Start&Stock: 48 ore ultimatum di Trump per sblocco Hormuz e minacce ai Treasury da parte dell’Iran

Start&Stock: 48 ore ultimatum di Trump per sblocco Hormuz e minacce ai Treasury da parte dell’Iran

Avvio debole per Europa e Stati Uniti, con futures in calo, mentre l’escalation tra Usa e Iran spinge al ribasso l’Asia e mantiene alta la tensione sui mercati. Il petrolio resta sui massimi dopo un rialzo di oltre il 50% dall’inizio del conflitto, con lo Stretto di Hormuz di fatto bloccato e rischi crescenti per l’offerta globale. L’Iran amplia le minacce includendo anche i detentori di Treasury Usa. In Italia si vota sul referendum sulla giustizia, mentre in Francia le municipali frenano l’estrema destra. Rendimenti in forte salita con BTP vicino al 4% e spread in allargamento, mentre l’oro crolla sotto pressione dei tassi elevati.

STATI UNITI ED EUROPA

Lo Stoxx Europe 600 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso dell’1,4%. Deboli anche i futures sull’S&P 500 (-0,8%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,9%).

Le Borse asiatiche avviano la settimana con un’ondata di vendite, in un clima segnato da un’escalation geopolitica sempre più marcata. Il Nikkei cede il 3,4%, l’Hang Seng arretra di circa il 4,2%, Shanghai segna un calo del 4%, mentre il Kospi scivola del 6,5%, penalizzato dalle nuove minacce dell’Iran rivolte anche ai Paesi acquirenti di Treasury statunitensi. Il conflitto in Medio Oriente entra nella quarta settimana con oltre 2.000 vittime e una crescente tensione tra Washington e Teheran, che continuano a intensificare lo scontro con dichiarazioni e possibili azioni contro infrastrutture energetiche nel Golfo, in un contesto che pesa in modo significativo sui mercati globali.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti ad “annientare” le centrali iraniane nel caso in cui Teheran non riapra lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, mentre la risposta iraniana non si è fatta attendere, con l’annuncio di possibili attacchi contro infrastrutture statunitensi ed energetiche nell’intera regione. Le quotazioni del petrolio restano elevate mentre gli investitori valutano l’impatto dell’ultimatum americano e le possibili conseguenze sull’offerta globale.

Nel fine settimana Trump ha ribadito la minaccia di distruggere importanti impianti elettrici iraniani se il traffico marittimo non verrà ripristinato entro lunedì sera. Teheran ha replicato indicando come possibili bersagli non solo infrastrutture energetiche ma anche impianti tecnologici e di desalinizzazione in tutta l’area, nel caso di nuovi attacchi contro le proprie strutture.

Dall’inizio del conflitto i prezzi del petrolio sono saliti di circa il 50%, in uno scenario caratterizzato dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz e da una forte contrazione della produzione energetica in Medio Oriente. L’Agenzia internazionale dell’energia ha segnalato che il mercato globale si trova di fronte al più grande shock mai registrato, nonostante il rilascio di riserve strategiche e le iniziative degli Stati Uniti per facilitare la vendita di greggio russo e iraniano.

La tensione si estende anche al sistema finanziario internazionale. L’Iran ha ampliato il raggio delle proprie minacce includendo i soggetti coinvolti nell’acquisto di titoli di Stato americani, in un ulteriore irrigidimento del confronto con Stati Uniti e Israele. In un messaggio diffuso domenica, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che le istituzioni finanziarie legate agli Stati Uniti e detentrici di Treasury saranno considerate obiettivi insieme alle basi militari. “I titoli del Tesoro Usa sono intrisi del sangue degli iraniani. Chi li acquista, acquista anche un attacco contro il proprio quartier generale e i propri beni”, ha scritto, aggiungendo che anche le società finanziarie che sostengono il bilancio militare statunitense rientrano tra i bersagli legittimi.

