Un rimbalzo potente guidato dalla tecnologia
La settimana si è aperta con la miglior performance giornaliera in sei mesi per i titoli tecnologici statunitensi. Il Nasdaq Composite ha guadagnato il 2,7%, registrando la miglior seduta da maggio. Anche l’S&P 500 ha mostrato un rialzo significativo pari all’1,6%, segnale che il sentiment si è rapidamente spostato verso un atteggiamento più costruttivo.

Tra le performance più marcate spiccano Broadcom, salita dell’11,1%, e Alphabet, in rialzo del 6,3% e spinta ai nuovi massimi grazie alle recensioni positive sul suo nuovo modello di generazione di immagini. Anche Tesla ha recuperato terreno, avanzando del 6,8%.

La spinta determinante: il cambio di tono della Fed
L’impulso decisivo è arrivato dal fronte monetario. Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha sostenuto apertamente la possibilità di un taglio dei tassi a dicembre, citando una dinamica inflazionistica contenuta e un mercato del lavoro che “continua a indebolirsi”.
Le sue parole si aggiungono alle indicazioni del presidente della Fed di New York John Williams, che la settimana precedente aveva aperto alla stessa ipotesi. Il risultato è un brusco riprezzamento nei mercati dei derivati: la probabilità di un taglio a dicembre è salita al 75%, dal 40% precedente.

Per molti analisti, come osserva Mike Zigmont di Visdom Investment Group, l’attuale scenario appare “estremamente favorevole ai rialzisti”, con un contesto macro meno minaccioso e un clima politico più stabile, mentre le discussioni su tariffe e dazi sono passate momentaneamente in secondo piano.
Le preoccupazioni sull’AI scivolano sullo sfondo
Il rimbalzo arriva dopo una fase di forte volatilità che aveva colpito duramente i titoli legati all’intelligenza artificiale. Gli investitori avevano ridotto l’esposizione ai nomi più sensibili alle valutazioni, contribuendo a un calo del 2,7% dell’S&P 500 rispetto ai massimi di fine ottobre.
Secondo gli analisti di Deutsche Bank, la correzione era “probabilmente dovuta”, poiché l’S&P 500 tende storicamente a ritracciare tra il 3% e il 5% ogni due o tre mesi. Il riposizionamento aveva colpito in particolare i titoli tech ad alta volatilità, mentre i settori ciclici risultavano già penalizzati.
Il cambio di rotta visto lunedì suggerisce che le preoccupazioni sull’AI, pur presenti, sono momentaneamente passate in secondo piano rispetto all’aspettativa di una politica monetaria più accomodante.
Bitcoin recupera, Europa e Asia si muovono in ordine sparso
Il clima di maggiore propensione al rischio ha favorito anche il mercato delle criptovalute. Bitcoin ha messo a segno un rimbalzo del 2,6%, riportandosi attorno agli 89.100 dollari, dopo una correzione del 28% dai massimi registrati a inizio ottobre. Paul Donovan, capo economista di UBS Global Wealth Management, ha definito l’altissima volatilità recente della criptovaluta un fenomeno assimilabile all’iperinflazione se Bitcoin fosse una moneta tradizionale.

Sul fronte globale, l’andamento è stato più eterogeneo. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso in lieve rialzo dello 0,1%, mentre in Asia i listini hanno mostrato direzioni divergenti: Hang Seng in rally del 2% e CSI 300 cinese in calo dello 0,1%.

di Gino Ercole Zincone













































