I dettagli della nuova emissione di Société Générale
Dal 10 ottobre scorso sono quotazione sul Cert-X 6 nuovi Memory Maxi Cash Collect Step-Down emessi da Société Générale e scritti su basket worst-of di 4 sottostanti.
I prodotti prevedono un maxi-premio iniziale incondizionato tra il 14,5% e il 26% con data di stacco prevista per il 3 dicembre 2025 (l’ultimo giorno utile per comprare i prodotti con diritto alla maxi-cedola è il 2 dicembre 2025) e data di pagamento per il 5 dicembre.
Nelle successive date di osservazione trimestrali previste, le cedole (1% trimestrale) diventano condizionate alla tenuta della Barriera Cedolare posta al 60% dei valori iniziali dei sottostanti; allo stesso livello è posta anche la Barriera di protezione del capitale a scadenza.
È prevista, inoltre, la possibilità di rimborso anticipato a partire da ottobre 2026 con Livello Autocall decrescente (Step-Down) del 5% all’anno (dal 100% al 90%).
La scadenza è fissata per il 16 ottobre 2029.
Tutti i certificati sono dotati di Effetto Memoria, che consente di conservare le cedole eventualmente non pagate e vederle accreditate sul proprio conto alla prima data di osservazione in cui vengono rispettate le condizioni per il pagamento.
Per i certificati con sottostanti quotati in valuta diversa dall’euro, inoltre, è presente l’Opzione Quanto, che neutralizza il rischio legato al cambio valutario.
L’emissione è pensata principalmente per soddisfare le esigenze fiscali di quegli investitori con minusvalenze nello zainetto fiscale in scadenza nel 2025.
Le plusvalenze generate dai certificati, infatti, essendo questi strumenti derivati, sono classificate come redditi diversi, siano esse proveniente dall’incasso delle cedole periodiche o dalla differenza tra il prezzo di vendita o valore di rimborso e il prezzo di acquisto.
La caratteristica principale delle plusvalenze generate da redditi diversi è quella di poter compensare le minusvalenze presenti nello zainetto fiscale, andando così a recuperare il credito fiscale derivante da perdite pregresse (entro i quattro anni successivi alla loro realizzazione) e, di conseguenza, ridurre il carico fiscale complessivo.In questo modo, quindi, l’investitore non subirebbe la normale tassazione sul capital gain del 26%, ma compenserebbe il guadagno derivante dal certificato con una perdita pregressa.
Per poter beneficiare di questo vantaggio fiscale, l’investitore deve acquistare il certificato entro e non oltre il 2 dicembre 2025, ultimo giorno utile per avere diritto all’eventuale incasso della cedola.
Il 3 dicembre (Ex-Date) avviene poi lo stacco della maxi-cedola dal prezzo del certificato, che diminuirà dell’importo del premio incassato.
Per approfondire la fiscalità legata ai certificati rimandiamo al seguente articolo di formazione: I Certificati e la fiscalità: un binomio vincente.
Di seguito la tabella con le caratteristiche dei prodotti emessi:

