AZIONARIO
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire in territorio positivo, con il future che segna un rialzo dello 0,5%. Più tonici i futures sull’S&P 500 (+0,9%) e quelli sul Nasdaq 100 (+1,1%), segnalando una prosecuzione del rimbalzo anche a Wall Street.
I mercati internazionali seguono con grande attenzione il viaggio del presidente statunitense Donald Trump in Asia, dove il momento clou sarà l’incontro di giovedì a Gyeongju, in Corea del Sud, con il presidente cinese Xi Jinping, a margine del vertice APEC. L’appuntamento arriva in un momento cruciale per le relazioni tra le due potenze, a pochi giorni dal 1° novembre, data prevista per l’entrata in vigore dei nuovi dazi americani contro la Cina.
Secondo quanto dichiarato ieri dal segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, Washington e Pechino avrebbero raggiunto un accordo quadro per evitare l’imposizione di tariffe del 100% sui prodotti cinesi. Nell’ambito dell’intesa, la Cina si impegnerebbe per diversi anni ad acquistare soia americana e a rinviare di un anno l’introduzione del nuovo regime di licenze sulle terre rare, un gesto distensivo che allenta le tensioni commerciali e riapre il dialogo tra le due economie più grandi del mondo.
Da parte cinese, tuttavia, i toni restano più prudenti: i rappresentanti di Pechino non hanno fornito dettagli ufficiali sull’esito dei colloqui, limitandosi a confermare la volontà di mantenere aperto il canale negoziale. Nonostante la cautela, gli annunci provenienti da Washington hanno contribuito a rafforzare l’appetito per il rischio, con le borse asiatiche in rialzo su nuovi massimi e un conseguente calo dei prezzi dell’oro e dei titoli di Stato, tipici asset rifugio nei momenti di tensione.
Durante la tappa in Malesia, Trump ha anche siglato una serie di nuovi accordi commerciali con i Paesi del Sud-est asiatico, consolidando la presenza economica americana nella regione e seguendo da vicino la firma della tregua tra Tailandia e Cambogia, avvenuta lo scorso luglio.
La missione asiatica del presidente proseguirà oggi in Giappone, dove Trump incontrerà l’imperatore e la nuova premier Sanae Takaichi. Al centro dei colloqui bilaterali ci saranno i temi del commercio e della difesa, con particolare attenzione al ruolo strategico di Tokyo nel contenimento dell’influenza cinese e nella stabilità dell’area indo-pacifica.
Il Nikkei ha chiuso la seduta di oggi con un balzo del 2,5%, sostenuto dal rinnovato ottimismo sui progressi nei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’Hang Seng di Hong Kong avanza dell’1%, mentre lo Shanghai Composite segna un +1,1%.
Arrivano segnali incoraggianti anche dall’economia cinese: gli utili delle imprese industriali del Paese sono cresciuti del 3,2% su base annua nei primi nove mesi del 2025, raggiungendo 5.370 miliardi di yuan, in accelerazione rispetto al +0,9% del periodo precedente. Il miglioramento riflette l’allentamento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e le misure di stimolo interno adottate da Pechino per rilanciare fiducia e consumi.
Nel dettaglio, i profitti del settore privato sono aumentati del 5,1%, mentre le perdite delle aziende statali si sono quasi azzerate (-0,3%). Tra i comparti più dinamici spiccano energia elettrica e calore (+14,4%), metalli non ferrosi (+14%), agricoltura (+12,5%), informatica e telecomunicazioni (+12%) e macchinari elettrici (+11,3%). In calo, invece, carbone (-51,1%), petrolio e gas (-13,3%), tessile (-5,9%) e chimica (-4,4%). Solo nel mese di settembre, gli utili industriali sono balzati del 21,6% su base annua, segnando la migliore performance da novembre 2023.
