Yen più forte e rendimenti in salita dopo il discorso di Ueda
Il cambio yen-dollaro si è rafforzato dello 0,6%, portando la valuta giapponese a 155,24 yuan per dollaro, mentre i rendimenti dei JGB a due anni sono saliti all’1%, il livello più alto dal 2008. La reazione del mercato è stata immediata: il messaggio del governatore, intervenuto a Nagoya davanti alla comunità imprenditoriale, è stato interpretato come un chiaro passo verso una normalizzazione monetaria.

Ueda ha affermato che, se la traiettoria dell’economia e dei prezzi continuerà a confermarsi, la banca centrale procederà ad aumentare gradualmente il tasso di riferimento, pur mantenendo nel complesso condizioni finanziarie accomodanti. Una formulazione che lascia intendere margini per ulteriori interventi restrittivi.
Le probabilità di un rialzo crescono al 75%
Secondo i dati degli overnight index swap, la probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione del 19 dicembre è balzata dal 60% al 75% subito dopo il discorso. L’impatto si è visto anche sui mercati azionari: il Nikkei 225 è sceso dell’1,9% e il Topix dell’1,2%, penalizzati dal possibile cambio di rotta della politica monetaria.

Per Shoki Omori, strategist di Mizuho, le dichiarazioni di Ueda “segnalano chiaramente la possibilità di una nuova stretta già nel meeting di dicembre”, confermando un tono più hawkish rispetto ai mesi precedenti.
Politica monetaria e politica fiscale ora divergono
Le mosse della BoJ arrivano mentre il governo della premier Sanae Takaichi accelera sulla spesa pubblica. Tokyo ha annunciato un pacchetto da 21,3 trilioni di yuan (pari a 135,4 miliardi di dollari) per stimolare la crescita e proteggere le famiglie dall’aumento del costo della vita. Una mossa espansiva che potrebbe entrare in frizione con una banca centrale sempre più attenta al rischio di surriscaldamento inflazionistico.
Ueda ha però chiarito che l’obiettivo non è “frenare” l’attività economica, bensì ridurre gradualmente la spinta espansiva, definendolo un passaggio necessario per garantire una crescita stabile nel medio periodo.
Inflazione, salari e yen: i nuovi fattori di rischio
Secondo Omori, Ueda ha mostrato maggiore concretezza nell’identificare i rischi, mettendo in evidenza il ruolo del cambio e dei prezzi delle importazioni come possibili elementi capaci di alimentare aspettative inflazionistiche. Un cambio di approccio rispetto alla narrativa precedente, che considerava queste pressioni come principalmente temporanee.
Sul fronte salariale, il governatore ha citato l’aumento del salario minimo e gli esiti dei sondaggi aziendali, sottolineando la fiducia della BoJ nel fatto che la dinamica salariale resterà robusta anche nel 2026.
Una nuova fase per la politica monetaria giapponese
Il discorso di Ueda si inserisce in un contesto in cui anche altri membri del board, come Kazuyuki Masu, hanno recentemente suggerito che la banca centrale è sempre più vicina a un nuovo rialzo dei tassi. Non è ancora chiaro quando avverrà, ma le sue parole hanno rafforzato la percezione di un cambiamento imminente.
Per ora, la reazione dei mercati mostra che la transizione da un lungo periodo di politica ultra-accomodante a una normalizzazione monetaria resta un processo delicato. E il prossimo appuntamento di dicembre potrebbe segnare un momento chiave per la direzione della BoJ nei mesi a venire.

di Gino Ercole Zincone













