Scenari intermedi e a scadenza
Alla prima data è previsto il pagamento incondizionato della maxi-cedola. L’ultimo giorno utile per comprare il certificato con il diritto all’incasso della cedola è il 2 dicembre 2025, con data di stacco (Ex-Date) prevista per il 3 dicembre e data di pagamento prevista per il 5 dicembre.
Per le successive date di osservazione trimestrale intermedie gli scenari sono due:
- Se il peggior titolo presente nel basket rileva al di sopra della Barriera Cedolare (60%), e quindi non perde oltre il 40% dal livello iniziale, l’investitore riceve la cedola del periodo e l’investimento prosegue;
- Se il peggior titolo presente nel basket rileva al di sotto della Barriera Cedolare (60%), registrando una performance negativa di oltre un -40% dal Fixing Iniziale, l’investitore non incassa la cedola del periodo, che viene però conservata in memoria, pronta per essere pagata alla prima data di osservazione nella quale verranno rispettate le condizioni per il pagamento, e l’investimento prosegue.
A scadenza, gli scenari possibili sono due:
- Se il peggior titolo presente nel basket rileva al di sopra della Barriera (60%), e quindi non perde oltre il 40% dal livello iniziale, l’investitore riceve il rimborso del Valore Nominale di 100€ oltre all’ultimo premio;
- Se il peggior titolo presente nel basket rileva al di sotto della Barriera (60%), registrando una performance negativa di oltre un -40% dal Fixing Iniziale, l’investitore riceve un importo commisurato alla perdita del sottostante worst-of, maggiorata della maxi-cedola incondizionata e di eventuali altri premi incassati durante la vita del prodotto.La formula per il calcolo del valore di rimborso a scadenza in caso di evento Barriera è la seguente: Valore Nominale * (Prezzo di Chiusura del peggior titolo / Strike) + maxi-cedola.
I certificati di questa emissione sono in quotazione dal 10 ottobre 2025 sul mercato Cert-X di Borsa Italiana, con gli orari di negoziazione classici dei Certificati a Capitale Condizionatamente Protetto, ovvero dalle 9:05 alle 17:30.
Payoff a scadenza e vantaggi principali
La caratteristica principale di questa emissione risiede nella presenza della maxi-cedola incondizionata iniziale, che consente di compensare le eventuali minusvalenze in scadenze nel 2025.
Oltre al vantaggio fiscale offerto, tuttavia, la maxi-cedola ha un effetto positivo sul prezzo del certificato che, a meno di crolli dei titoli sottostanti o di impennate della volatilità implicita, tenderà a salire, dovendo “caricare” il valore del maxi-premio nei corsi di borsa, prima della data di stacco.
Essendo l’incasso incondizionato, inoltre, la presenza della maxi-cedola contribuisce a creare una sorta di “gradino” di protezione ulteriore a scadenza, nel caso in cui si verificasse un evento Barriera. Al valore di rimborso a scadenza, infatti, va aggiunto l’importo della maxi-cedola, poiché questa viene incassata indipendentemente dall’andamento dei sottostanti.
Nel grafico seguente prendiamo ad esempio il certificato XS2878518393, che prevede una maxi-cedola del 26%; proprio questi 26 euro di cedola che si incasseranno alla prima data, contribuiscono a creare una protezione aggiuntiva anche al di sotto della Barriera, con le perdite del certificato che saranno inferiori rispetto a quelle del sottostante.

Fiscalità
È importante sottolineare come la presenza della maxi-cedola iniziale renda il prodotto particolarmente attraente per quegli investitori che avessero necessità di compensare eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale e in scadenza al 31 dicembre 2025, per evitare di perdere il credito fiscale maturato.
Si ricorda, infatti, che trattandosi di strumenti derivati, qualsiasi plusvalenza generata da un certificato, sia essa data dall’incasso della cedola o dalla differenza positiva tra prezzo di vendita (o valore di rimborso) e prezzo di acquisto, è classificata come reddito diverso, e permette di compensare le minusvalenze, evitando la tassazione del 26% sul capital gain.
È importante, tuttavia, specie per chi ha minusvalenze in scadenza nel 2025, controllare la modalità di compensazione applicata dall’intermediario:
- Compensazione immediata: il controvalore lordo delle cedole incassate o della differenza tra prezzo di vendita (o valore di rimborso anticipato o a scadenza) e prezzo di acquisto viene subito decurtato dalle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale;
- Compensazione a chiusura: la compensazione delle minusvalenze avviene solamente alla chiusura della posizione, sia essa per scadenza naturale, anticipata, o per vendita. In questo caso il valore delle cedole incassate va a rettificare di volta in volta il prezzo medio di carico (PMC) del certificato in portafoglio. Se è necessario compensare minusvalenze entro la fine dell’anno, questo sarà possibile solo se l’investitore vende il certificato entro il 31 dicembre 2025, o se questo rimborsa anticipatamente o scade, generando una plusvalenza rispetto al PMC rettificato.
Rischi
- Rischio di mercato: l’investitore deve tenere presente che l’investimento in un certificato è sempre legato all’andamento dei prezzi dei sottostanti, influenzati da diversi fattori e che potrebbero muoversi diversamente rispetto alle previsioni.
- Rischio di liquidità: in fasi di mercato particolarmente volatili, o in altre situazioni specifiche che possono verificarsi, è possibile che il Liquidity Provider non sia in grado di mostrare prezzi o allarghi lo spread bid-ask.
- Rischio Emittente: l’investitore è esposto al rischio che l’Emittente diventi insolvente e non riesca a rispettare gli obblighi legati al prodotto in termini di pagamenti. È dunque possibile la perdita totale del capitale investito.

di Gino Ercole Zincone













































