Esito dell’asta BOT del 10 dicembre
Nell’asta svoltasi stamani il Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF) ha collocato BOT a 12 mesi per un importo complessivo di 9,0 miliardi di euro. L’operazione ha riguardato la prima tranche dei titoli annuali con scadenza dicembre 2026 e ha registrato una domanda ampiamente superiore all’offerta. Il Mef evidenzia che il rendimento medio ponderato semplice si è attestato al 2,181%, segnando un aumento di 12 punti base rispetto all’asta precedente di novembre, in un contesto di progressivo riassestamento dei rendimenti sul tratto corto della curva.

BOT 12 mesi, caratteristiche dell’emissione
Il BOT annuale collocato oggi presenta una durata di 367 giorni, con data di emissione fissata al 12 dicembre 2025 e scadenza al 14 dicembre 2026. Il rendimento medio ponderato semplice del 2,181% riflette l’andamento dei tassi a breve termine, mostrando un incremento di 12 punti base rispetto all’asta del 12 novembre 2025.
Dal lato della domanda, le richieste complessive hanno raggiunto 12,65 miliardi di euro, a fronte di un importo assegnato pari a 9,0 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,41. Il prezzo medio ponderato si è attestato a 97,825, in linea con il livello dei rendimenti espressi dall’asta. L’importo complessivo in circolazione del titolo risulta pari a 9,0 miliardi di euro.
BOT in scadenza e quadro complessivo
Il Ministero dell’Economia e delle finanze precisa che alla data del 12 dicembre 2025 il totale dei BOT in scadenza ammonta a 131,24 miliardi di euro, dato che contribuisce a spiegare la dimensione rilevante dell’emissione odierna. Il rifinanziamento sul breve termine resta quindi un elemento centrale della strategia di gestione del debito, soprattutto in una fase caratterizzata da tassi ancora elevati rispetto agli ultimi anni.
Prossime aste del Tesoro
Sul fronte del calendario, il Mef segnala che domani è in programma l’asta di BTP a 3 e 5 anni per un importo complessivo di 5 miliardi di euro. Vengono invece cancellate le aste previste per il 29 e il 30 dicembre, in linea con la consueta riduzione dell’attività sul mercato primario nella parte finale dell’anno.

di Francesco Sicuro













































