Un rally maturo ma ancora sostenuto dai fondamentali
Il mercato azionario statunitense entra nel nuovo anno dopo un rialzo del 16% dell’S&P 500 (linea bianca) nel 2025, accompagnato da un +13% del Dow Jones (linea blu), un balzo del 20% del Nasdaq (linea rossa) e un +11% del Russell 200.

Secondo il Wall Street Journal, la combinazione di economia resiliente, ritorno ai tagli dei tassi e entusiasmo per l’intelligenza artificiale ha spinto l’indice di riferimento a segnare 39 nuovi massimi storici nel corso dell’anno.

Per il 2026, le grandi banche d’affari prevedono un’estensione del rally: Bank of America indica un obiettivo a 7.100 punti, JPMorgan guarda a 7.500, mentre Goldman Sachs spinge l’asticella a 7.600, ipotizzando un quarto anno consecutivo di guadagni, come non si vedeva dal periodo 2003 – 2007.

Cresce la cautela sulle valutazioni e sul ritmo dei rialzi
Nonostante il consenso positivo, una parte del mercato invita alla prudenza. L’S&P 500 ha guadagnato circa l’80% dal 2023 a fine 2025, un ritmo difficile da replicare, soprattutto in presenza di multipli elevati.

Le azioni dell’indice scambiano oggi intorno a 22 volte gli utili attesi, ben al di sopra della media decennale di 19, e secondo Bank of America circa la metà degli indicatori di valutazione si colloca su livelli superiori a quelli visti nel marzo 2000.

Steve Sosnick di Interactive Brokers sottolinea che un consenso così ampio sullo scenario positivo impone almeno “un minimo di scetticismo”, mentre Mark Hackett di Nationwide parla di un mercato “probabilmente buono, ma non eccezionale come negli ultimi anni”.
Tassi in calo e utili come pilastri del 2026
A sostenere le aspettative resta soprattutto la traiettoria della politica monetaria. La Federal Reserve ha indicato almeno un taglio dei tassi nel corso dell’anno, con il mercato che guarda anche alla possibile svolta più accomodante legata al successore di Jerome Powell.

A questo si aggiunge il supporto fiscale, con tagli alle tasse destinati a rafforzare i flussi di cassa aziendali. Sul fronte degli utili, le stime raccolte da FactSet indicano una crescita del 15% degli utili dell’S&P 500 nel 2026, il ritmo più sostenuto dal 2021, elemento che potrebbe compensare in parte l’elevato livello delle valutazioni.
I rischi: AI, speculazione e segnali di eccesso
Resta però un elenco di incognite che il mercato continua a monitorare. Il forte ridimensionamento del Bitcoin, sceso sotto gli 88.000 dollari dopo aver superato i 126.000 in ottobre, e la volatilità delle nuove meme stock hanno alimentato il timore che alcune aree del mercato siano andate troppo avanti, troppo in fretta.

Anche il comparto dell’intelligenza artificiale, motore principale del rally degli ultimi tre anni, solleva interrogativi: sebbene la tecnologia sia considerata trasformativa, cresce il dubbio sulla capacità di monetizzare nel breve termine investimenti miliardari in data center e infrastrutture, un tema che potrebbe pesare sulle performance future dei titoli più esposti.
Economia resiliente, ma il margine si assottiglia
Il quadro macro resta finora favorevole. L’economia statunitense ha dimostrato di reggere l’urto di dazi, inflazione persistente e shock sull’immigrazione, con consumi solidi e investimenti ancora elevati, soprattutto nei settori legati all’AI.
Secondo Mark Luschini di Janney Capital Management, lo scenario di base resta quello di “un’economia con sufficiente slancio per sostenere il mercato”, anche se il 2026 appare destinato a essere un anno in cui la selettività e la gestione del rischio torneranno centrali per gli investitori.

di Gino Ercole Zincone













