Le dichiarazioni arrivano mentre si avvicina la scadenza dell’ultimatum di 48 ore imposto da Washington per la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo centrale per il commercio energetico globale. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso pieno sostegno alla linea americana, affermando che le azioni verranno coordinate e invitando anche l’Unione europea a unirsi allo sforzo. Durante una visita nella città di Arad, colpita da un attacco missilistico iraniano, Netanyahu ha sottolineato la capacità di Teheran di colpire obiettivi fino in Europa.

L’Iran ha ribadito la possibilità di una chiusura totale dello Stretto e di attacchi contro infrastrutture energetiche e impianti di desalinizzazione nel Golfo in caso di intervento militare statunitense. Ghalibaf ha avvertito che eventuali azioni contro le centrali iraniane provocherebbero una risposta immediata su larga scala, con conseguenze definite “irreversibili” per le infrastrutture petrolifere ed energetiche dell’intera regione. “Infrastrutture critiche, così come quelle energetiche e petrolifere, saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile, e i prezzi del petrolio aumenteranno per lungo tempo”, ha dichiarato, indicando uno scenario di pressione prolungata sui mercati energetici globali.

REFERENDUM ITALIA E VOTO FRANCIA

Si vota fino alle 15:00 di oggi per il referendum sulla giustizia, chiamato a confermare o respingere una riforma che interviene su più livelli dell’ordinamento: dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri alla riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura, fino alla revisione delle procedure disciplinari. L’assenza di quorum rende il risultato valido indipendentemente dall’affluenza, che nella giornata di ieri si è attestata al 46%.

L’attenzione degli investitori si concentra meno sugli aspetti tecnici della riforma e più sul segnale politico in un contesto internazionale segnato da forte instabilità. Gli ultimi sondaggi disponibili prima del silenzio elettorale indicavano un vantaggio del fronte del ‘No’. Un’affermazione del ‘Sì’, accompagnata da una partecipazione significativa, consoliderebbe la posizione del governo. Un successo del ‘No’ segnerebbe invece un primo passaggio critico, con possibili ripercussioni sull’orizzonte politico e un aumento dell’incertezza. L’esito del voto è destinato a incidere sugli equilibri in vista delle elezioni generali del prossimo anno.

In Francia le elezioni municipali segnano un rallentamento per l’estrema destra di Rassemblement National, che non è riuscita a conquistare città chiave come Marsiglia e Tolone, obiettivi dichiarati della campagna elettorale. Il risultato offre un margine di recupero ai partiti tradizionali, in difficoltà negli ultimi mesi in vista delle presidenziali. A Parigi si registra un passaggio rilevante: il candidato socialista Emmanuel Grégoire ha vinto la corsa a sindaco, superando l’ex ministra conservatrice Rachida Dati e assicurando la continuità della guida della capitale da parte della sinistra.

SPREAD ED EMISSIONI

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,96%, sui livelli più elevati dell’ultimo anno, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 90 punti base. Il movimento segue il forte sell-off registrato nella seduta di venerdì, innescato da un repricing globale delle aspettative sui tassi, con gli operatori che iniziano a scontare un possibile rialzo della Fed a dicembre e almeno due interventi restrittivi da parte della Bce a partire da aprile.

La pressione sui titoli italiani risulta più marcata rispetto al resto dell’area euro. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il rendimento del BTP a dieci anni è salito di quasi 70 punti base, contro un aumento di circa 50 punti per i titoli francesi e britannici, mentre il differenziale con il Bund si è ampliato di circa 30 punti base. A pesare è la maggiore esposizione dell’economia italiana al costo delle importazioni energetiche, in un contesto segnato dal rialzo del petrolio e del gas.

Il permanere di rendimenti elevati rischia di tradursi in maggiori pressioni sui conti pubblici nel medio periodo, come evidenziato in un report di Fitch. L’attenzione del mercato resta inoltre puntata sulla revisione del merito di credito da parte di Moody’s, attesa per venerdì.

