Dalla sperimentazione alla scala operativa
La scorsa settimana Tesla ha pubblicato i risultati finanziari del quarto trimestre, cogliendo l’occasione per aggiornare il mercato sull’avanzamento del programma robotaxi. Dal lancio avvenuto il 22 giugno 2021 fino a dicembre 2025, la flotta ha percorso circa 650.000 miglia e conta oggi circa 500 veicoli operativi tra Austin e l’area di San Francisco. Un passaggio chiave è stato l’eliminazione degli autisti di sicurezza e delle chase car, le vetture di supporto utilizzate per il monitoraggio.
Secondo l’analisi di Daniel Maguire, Research Analyst di ARK Invest, questa svolta consente ora a Tesla di entrare in una fase di crescita molto più rapida. L’azienda prevede che la flotta possa raddoppiare ogni mese, con l’obiettivo di coprire tra il 25% e il 50% degli Stati Uniti entro la fine dell’anno, subordinatamente alle approvazioni normative.
Integrazione verticale e vantaggio sui costi
ARK Invest individua nella produzione verticalmente integrata il principale vantaggio competitivo di Tesla, sia nella fase iniziale di commercializzazione sia nella distribuzione su larga scala. Al ritmo attuale di implementazione, Tesla potrebbe superare la flotta di Waymo di circa 3.000 veicoli in soli tre mesi, un’accelerazione sostenuta non solo dalla velocità di deployment ma anche da una struttura dei costi più efficiente.
Secondo la ricerca di ARK Invest, l’hardware di Tesla, il Cybercab, potrebbe risultare circa il 50% meno costoso per miglio rispetto al robotaxi di sesta generazione di Waymo. Questo divario rappresenta un elemento chiave nella competizione, perché consente a Tesla di puntare su prezzi più aggressivi senza comprimere eccessivamente i margini.
Prezzi più bassi e nuovo modello di ricavi
Sulla base di questo vantaggio in termini di costi, Tesla potrebbe arrivare a fissare il prezzo del servizio robotaxi intorno a 0,25 dollari per miglio su larga scala, meno di un decimo rispetto al costo attuale dei servizi di ride-hailing con autista negli Stati Uniti. Una soglia che, secondo Maguire, potrebbe innescare un rapido spostamento della domanda verso soluzioni autonome, soprattutto nelle aree urbane ad alta densità.
In questo scenario, i robotaxi non rappresentano solo un nuovo prodotto, ma una trasformazione del modello di business di Tesla. L’azienda passerebbe da un sistema basato prevalentemente su vendite una tantum di veicoli a una struttura di ricavi ricorrenti, con una generazione di cassa continua e margini più simili a quelli del software che a quelli dell’automotive tradizionale.
Un mercato potenziale da 34 trilioni di dollari
Secondo le stime di ARK Invest, il mercato globale dei robotaxi potrebbe arrivare a generare un valore aziendale complessivo di circa 34 trilioni di dollari entro il 2030. In questo contesto, la combinazione tra scala produttiva, integrazione verticale e leadership tecnologica posiziona Tesla per conquistare una quota significativa del mercato.
Come evidenzia Maguire, sarà quindi cruciale monitorare nei prossimi mesi l’evoluzione dell’espansione operativa dei robotaxi Tesla, sia in termini di velocità di crescita della flotta sia di avanzamento regolatorio, elementi che determineranno la capacità dell’azienda di trasformare un progetto sperimentale in una delle principali leve di creazione di valore del gruppo.

di Francesco Sicuro













