Gli investimenti diretti esteri (IDE) in Cina sono diminuiti del 10,4% annuo nei primi nove mesi, attestandosi a 573,75 miliardi di yuan (circa 81 miliardi di dollari), complice l’incertezza economica globale. Tuttavia, il comparto manifatturiero ha continuato ad attrarre circa 150 miliardi di yuan, mentre i servizi hanno raccolto oltre 410 miliardi. Particolarmente positivo l’andamento dell’high-tech, con investimenti pari a 170,8 miliardi di yuan, trainati dall’e-commerce (+155,2%), dall’aerospazio e meccanica (+38,7%) e dai dispositivi medicali (+17%).
Gli afflussi provenienti dal Giappone sono cresciuti del 55,5%, seguiti da Emirati Arabi Uniti (+48,7%), Regno Unito (+21,1%) e Svizzera (+19,7%). Nel solo mese di settembre, gli afflussi di capitali esteri sono tornati a crescere dell’11,2% su base annua, segnalando un graduale ritorno della fiducia internazionale verso l’economia cinese, sostenuta da prospettive di stabilizzazione e dal miglioramento del quadro geopolitico globale.
SPREAD ED EMISSIONI
Il Btp decennale italiano segna un rendimento del 3,41%, con lo spread Btp-Bund stabile a 78 punti base, confermando il premio che il debito sovrano nazionale deve offrire rispetto all’equivalente tedesco (2,62% di rendimento per il Bund decennale).
Il calendario europeo del medio-lungo termine si apre oggi con l’offerta del Tesoro belga, che punta a collocare tra 2,5 e 3 miliardi di euro su titoli con scadenze 2030, 2033 e 2036. Domani toccherà invece all’Italia, con emissioni fino a 2 miliardi di euro del Btp Short agosto 2027 e 1,5 miliardi del Btp indicizzato maggio 2036, e alla Germania, che riaprirà il Bobl ottobre 2030 per un importo di 4 miliardi. Mercoledì sarà la volta del Bot semestrale italiano e della Bundesbank, che proporrà un nuovo collocamento del decennale agosto 2035 per 4,5 miliardi. Infine, giovedì il Tesoro tornerà con l’asta principale di medio-lungo termine, che prevede la riapertura del Btp a 5 anni febbraio 2031 e l’emissione di un nuovo benchmark decennale.
PETROLIO
Il petrolio è tornato a salire grazie ai progressi nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, che hanno migliorato le prospettive per la domanda di energia e sostenuto gli asset più rischiosi. Il Brent è salito oltre quota 66 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) si mantiene vicino ai 62 dollari. I principali negoziatori dei due Paesi hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa su diversi punti chiave, aprendo la strada a un accordo finale che sarà definito giovedì durante l’incontro tra il presidente Donald Trump e il suo omologo Xi Jinping. Secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, l’ipotesi di dazi al 100% sui beni cinesi “è di fatto accantonata”, un segnale che contribuisce ad allentare le tensioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali, con effetti positivi sulle prospettive di crescita globale.
Il petrolio ha così consolidato il rimbalzo avviato la scorsa settimana, dopo che le nuove sanzioni statunitensi contro Rosneft e Lukoil, i due principali produttori russi, avevano spinto il Brent a guadagnare quasi l’8%, invertendo la tendenza negativa che lo aveva portato ai minimi da cinque mesi. Tuttavia, con l’alleanza OPEC+ che continua ad aumentare la produzione e con alcuni membri, tra cui il Kuwait, pronti a ulteriori incrementi, permangono i timori di un eccesso di offerta. “La prospettiva di un accordo imminente tra Stati Uniti e Cina è un fattore positivo per la fiducia economica e per la domanda di petrolio,” ha dichiarato Vandana Hari, fondatrice della società di analisi Vanda Insights di Singapore, aggiungendo però che “il contesto di surplus limiterà i margini di rialzo, con il Brent che potrebbe stabilizzarsi nella fascia alta dei 60 dollari”.