Sul mercato primario, l’offerta complessiva dell’area euro è stimata intorno ai 27 miliardi di euro, in linea con la settimana precedente. Il Tesoro italiano comunicherà in serata i dettagli dell’asta BOT prevista giovedì, preceduta dall’emissione fino a 4 miliardi tra BTP a breve termine e titoli indicizzati all’inflazione. Venerdì è attesa la tornata sul medio-lungo termine, con la possibile introduzione di un nuovo BTP a 5 anni.

Oggi il Tesoro francese offrirà una serie di BTF a breve scadenza, con importi compresi tra 200 milioni e 3,4 miliardi di euro a seconda delle maturità, distribuite tra giugno 2026 e marzo 2027.

PETROLIO

Il petrolio estende il rialzo partendo dai massimi di chiusura da metà 2022, mentre gli operatori valutano l’ultimatum di 48 ore imposto da Donald Trump all’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e le minacce di ritorsioni da parte di Teheran. Il Brent supera i 113 dollari al barile, in crescita per la quinta seduta consecutiva, mentre il West Texas Intermediate si avvicina ai 100 dollari. Trump ha intimato a Teheran di riaprire completamente il passaggio strategico, minacciando attacchi alle centrali elettriche in caso contrario, mentre l’Iran ha avvertito che risponderà colpendo infrastrutture chiave in Medio Oriente.

Dall’inizio del conflitto, il Brent registra un balzo superiore al 50%, innescato dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran a fine febbraio. L’escalation continua a sostenere anche i mercati dei prodotti raffinati, con movimenti ancora più marcati rispetto al greggio, alimentando timori di una nuova ondata inflazionistica globale e generando tensioni diffuse tra materie prime, azioni e obbligazioni.

Secondo Rory Johnston di Commodity Context, l’ultimatum americano riduce gli spazi di manovra diplomatica: l’Iran difficilmente accetterà condizioni così stringenti sotto minaccia e appare pronto a rispondere a eventuali escalation. Il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha sottolineato che l’impatto delle attuali interruzioni equivale alla combinazione delle crisi petrolifere degli anni Settanta e dello shock del gas del 2022.

Goldman Sachs ha rivisto al rialzo il prezzo del Brent per il 2026 a 85 dollari, rispetto ai precedenti 77, stimando che i flussi attraverso Hormuz resteranno ridotti al 5% dei livelli normali per circa sei settimane, prima di una graduale normalizzazione. Gli analisti evidenziano che lo shock sull’offerta resta concentrato a livello regionale, con forti riduzioni dei volumi in transito e tensioni particolarmente evidenti nei mercati asiatici.

Il conflitto entra nel 24° giorno, il doppio rispetto alla crisi dello scorso anno, con nuovi attacchi israeliani in risposta ai lanci di missili e droni iraniani. La situazione resta complessa anche per la comunicazione della Casa Bianca: poche ore prima dell’ultimatum su Hormuz, Trump aveva ipotizzato una possibile riduzione dell’impegno militare statunitense.

Per gli operatori, il mercato necessita di sviluppi concreti più che di nuove dichiarazioni. Haris Khurshid di Karobaar Capital sottolinea che saranno eventuali problemi più ampi su trasporti marittimi e coperture assicurative a determinare ulteriori movimenti significativi dei prezzi.

Dopo settimane di conflitto che coinvolge oltre una dozzina di Paesi, la quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta il principale punto critico. Le autorità iraniane mostrano crescente riluttanza a discutere una riapertura, concentrando l’attenzione sulla stabilità interna. Il traffico marittimo resta praticamente fermo, con poche eccezioni autorizzate da Teheran, mentre i produttori del Golfo accumulano milioni di barili o ricorrono a rotte alternative limitate.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che gli attacchi statunitensi mirano a neutralizzare le difese iraniane lungo lo stretto, mentre Trump si dice pronto ad adottare tutte le misure necessarie, inclusa la distruzione delle capacità militari iraniane e il contenimento del programma nucleare.

