Rendimenti in aumento lungo tutta la curva
L’asta di oggi del Tesoro ha confermato una fase di tensione sul mercato obbligazionario, con rendimenti in crescita soprattutto sul tratto lungo della curva.
Il movimento più contenuto si è registrato sul BTP triennale, mentre il ventennale è tornato sopra quota 4%, riflettendo il premio richiesto dagli investitori sulle scadenze più lunghe.
BTP 3 anni
Il primo titolo collocato è il BTP 2,40% a 3 anni (ISIN IT0005689960), giunto alla nona tranche, con data di emissione 15 gennaio 2026 e scadenza 15 marzo 2029.
L’importo assegnato è stato pari a 3 miliardi di euro, a fronte di richieste per 4,60 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,54.
Il rendimento lordo si è attestato al 2,98%, in aumento di 7 punti base rispetto all’asta precedente del 10 aprile 2026. Il prezzo di aggiudicazione è risultato pari a 98,50.
L’importo complessivo in circolazione del titolo sale a 16,9 miliardi di euro.

BTP 7 anni
Accanto al triennale, il Tesoro ha collocato il BTP 3,30% a 7 anni (ISIN IT0005704868), alla terza tranche, con data di emissione 15 aprile 2026 e scadenza 15 giugno 2033.
L’importo assegnato è stato pari a 3,25 miliardi di euro, con richieste per 5 miliardi.
Il rendimento lordo si è attestato al 3,55%, in aumento di 4 punti base rispetto alla precedente asta, mentre il prezzo di aggiudicazione è risultato pari a 98,63.
L’importo in circolazione del titolo raggiunge 7 miliardi di euro.

BTP 20 anni
Completa l’operazione il BTP 2,95% a 20 anni (ISIN IT0005321325), giunto alla undicesima tranche, con data di emissione 1 settembre 2017 e scadenza 1 settembre 2038.
L’importo assegnato è stato pari a 1,25 miliardi di euro, a fronte di richieste per 2,20 miliardi.
Il rendimento lordo si è attestato al 4,04%, tornando sopra la soglia del 4%, mentre il prezzo di aggiudicazione è sceso a 89,89.
L’importo complessivo in circolazione sale a 17,21 miliardi di euro.

Segnali dal mercato
Nel complesso, l’asta evidenzia un mercato ancora caratterizzato da domanda robusta ma rendimenti in crescita, soprattutto sul tratto lungo della curva.
Il rialzo dei tassi richiesti dagli investitori riflette le aspettative ancora prudenti sull’evoluzione della politica monetaria e dell’inflazione nell’area euro. Nonostante questo, il Tesoro continua a collocare integralmente i volumi offerti, confermando la solidità della domanda per il debito italiano.
Particolarmente significativo il ritorno del rendimento del ventennale sopra il 4%, livello che non si vedeva da settembre 2024, segnale di un mercato che continua a richiedere premi elevati sulle scadenze più lunghe.

di Francesco Sicuro











