Trump è arrivato in Asia per un tour di tre Paesi che culminerà nell’incontro ad alta tensione con Xi. Secondo fonti vicine all’amministrazione americana, l’obiettivo delle sanzioni a Mosca è quello di rendere il commercio russo più difficile, costoso e rischioso, senza però provocare un improvviso shock dell’offerta che faccia impennare i prezzi. “La forte crescita della produzione dalle Americhe, unita alla domanda più debole, esercita una pressione al ribasso sui prezzi,” ha osservato il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol. “Le notizie sull’intesa commerciale tra Cina e Stati Uniti possono offrire un leggero impulso, ma nel complesso mi aspetto quotazioni moderatamente stabili.”
ORO
L’oro torna a perdere terreno dopo aver registrato la prima flessione settimanale dalla metà di agosto, complice l’ottimismo legato ai progressi nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, che ha ridotto la domanda di beni rifugio. Il metallo prezioso è sceso fino all’1,3%, avvicinandosi a quota 4.058 dollari l’oncia, mentre i segnali di un accordo imminente tra Washington e Pechino, in coincidenza con il viaggio in Asia del presidente Donald Trump per una serie di incontri diplomatici, hanno attenuato parte dei timori economici e geopolitici che avevano sostenuto la corsa del metallo giallo.
Dopo un rally esplosivo che la scorsa settimana aveva portato le quotazioni a un massimo storico oltre i 4.380 dollari, il mercato dell’oro ha invertito bruscamente la rotta, evidenziando un contesto di ipercomprato. Nonostante il recente calo, il lingotto resta in rialzo di circa 55% da inizio anno, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e dal cosiddetto debasement trade, ovvero la tendenza degli investitori a evitare titoli di Stato e valute per proteggersi dai deficit pubblici in aumento. “Stiamo tornando a una base più solida e a un mercato più razionale,” ha spiegato Kyle Rodda, analista senior di Capital.com, osservando come la correzione sia stata “una reazione istintiva alla notizia del progresso nei colloqui USA-Cina, che è risultata migliore del previsto.”
Quasi 1.000 operatori professionali del settore aurifero, tra trader, broker e raffinatori, si sono riuniti a Kyoto, in Giappone, per la conferenza annuale della London Bullion Market Association, che ha registrato un’affluenza record. Tra i temi più discussi dell’evento, la crescente competizione per i talenti nel trading dell’oro, segnale di un mercato in continua evoluzione nonostante la recente correzione.
DATI MACRO IN ARRIVO
In apertura, i mercati guardano ai dati macro in arrivo da Germania, Eurozona e Stati Uniti, in un contesto dominato dalle attese per le prossime mosse delle banche centrali. Alle 10:00 è atteso in Germania l’indice Ifo di fiducia delle imprese di ottobre, stimato a 88,0 punti, mentre per la zona euro saranno pubblicati nello stesso orario i dati relativi alla crescita dell’aggregato monetario M3 di settembre, attesa al 2,8%, insieme alle statistiche sui prestiti al settore privato. Nel pomeriggio, alle 13:30, dagli Stati Uniti arriveranno gli ordini di beni durevoli di settembre, previsti in aumento dello 0,5%, e le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, attese a 225.000 unità.
La settimana si presenta densa di appuntamenti cruciali sul fronte della politica monetaria. Mercoledì sera sarà la Fed ad aprire il calendario, con una decisione che dovrebbe portare a un taglio dei tassi di 25 punti base, portando il corridoio dei Fed Funds tra 3,75% e 4,00%. Sempre mercoledì toccherà anche alla Bank of Canada, che potrebbe seguire l’esempio della Fed. Giovedì, invece, sarà la volta della Bce, che dovrebbe mantenere i tassi invariati, confermando l’approccio attendista ribadito negli ultimi meeting di Francoforte. Lo stesso giorno anche la BoJ dovrebbe mantenere invariati i tassi.
BCE, IN UNA BUONA POSIZIONE PER IL 30 OTTOBRE

Il Consiglio direttivo della Bce annuncerà la sua prossima decisione di politica monetaria il 30 ottobre, con le attese che indicano il mantenimento dei tassi d’interesse invariati al 2%. I dati in arrivo risultano in linea con le previsioni dell’istituto e la presidente Christine Lagarde dovrebbe ribadire che la politica monetaria resta “in una buona posizione” secondo gli analisti di Deutsche Bank.
