Ricavi in crescita e mix sempre più diversificato
Il trimestre evidenzia un ulteriore rafforzamento della performance operativa. Il risultato lordo dell’operatività corrente si attesta a 777 milioni di euro, sostenuto da proventi operativi pari a 1,53 miliardi (+3,6% su base annua), mentre il risultato della gestione operativa sale a 855 milioni (+2,9%).
La dinamica dei ricavi conferma il progressivo spostamento verso componenti meno dipendenti dal margine di interesse. Quest’ultimo si attesta a 751,4 milioni, in calo dell’8% rispetto al primo trimestre 2025, penalizzato dalla contrazione dello spread commerciale legata alla dinamica dei tassi .
A compensare la flessione è la forte crescita delle commissioni nette, che raggiungono 708,1 milioni (+19,2% su base reported), trainate in particolare dai prodotti di investimento. I proventi non da interessi rappresentano ormai il 53% del totale, già oltre il 50% di target fissato dal piano al 2027 .
Determinante anche il contributo del modello di “fabbriche prodotto” – che include bancassurance, risparmio gestito, monetica e credito al consumo – con ricavi pari a 406 milioni nel trimestre, in linea con gli obiettivi strategici . In questo contesto si inserisce il pieno consolidamento di Anima, acquisita nel 2025, che rafforza ulteriormente la componente commissionale.
Costi sotto controllo e qualità del credito ai massimi
Sul fronte dei costi, gli oneri operativi si attestano a 674,5 milioni, in aumento su base annua ma in calo rispetto al trimestre precedente grazie ai benefici delle uscite incentivate realizzate nel 2025. Il cost/income ratio (rapporti tra costi e ricavi) si mantiene su livelli contenuti, intorno al 44%, confermando una disciplina operativa elevata .
Il costo del rischio si riduce a 32 punti base annualizzati, in miglioramento rispetto ai 40 punti base del 2025, mentre la qualità dell’attivo raggiunge livelli record. I crediti deteriorati netti scendono a 1,1 miliardi, con un Npe ratio netto all’1,13% e un’incidenza dei deteriorati lordi al 2,1%, in ulteriore calo rispetto al passato.
Gli NPE (Non-Performing Exposures) sono i crediti deteriorati di una banca, cioè prestiti concessi a clienti che stanno avendo difficoltà a rimborsarli o che hanno già smesso di pagare
Il portafoglio crediti continua a essere caratterizzato da elevata qualità, con l’87% delle esposizioni classificate a rischio medio-basso e un alto livello di collateralizzazione, pari al 61% dei prestiti .
Capitale solido e dividendo confermato
Il profilo patrimoniale resta robusto, con un CET1 ratio al 13,59% (indice di solidità patrimoniale), sostanzialmente stabile rispetto a fine 2025 e ben al di sopra della soglia minima di piano del 13%. Il buffer MDA si mantiene sopra i 400 punti base, garantendo ampia flessibilità nella politica di distribuzione .
In questo quadro, il gruppo conferma la fiducia nella distribuzione di un dividendo di 1 euro per azione anche nel 2026, corrispondente a un dividend yield di circa l’8% .
Raccolta e impieghi: crescita selettiva e resilienza
Sul fronte commerciale, la raccolta diretta bancaria si attesta a 133,7 miliardi, in lieve calo rispetto a fine 2025 ma in crescita su base annua. La raccolta indiretta raggiunge 275,4 miliardi, mentre gli impieghi netti salgono a 100,5 miliardi, grazie all’incremento delle esposizioni performing (+0,9%) e alla riduzione dei crediti deteriorati (-6,1%) .
Nel trimestre sono stati erogati nuovi finanziamenti per 6,2 miliardi, a conferma del supporto all’economia reale, in particolare nei segmenti a medio-lungo termine .
Contesto macro e outlook
I risultati sono stati conseguiti in un contesto caratterizzato da elevata incertezza geopolitica, con l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente e il riemergere di pressioni inflazionistiche legate al rialzo dei prezzi energetici. Uno scenario che ha impatti sulle politiche monetarie e sulle prospettive di crescita, con attese di rallentamento del PIL nell’area euro e in Italia .
Nonostante questo quadro, Banco BPM ritiene di poter mantenere una redditività elevata e sostenibile, grazie alla diversificazione dei ricavi e alla disciplina sui costi. Il gruppo conferma quindi la traiettoria del piano, con un obiettivo di utile netto pari a 2,15 miliardi nel 2027 e una distribuzione cumulata agli azionisti superiore a 6 miliardi nel periodo 2024-2027.

di Silvia Larson













