Le prospettive per il mercato petrolifero e per l’evoluzione del conflitto saranno al centro del dibattito alla conferenza CERAWeek di Houston, uno degli appuntamenti principali per il settore energetico. L’aggravarsi della crisi ha però portato al ritiro della partecipazione dell’amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser, segnale della crescente tensione che attraversa l’intero comparto.

ORO

L’oro cancella i guadagni accumulati da inizio anno, registrando la nona seduta consecutiva in calo in un contesto dominato dalle tensioni in Medio Oriente, che alimentano rischi inflazionistici e rafforzano le attese di tassi d’interesse più elevati. Il metallo prezioso arriva a perdere quasi il 5% scendendo sotto i 4.300 dollari l’oncia durante le contrattazioni asiatiche, segnando la peggiore performance settimanale dal 1983. Il rialzo dei prezzi energetici legato al conflitto ha ridotto le probabilità di tagli dei tassi nel breve periodo da parte della Fed e delle altre banche centrali, penalizzando un asset che non offre rendimento.

L’andamento volatile dell’oro riflette quello degli altri mercati, con il petrolio vicino ai massimi di chiusura da metà 2022 e le borse caratterizzate da forti oscillazioni. Dall’inizio del conflitto il 28 febbraio, il calo del lingotto è stato amplificato anche da vendite forzate, con gli investitori impegnati a coprire perdite su altre asset class. A fine 2025 il metallo era attestato a 4.319,37 dollari l’oncia, livello ora nuovamente messo sotto pressione.

Secondo Wayne Gordon di UBS, l’entità del ribasso non rappresenta un’anomalia storica, ma la velocità con cui si è sviluppato il movimento appare più accentuata rispetto ai precedenti cicli. Sul piano geopolitico, il fine settimana è stato segnato dall’ultimatum di 48 ore lanciato da Donald Trump all’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, accompagnato dalla minaccia di colpire le centrali elettriche del Paese. Teheran ha risposto prospettando la chiusura totale del passaggio strategico e possibili attacchi a infrastrutture energetiche, tecnologiche e idriche in caso di escalation.

Per David Wilson di BNP Paribas, la reazione dell’oro segue uno schema già osservato nei principali shock economici del passato, come quelli del 2008, 2020 e 2022: nelle fasi iniziali gli investitori tendono a liquidare posizioni per rifugiarsi nel dollaro, con un successivo recupero dei prezzi del metallo nel medio periodo.

Dal punto di vista tecnico, l’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni scende sotto quota 30, segnale che alcuni operatori interpretano come condizione di ipervenduto. Parallelamente, i dati governativi statunitensi mostrano un aumento delle posizioni nette lunghe detenute da hedge fund e grandi investitori, salite ai massimi delle ultime sette settimane al 17 marzo, elemento che suggerisce un interesse ancora presente nonostante la fase di correzione.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

L’agenda macro della giornata vede in primo piano l’Eurozona, con la pubblicazione della fiducia dei consumatori di marzo, attesa a -14,2, segnale di un sentiment ancora debole. Dagli Stati Uniti sono attesi l’indice di attività nazionale di febbraio e le spese per costruzioni di gennaio, indicatori chiave per monitorare la dinamica dell’economia reale.

Oggi la Bce diffonde l’indagine di marzo tra gli analisti monetari, mentre sono previsti interventi del consigliere Cipollone e del capo economista Philip Lane, in un contesto in cui le aspettative sui tassi restano centrali per i mercati.

L’attenzione si sposta già ai prossimi dati, con il Pmi composito dell’Eurozona atteso in calo a 51,0 da 51,9, sui minimi da agosto. Il comparto manifatturiero dovrebbe scendere a 49,4 da 50,8, mentre i servizi sono visti in rallentamento a 51,0 da 51,9, riflettendo l’impatto del caro energia su domanda e attività economica.Secondo UniCredit, il quadro sarà influenzato anche dalle condizioni della supply chain, con eventuali ritardi nelle consegne che in questa fase indicano più difficoltà logistiche che solidità della domanda.