Un cambiamento di rotta sarebbe giustificato solo da una deviazione significativa dell’inflazione rispetto all’obiettivo. Le previsioni di base indicano che il 2% rappresenterà il tasso terminale nel ciclo di allentamento in corso, mentre a partire dalla fine del 2026 si attendono lievi rialzi dei tassi, spinti da un ampio allentamento fiscale in Germania e da un mercato del lavoro ancora teso.
Questo scenario dovrebbe determinare, nel medio termine, un rischio di sovra-inflazione persistente, anche se nel breve periodo i rischi restano orientati verso ulteriori misure di allentamento. In tale contesto, l’analisi dell’istituto tedesco rivede il proprio quadro di riferimento, valutando come il possibile sottotiro dell’inflazione nel 2026 possa tradursi in una maggiore probabilità di nuovi interventi espansivi della Bce.
ULTIME NEWS SUI TITOLI
Le azioni da tenere sotto osservazione oggi:
UNICREDIT. La Commissaria europea per i servizi finanziari Maria Luís Albuquerque ha segnalato che la creazione di grandi banche paneuropee è ostacolata dalla resistenza del governo tedesco ai tentativi di UniCredit di acquisire Commerzbank. L’intervento della Commissaria riaccende il dibattito sull’integrazione bancaria in Europa.
BPER BANCA. In un’intervista pubblicata domenica dal Corriere della Sera, l’amministratore delegato Gianni Franco Papa ha definito il derivato sul 9,99% del capitale “un segnale forte di fiducia nelle prospettive del gruppo”. Papa ha così risposto alle voci di mercato secondo cui la mossa sarebbe stata di natura difensiva nei confronti di possibili mosse di UniCredit.
BANCA MPS. Secondo quanto riportato da la Repubblica, i principali azionisti del gruppo, Delfin (17,5%) e Caltagirone (10,2%), hanno già avviato discussioni in vista del rinnovo del Cda di aprile. Le divergenze riguardano la futura guida della banca: Delfin e il Tesoro, che detiene ancora il 4,8%, sarebbero favorevoli alla conferma dell’attuale AD Luigi Lovaglio, mentre Caltagirone spingerebbe per una soluzione di discontinuità.
TERNA. Il gestore della rete elettrica non ha commentato le indiscrezioni di Bloomberg riguardanti la possibile cessione di una quota della rete ad alta tensione. Secondo l’agenzia, il gruppo starebbe valutando la vendita di una parte di minoranza per finanziare nuovi progetti e ridurre l’indebitamento. A sostegno di queste ipotesi, Milano Finanza ha riferito sabato che Terna avrebbe avviato contatti con fondi esteri, tra cui investitori americani e del Far East.
STELLANTIS. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) statunitense ha avviato un’indagine su circa 232.000 veicoli Jeep Gladiator e Wrangler prodotti da Chrysler nel 2020 e venduti negli Stati Uniti, dopo segnalazioni di un potenziale malfunzionamento del quadro strumenti (IPC) che potrebbe causare la perdita di informazioni rilevanti per il conducente.
FERRARI. Il Cavallino Rampante entra ufficialmente nel mondo delle criptovalute e dell’innovazione digitale con il lancio di un nuovo token esclusivo, destinato ai fan e ai collezionisti più facoltosi. Il token consentirà di partecipare a un’asta speciale per aggiudicarsi una Ferrari 499P, l’iconica auto da endurance vincitrice di tre titoli consecutivi a Le Mans.
WEBUILD. L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, si è detto fiducioso in un esito positivo dell’esame della Corte dei Conti previsto per il 29 ottobre. Tuttavia, secondo il Financial Times, il progetto avrebbe incontrato resistenze all’interno della Corte, che avrebbe espresso dubbi sulla legittimità della decisione di riattivare il piano senza indire una nuova gara d’appalto.

di Francesco Sicuro













































