Poste Italiane centra utili record e conferma la rotta: nuovo dividendo in arrivo

Poste Italiane centra utili record e conferma la rotta: nuovo dividendo in arrivo

Ricavi e redditività crescono nei primi nove mesi del 2025, con profitti in accelerazione e risultati trimestrali oltre le attese. Il gruppo conferma le stime per l’anno e fissa l’acconto sul dividendo 2026 a 0,4 euro per azione.

Ricavi in crescita e utili ai massimi dall’IPO

Poste Italiane archivia i primi nove mesi del 2025 con numeri che segnano il miglior risultato dalla quotazione del 2015. Il gruppo ha registrato ricavi per 9,64 miliardi, in aumento del 4,5%, sostenuti dalla solidità delle principali linee di business. L’utile netto si è attestato a 1,77 miliardi, pari a un incremento dell’11,2%, mentre il risultato operativo è avanzato a 2,52 miliardi, con un progresso del 10,5%.

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Il terzo trimestre, in particolare, ha superato le previsioni degli analisti, con ricavi a 3,18 miliardi e utili a 603 milioni, ben oltre le stime pubblicate sul sito del gruppo.

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A livello patrimoniale, la posizione finanziaria netta è cresciuta a 4,97 miliardi, mentre le attività finanziarie investite sono salite a 601 miliardi, confermando un profilo di solidità che il mercato ha accolto con favore.

Dalla finanza ai servizi, cresce la redditività delle divisioni

Nel corso del 2025 la spinta principale è arrivata dai servizi assicurativi, che hanno generato un risultato operativo di 1,17 miliardi, in crescita del 9,4%. Buona la performance anche dei servizi finanziari, con un ebit adjusted di 790 milioni, mentre la divisione Pagamenti e Mobile ha contribuito con 416 milioni.

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Più debole, com’è fisiologico, l’area corrispondenza e pacchi, frenata da minori volumi rispetto al 2024. Sul fronte dell’energia prosegue l’espansione di Poste Energia, che ha raggiunto 950 mila clienti, con l’obiettivo del milione entro il 2025. Parallelamente, la migrazione dei servizi sulla super app del gruppo ha toccato quota 15 milioni di utenti, di cui 4,1 milioni attivi su base giornaliera a novembre. La crescita omogenea delle principali aree di attività ha permesso al gruppo di mantenere margini in espansione e una redditività competitiva rispetto ai player del settore.

Sinergie con Telecom Italia e ritorni dall’investimento

Grande attenzione ha suscitato il rafforzamento delle sinergie con Telecom Italia, uno dei fronti più strategici per i prossimi trimestri. L’amministratore delegato Matteo Del Fante ha confermato che Poste Mobile avvierà nel primo trimestre del 2026 la migrazione verso l’infrastruttura mobile di Tim, in virtù del contratto siglato nell’ambito dell’accordo MVNO. Sul fronte energetico è stata lanciata la nuova offerta Tim Energia powered by Poste Italiane, mentre con Tim Enterprise è stata firmata una lettera d’intenti per una joint venture focalizzata su servizi cloud e soluzioni digitali. L’investimento nel capitale di Tim – pari a circa 1,1 miliardi per una quota prossima al 25% – ha già generato una plusvalenza teorica di 800 milioni, rafforzando il contributo agli utili e confermando il ruolo strategico dell’operazione. La combinazione di sinergie commerciali e ritorni finanziari rappresenta uno degli elementi che più stanno attirando l’attenzione del mercato in vista del 2026.

Dividendo 2026 in anticipo e guidance confermata

Il management ha ribadito le stime sul risultato operativo adjusted e sull’utile netto per l’intero 2025, fissati rispettivamente a 3,2 miliardi e 2,2 miliardi, sottolineando la visibilità raggiunta sui trend dei ricavi e sui margini. In linea con la dividend policy approvata nel 2019, il gruppo ha proposto un acconto sul dividendo 2026 pari a 0,4 euro per azione, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente. Del Fante ha evidenziato che la cedola resterà “interessante e competitiva” e ha confermato il forte impegno nella generazione di cassa e nella disciplina finanziaria. Guardando al 2026, il management conferma che l’utile netto atteso nella parte alta della forchetta indica una traiettoria di crescita coerente con l’evoluzione del piano industriale, sostenuta dagli sviluppi nei pagamenti, nella componente assicurativa e nei nuovi servizi digitali integrati.

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Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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