Scenario centrale, crescita moderata e ruolo chiave dell’Europa
Lo scenario di base ipotizza una lieve recessione negli Stati Uniti, innescata dall’impatto dei dazi doganali, dalle politiche sull’immigrazione e da un progressivo aumento della disoccupazione. In questo quadro, secondo Kristina Hooper, Chief Market Strategist di Man Group, la Federal Reserve dovrebbe rispondere con un modesto allentamento monetario, senza però tornare a una politica fortemente espansiva. Al di fuori degli Stati Uniti, il quadro appare più costruttivo. Le economie dell’eurozona e del Giappone sono attese in accelerazione, sostenute dall’incremento degli stimoli fiscali, mentre la Cina dovrebbe registrare una crescita stabile o leggermente in rallentamento, con la spesa pubblica che bilancia solo in parte i persistenti venti contrari del settore immobiliare.
Nel Regno Unito, la crescita viene descritta come piatta o in lieve rallentamento, ma sostenuta da una politica monetaria accomodante. I mercati emergenti, soprattutto in Asia, risultano invece meglio posizionati per una ripresa, beneficiando dell’indebolimento del dollaro statunitense e di dinamiche regionali favorevoli. In questo scenario, Hooper privilegia le borse dei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti, con un focus particolare su eurozona e Giappone, che presentano valutazioni relativamente interessanti. Anche le azioni britanniche potrebbero mostrare buone performance grazie a multipli contenuti e a rendimenti elevati da dividendi e buyback.
Emergono opportunità anche nei titoli tecnologici cinesi, sostenuti da valutazioni inferiori rispetto ai peer statunitensi e da un contesto politico favorevole a specifici segmenti dell’industria tecnologica. Dal punto di vista dello stile, la qualità è destinata a essere premiata, alla luce delle crescenti preoccupazioni legate all’aumento del debito associato agli investimenti in intelligenza artificiale e a una crescita globale più debole. Nel reddito fisso, Man Group esprime una preferenza per obbligazioni europee investment grade e high yield, coerentemente con uno scenario di crescita positiva nell’eurozona. Sul fronte valutario, le politiche monetarie dovrebbero sostenere yen giapponese ed euro rispetto al dollaro. Tra gli alternativi, infine, spicca l’interesse per metalli preziosi con utilizzi industriali, come oro, argento, palladio e platino, capaci di fungere sia da beni rifugio sia da asset pro-ciclici nelle fasi di rialzo dei mercati.
Scenario negativo, shock macro e ritorno al risk-off
Lo scenario avverso prende forma nel caso di errori di policy e di un brusco rallentamento degli investimenti in intelligenza artificiale, elementi che potrebbero spingere gli Stati Uniti in una recessione più profonda. In questa ipotesi, la Federal Reserve si troverebbe con margini di manovra limitati, impossibilitata a tagliare i tassi a causa di un’inflazione persistentemente elevata. Kristina Hooper osserva che l’impatto recessivo sarebbe in parte attenuato nelle economie che stanno già implementando significativi stimoli fiscali, come eurozona, Giappone e Cina.
In un contesto marcatamente “risk-off”, Man Group indica una preferenza per azioni selezionate a grande capitalizzazione in settori difensivi, in particolare beni di consumo di prima necessità e utility regolamentate. Nel comparto obbligazionario, risultano più interessanti i titoli indicizzati all’inflazione, che tendono a offrire una migliore tenuta in presenza di pressioni inflazionistiche persistenti. Viene inoltre evidenziato il potenziale di resilienza del debito sovrano con rating elevato, considerato un elemento di stabilità in caso di recessione severa negli Stati Uniti.
Sul piano valutario, Hooper individua un contesto favorevole per le valute rifugio, con una preferenza per franco svizzero, yen giapponese ed euro, mentre l’atteggiamento verso il dollaro statunitense è più cauto, alla luce di una possibile perdita di fiducia. Anche l’oro dovrebbe mostrare una buona capacità di tenuta in fasi di avversione al rischio. In questo scenario, assumono rilevanza le strategie trend-following e quelle focalizzate sulla gestione della volatilità, che storicamente offrono una protezione più efficace dal ribasso durante le fasi di mercato turbolente.
Scenario positivo, ritorno della propensione al rischio
Lo scenario più costruttivo si basa sull’ipotesi che le guerre commerciali si concludano e che gli investimenti in intelligenza artificiale continuino ad aumentare. In questo contesto, le economie dei mercati emergenti, tra cui Cina e India, registrerebbero un’accelerazione della crescita, insieme a eurozona e Giappone. Negli Stati Uniti, una modesta ripresa economica sarebbe sostenuta dall’allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve. Secondo Hooper, il 2026 diventerebbe così un anno chiaramente favorevole al rischio.
In questo scenario, Man Group individua opportunità nelle borse asiatiche emergenti, comprese quelle indiane e cinesi, e prevede buone performance per i titoli tecnologici cinesi e statunitensi, per i ciclici europei e per le azioni statunitensi a piccola e media capitalizzazione. Sul fronte obbligazionario, risultano interessanti le obbligazioni high yield globali e il debito dei mercati emergenti, con una preferenza per la valuta forte, ma anche per la valuta locale qualora si registrino tassi reali in aumento e una disinflazione ordinata.
Nel comparto valutario, Hooper privilegia le valute legate alle materie prime, come dollaro canadese e dollaro australiano, che potrebbero sovraperformare in un contesto di maggiore propensione al rischio grazie alla crescita della domanda di materie prime industriali. Anche in questo scenario, le strategie trend-following vengono considerate uno strumento efficace per consentire agli investitori di partecipare in modo significativo alle fasi di mercato favorevoli.

di Francesco Sicuro













