In Germania è atteso l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese, previsto in discesa a 85,5 da 88,6, segnalando un peggioramento del clima economico. L’istituto tedesco stima che prezzi energetici elevati possano ridurre la crescita del Pil di 0,2 punti percentuali, portando la previsione per quest’anno a +0,8%, con effetti anche sul medio termine.

A completare il quadro, giovedì l’Ocse pubblicherà l’Interim Economic Outlook, atteso fornire indicazioni aggiornate sulle prospettive globali in una fase caratterizzata da elevata incertezza e pressioni inflazionistiche legate all’energia.

ULTIME NEWS SUI TITOLI

Le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

POSTE ITALIANE, TIM. Poste Italiane ha comunicato la decisione di avviare un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia, per un valore complessivo di circa 10,8 miliardi di euro. L’operazione prevede, per ciascuna azione Tim, un corrispettivo composto da una quota in contanti pari a 0,167 euro e da 0,0218 nuove azioni ordinarie di Poste, per una valorizzazione complessiva di 0,635 euro per azione, che incorpora un premio del 9,01% rispetto alla chiusura precedente. Da parte di Telecom è stato comunicato che il gruppo ha preso atto dell’offerta e che il consiglio di amministrazione si riunirà nella giornata odierna per avviare l’analisi della proposta. È inoltre prevista una conference call alle 11,00 durante la quale Poste illustrerà i dettagli dell’operazione.

BANCA MPS. La holding Plt, riconducibile alla famiglia Tortora e titolare di una partecipazione dell’1,2% nel capitale della banca, ha presentato una lista composta da 12 candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione previsto il prossimo mese. Tra i nomi figurano l’attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio, indicato per un nuovo mandato, e Cesare Bisoni per la presidenza. Il presidente di Plt Holding, Pierluigi Tortora, ha spiegato che l’iniziativa mira a raccogliere il consenso degli azionisti favorevoli al progetto di offerta pubblica su Mediobanca e a favorirne l’attuazione. Secondo Tortora, i proxy advisor dovrebbero valutare con attenzione le peculiarità della situazione Mps. Per sostenere la lista alternativa è necessario il supporto di circa il 20% del capitale. Il consiglio di amministrazione di Siena, già convocato per oggi, dovrebbe affrontare anche il tema del futuro di Lovaglio, escluso dalla lista del board uscente e ricandidato tramite la proposta di Plt. Nella giornata di venerdì, inoltre, un gruppo di fondi con una partecipazione complessiva superiore allo 0,7% ha depositato una lista composta esclusivamente da candidati indipendenti.

UNICREDIT. L’istituto starebbe valutando tre possibili alternative per rendere più attrattiva la propria proposta di acquisizione su Commerzbank, secondo quanto riportato dalla stampa.

BANCO BPM. Il comitato dei gestori, che rappresenta diverse società di gestione del risparmio e investitori istituzionali, ha presentato una lista di minoranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione in vista dell’assemblea del 16 aprile.

AVIO, BANCA POPOLARE DI SONDRIO. A partire dalla seduta odierna, Avio entra a far parte del FTSE Mib prendendo il posto di Banca Popolare di Sondrio all’interno dell’indice principale.

STMICROELECTRONICS. La società ha reso noto l’avvio delle consegne di microcontrollori STM32 destinati a uso general-purpose e prodotti interamente in Cina. Il primo lotto, realizzato da Huahong per conto di ST, è attualmente in fase di distribuzione ai clienti sul mercato cinese.

DIASORIN. Il gruppo ha archiviato il 2025 con un incremento dei ricavi e dell’Ebitda, mentre l’utile ha registrato una flessione a causa dell’impatto negativo dei cambi. Confermata la guidance per il 2026, che non include eventuali effetti sfavorevoli legati all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.

LOTTOMATICA. S&P ha migliorato l’outlook a positivo da stabile, citando il rafforzamento della generazione di cassa operativa, confermando al contempo il rating a livello BB.

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