PRESSIONI CONTRASTANTI SULLA FED
L’Euro Stoxx 50 promette un’apertura piatta con il future che segna un -0,1%. I futures statunitensi segnalano un lieve rimbalzo, con l’S&P 500 e il Nasdaq in progresso dello 0,1%.
Le borse asiatiche hanno aperto con un tono leggermente più positivo. Il CSI 300 (+0,9%) ha guidato i rialzi, seguito dal Hang Seng (+0,4%) e dallo Shanghai Composite (+0,2%). Più contenuti i guadagni del Nikkei (+0,2%) e dell’S&P/ASX 200 (+0,1%), mentre il Kospi (-0,1%) ha chiuso in calo.
Ieri Wall Street ha interrotto il recente slancio, con l’S&P 500 (-0,4%) che ha segnato un nuovo calo dopo la forte correzione sui titoli legati all’intelligenza artificiale. Nella notte i futures hanno recuperato circa metà delle perdite, ma la fase di consolidamento sembra proseguire.
Al centro dell’attenzione, le dichiarazioni del segretario al Tesoro Bessent, che in un’intervista a Fox Business ha ribadito la necessità che i tassi “scendano”, aggiungendo di essere “sorpreso che il presidente non abbia segnalato un obiettivo di almeno 100-150 punti base in meno entro fine anno”. Un messaggio in netto contrasto con il dot plot diffuso la scorsa settimana dalla Fed, che indicava solo 50 punti base di tagli entro dicembre. Bessent ha inoltre rivelato che sono in corso colloqui con 11 candidati per la successione alla guida della Fed, con nuove interviste attese già dalla prossima settimana.
Le voci interne alla banca centrale sono state più misurate. Mary Daly (San Francisco Fed) ha riconosciuto che ulteriori riduzioni dei tassi saranno probabilmente necessarie, ma ha sottolineato la necessità di decisioni prudenti. Austan Goolsbee (Chicago Fed) ha invece espresso disagio per un eccessivo anticipo dei tagli, evidenziando che l’inflazione “sta andando nella direzione sbagliata” e che il mercato del lavoro resta “sostanzialmente stabile”.
A complicare lo scenario, i dati sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti hanno sorpreso al rialzo: 800mila unità ad agosto su base annualizzata, contro le 650mila attese. Si tratta del ritmo più alto dal gennaio 2022, quando i tassi erano ancora vicini allo zero. Un segnale che ha ridimensionato l’idea di una debolezza diffusa nel settore immobiliare, utilizzata da molti analisti come argomento a favore di rapidi tagli della Fed.
GAZA, UCRAINA E DAZI
All’Assemblea generale dell’Onu, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pronunciato un discorso dai toni severi, accusando Israele di aver ormai superato il limite a Gaza. La posizione italiana segna un passo politico rilevante in un contesto di crescente tensione nella Striscia. Parallelamente, l’inviato speciale Usa Steve Witkoff ha rivelato che il presidente Trump ha presentato ad alcuni leader il suo piano di pace in 21 punti, sostenendo che una “svolta” potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni.
Sul fronte operativo, la crisi ha avuto immediate ripercussioni in mare. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna invierà una nave da guerra in coordinamento con l’Italia per proteggere la flottiglia internazionale diretta a Gaza, dopo l’attacco con droni avvenuto al largo della Grecia. Il governo italiano, pur autorizzando l’avvicinamento di una fregata, ha specificato che non è previsto l’uso della forza militare. Roma ha chiesto alla Sumud Flotilla di consegnare gli aiuti umanitari affinché siano distribuiti dalla Chiesa cattolica locale, tentando così di limitare ulteriori rischi.
In parallelo, anche il fronte ucraino si è acceso di nuove incertezze. Le ultime dichiarazioni di Donald Trump, che ha espresso il suo sostegno alla riconquista di tutto il territorio ora occupato dalla Russia, rappresentano un brusco cambio di tono rispetto alle posizioni precedenti, quando invitava Kiev a cedere parte delle terre per chiudere il conflitto. Solo un mese fa, l’ex presidente aveva accolto con favore il leader russo Vladimir Putin in Alaska, lasciando intendere un approccio conciliatorio. Oggi, invece, il messaggio è di sostegno militare a Kiev. Gli osservatori sottolineano però l’ambiguità di questa svolta, che rischia di spostare sull’Europa il peso principale del sostegno all’Ucraina, in termini di armi e finanziamenti, mentre Washington sembra ricalibrare il proprio ruolo.
