito britannico resteranno esposti a nuove ondate di volatilità.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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