Strategy intensifica gli acquisti di Bitcoin mentre il prezzo crolla

Strategy intensifica gli acquisti di Bitcoin mentre il prezzo crolla

Il brusco calo del Bitcoin riaccende i riflettori sulle mosse di Strategy, l’ex MicroStrategy, ormai principale investitore corporate sulla criptovaluta. Con il token in profonda correzione, il mercato osserva con attenzione se la società guidata da Michael Saylor continuerà a comprare nella debolezza o se arriverà una pausa dopo mesi di accumulo aggressivo.

Il ruolo centrale di Strategy nel mercato delle criptovalute

Strategy si è posizionata negli ultimi anni come la più grande detentrice aziendale di Bitcoin al mondo, accumulando 649.870 token al 17 novembre. Dal 2020 l’ex MicroStrategy ha trasformato la criptovaluta in un pilastro della propria strategia finanziaria, acquistando BTC con regolarità settimana dopo settimana.

Il mercato attende ora i nuovi aggiornamenti, pubblicati ogni lunedì tramite comunicazione alla Sec, per capire se la società intenda continuare a sfruttare il ribasso delle ultime settimane.

Nuovi acquisti mentre il prezzo affonda

La società ha comunicato il 17 novembre l’acquisto di 8.178 Bitcoin per un controvalore di 835,6 milioni di dollari, operazioni effettuate in ogni giornata della settimana precedente. Michael Saylor, cofondatore e presidente, ha confermato che le transazioni sono proseguite senza interruzioni nonostante la correzione in corso.

Bitcoin ha infatti perso quota in modo significativo dalla fine di ottobre. Dopo aver toccato un massimo storico di 126.272 dollari nella prima parte del mese, il prezzo è sceso fino a 86.010 dollari il 20 novembre, segnando un ribasso del 32%. Al 21 novembre, il valore ha toccato un minimo intorno agli 80.000 dollari, prima di ripartire.

Attualmente la quotazione è in area 85.750 dollari.

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Dalla “crypto golden age” al cambio di sentiment

Saylor continua a esprimere una visione fortemente rialzista sul lungo periodo, come confermato dai suoi messaggi pubblicati su X, dove invita a resistere e ribadisce lo spirito “HODL” tipico della comunità Bitcoin. La correzione non sembra dunque aver scalfito la sua convinzione che la criptovaluta rappresenti un asset destinato a rafforzarsi nel tempo.

Il mercato, però, mostra una dinamica diversa. Dopo l’entusiasmo esploso nel 2024, quando Bitcoin superò per la prima volta la soglia dei 100 mila dollari grazie all’aspettativa di un quadro regolamentare più favorevole, nelle ultime settimane la pressione sugli asset rischiosi è aumentata. Gli investitori stanno riducendo l’esposizione alle criptovalute a causa dei timori sulle valutazioni del settore AI, che hanno innescato un’ondata di prese di profitto anche sugli strumenti digitali.

Gli ETF spot su Bitcoin stanno registrando deflussi mai visti prima: venerdì è stato registrato il record di volumi giornalieri, e novembre 2025 è in corsa per diventare il peggior mese dalla loro nascita, con oltre 3,5 miliardi di dollari usciti.

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L’ETF IBIT di Blackrock, che pesa per il 60% del mercato, ha visto vendite per 2,2 miliardi di dollari.

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Cosa osservano ora gli investitori

La strategia di acquisto continuo adottata da Strategy appare ormai acquisita, ma un’eventuale pausa negli acquisti settimanali sarebbe interpretata come un segnale di cambiamento. L’ultima sospensione risale al periodo compreso tra il 29 settembre e il 5 ottobre, unica parentesi in una lunga serie di operazioni.

Ad oggi, i Bitcoin detenuti da Strategy sono stati acquistati a un prezzo complessivo di 48,37 miliardi di dollari, mentre il loro valore di mercato al 21 novembre ammontava a 54,37 miliardi, un risultato superiore di circa il 12% rispetto al costo d’ingresso. Nonostante la volatilità, la posizione del gruppo resta quindi in profitto.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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