Infine, sul fronte dei dazi, la Casa Bianca ha confermato l’implementazione dell’accordo commerciale con l’Unione Europea, entrato in vigore retroattivamente dal 1° agosto. L’intesa prevede un’aliquota del 15% per le auto europee, insieme a esenzioni tariffarie per i prodotti farmaceutici generici e per gli aeromobili, consolidando così il quadro definito nell’accordo commerciale bilaterale delineato a luglio.
BTP E SPREAD
Lo spread BTP-Bund è in area 84 punti base, con il rendimento del benchmark italiano con scadenza ottobre 2035 che si attesta al 3,59% e quello decennale tedesco al 2,76%. Ieri, nonostante i mercati globali abbiano riflettuto una certa cautela dopo l’intervento del presidente della Fed Powell, i rendimenti dei BTP sul mercato secondario sono rimasti relativamente stabili. L’atteggiamento prudente di Powell sull’evoluzione della politica monetaria statunitense ha attenuato eventuali spinte speculative, impedendo movimenti bruschi sui titoli italiani.
PETROLIO
Il Brent è salito ieri a 69,3 dollari al barile, massimo dal 1° agosto, alimentando i timori di nuove pressioni inflazionistiche. A sostenere i prezzi è stato anche il cambio di linea della Casa Bianca sulla guerra in Ucraina: il presidente Trump ha dichiarato che il paese può riconquistare i territori perduti, abbandonando la retorica sulla mediazione.
RAME
I prezzi del rame hanno toccato i massimi da oltre 15 mesi al London Metal Exchange, spinti dall’interruzione delle attività nella miniera indonesiana di Grasberg, gestita da Freeport-McMoRan, dove una frana avvenuta l’8 settembre ha costretto la società a dichiarare la forza maggiore. Il contratto a tre mesi ha guadagnato fino al 3,6% a 10.330 dollari per tonnellata, ai livelli più alti dal maggio 2024. Secondo quanto comunicato da Freeport, la produzione 2026 della miniera potrebbe essere inferiore del 35% rispetto alle precedenti stime, con un riavvio graduale che non arriverà prima della prima metà del 2026.
L’impatto dell’incidente ha spinto anche Goldman Sachs a rivedere le proprie previsioni: la banca stima una perdita complessiva di 525.000 tonnellate di forniture minerarie di rame tra il 2025 e il 2026, riducendo la crescita della produzione globale attesa e ribaltando per il 2025 le prospettive di mercato da un’eccedenza a un deficit di 55.500 tonnellate. Goldman prevede ora prezzi nella fascia 10.200-10.500 dollari nel dicembre 2025 e conferma il suo scenario rialzista di lungo periodo, con una quotazione attesa a 10.750 dollari per tonnellata entro il 2027, sostenuta da vincoli strutturali legati a profondità delle miniere, qualità più bassa del minerale e difficoltà crescenti di estrazione.
EMISSIONI ITALIA
Proseguono questa mattina i collocamenti di fine mese del Tesoro, che ha messo sul mercato BOT semestrali per un importo complessivo di 6,5 miliardi di euro. Secondo le prime indicazioni, i rendimenti sono attesi in calo rispetto alle aste precedenti.
Alla vigilia, sul mercato grigio di Mts, il Buono con scadenza 31 marzo 2026 trattava intorno a 1,94%, in flessione rispetto al 2,012% registrato al collocamento di fine agosto, livello che rappresentava il massimo dallo scorso aprile.
Parallelamente, il MEF ha reso noto che nel quarto trimestre sarà proposta al mercato l’emissione di un nuovo BTP a 5 anni e di un nuovo BTP decennale.
DATI MACRO DI OGGI
Alle 08:00 in Germania sarà pubblicato l’indice di fiducia dei consumatori di ottobre, barometro importante sul clima economico e sui comportamenti di spesa delle famiglie tedesche.
Alle 09:30 in Svizzera è in programma il meeting della Banca centrale, occasione per aggiornamenti di politica monetaria e tassi di interesse.
Alle 10:00 la Bce diffonderà il Bollettino economico, documento che fotografa le condizioni economiche dell’Eurozona e fornisce spunti sulle prossime mosse di politica monetaria. Sempre alle 10:00 verranno resi noti i dati relativi all’aggregato monetario M3 di agosto per l’area euro, indicatore utile a valutare l’andamento della liquidità nel sistema.
Il pomeriggio sarà caratterizzato dai dati statunitensi: alle 14:30 usciranno le stime sul Pil del secondo trimestre, insieme agli ordini di beni durevoli di agosto (preliminari) e ai numeri settimanali sui sussidi di disoccupazione, sempre molto seguiti dagli operatori.
Alle 15:00 prenderanno la parola alcuni esponenti della Fed: sono previsti gli interventi di Williams, Barr e Bowmann (membri con diritto di voto) e di Logan e Daly (membri senza diritto di voto).
Alle 16:00 verrà pubblicato il dato sulle vendite di case esistenti ad agosto negli Stati Uniti, segnale significativo sull’andamento del mercato immobiliare.
Alle 16:30 arriveranno le statistiche settimanali sulle scorte di gas naturale negli USA, con riflessi diretti sull’energia.
Chiude la giornata alle 21:00 il meeting della banca centrale del Messico, atteso per valutazioni sulla politica monetaria del Paese.
TITOLI DI PIAZZA AFFARI
BANCHE. Banca MPS ha avviato l’acquisizione di Mediobanca, operazione che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha definito come la più rilevante dell’attuale fase di consolidamento bancario in Italia. L’operazione rientra nel progetto del governo di creare un terzo polo nazionale attraverso una futura fusione con Banco BPM, in grado di competere con Intesa Sanpaolo e UniCredit. Secondo Reuters, l’offerta pubblica di acquisto ha già raggiunto circa il 62-63% delle adesioni. La Bce ha dato il via libera, chiedendo la presentazione di un piano di integrazione entro sei mesi.
Sempre oggi, il cda di MPS si riunisce anche per discutere dei nomi da indicare per il board di Mediobanca, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.
BANCO BPM. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che il governo porrà condizioni all’eventuale integrazione tra Banco BPM e la filiale italiana della francese Credit Agricole. Ieri l’amministratore delegato Giuseppe Castagna è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal capo di gabinetto, come scrive Repubblica. Castagna aveva già dichiarato che una fusione con Credit Agricole Italia rappresenterebbe una prospettiva positiva per il sistema bancario. La BCE ha intanto autorizzato l’istituto francese a salire fino al 19,9% del capitale di Banco BPM.
GENERALI. L’amministratore delegato Philippe Donnet ha aggiornato il cda sulle trattative in corso con Bpce per la joint venture con Natixis nell’asset management. Lo riporta una fonte vicina al dossier, senza fornire ulteriori dettagli.
POSTE ITALIANE. Secondo il Corriere della Sera, sarebbe alle battute finali l’acquisizione di PagoPA, operazione attesa entro i primi di ottobre. L’operazione prevederebbe l’ingresso di Poste con una quota del 51% e del Poligrafico e Zecca dello Stato con il restante 49%.
ENI. Il gruppo ha completato la cessione a Vitol del 30% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio.
STELLANTIS e RECORDATI. Le immatricolazioni di auto nei paesi Ue, Efta e in Gran Bretagna hanno registrato a agosto un incremento del 4,7% a 791.349 veicoli. Stellantis ha segnato un +2,2% con una quota di mercato del 13,4%, ma resta in calo del 7,4% da inizio anno. Complessivamente, da gennaio a oggi, il mercato europeo mostra un progresso dello 0,4%.
Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti hanno confermato che i dazi sulle auto europee saranno fissati al 15% con effetto retroattivo dal 1° agosto. Restano esenti i farmaceutici, gli aerei e i componenti aeronautici, settore che interessa direttamente anche Recordati.
UNICREDIT. Il cda per l’approvazione dei conti del terzo trimestre è stato anticipato al 21 ottobre rispetto alla data inizialmente prevista del 27.
MFE-MEDIAFOREUROPE. Il gruppo ha chiuso il primo semestre con un risultato operativo in calo a 105,6 milioni di euro rispetto ai 136,3 milioni dell’anno precedente. L’utile netto è invece salito a 130,2 milioni dai 104,7 milioni registrati nello stesso periodo del 2024.
SAIPEM. Alle 9:30 è convocata l’assemblea straordinaria per l’approvazione del progetto di fusione per incorporazione con Subsea 7.
JUVENTUS. Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano, sarà l’attuale direttore generale Damien Comolli a diventare nuovo amministratore delegato, in sostituzione di Maurizio Scanavino. Nello stesso articolo si anticipa che il bilancio chiuso al 30 giugno, in approvazione domani, registrerà una perdita stimata tra i 40 e i 50 milioni, in netto miglioramento rispetto al rosso di 199,3 milioni dell’anno precedente.

di Francesco Sicuro













































