Start&Stock: nessun progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, petrolio in crescita per il quarto giorno

Start&Stock: nessun progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, petrolio in crescita per il quarto giorno

Avvio atteso debole per Europa e Stati Uniti con futures in calo, mentre il petrolio prosegue la corsa sostenuto dallo stallo tra Usa e Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, alimentando timori su inflazione e crescita. I dati Pmi saranno cruciali per valutare l’impatto economico del conflitto. In Europa pesano energia e revisione al ribasso della crescita, con l’Italia sotto pressione sui conti pubblici. In Asia vendite diffuse, mentre il petrolio resta sopra 100 dollari e l’oro arretra sotto 4.700 dollari.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso dello 0,7%. Deboli anche i futures sull’S&P 500 (-0,4%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,3%).

I prezzi del petrolio proseguono il movimento rialzista anche nelle prime ore della giornata, con il Brent avviato verso la quarta seduta consecutiva in crescita. Non emerge un singolo fattore scatenante, ma l’assenza di negoziati tra Stati Uniti e Iran ha spinto gli investitori a prezzare un conflitto più lungo e una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Il blocco navale statunitense resta operativo e Teheran ha annunciato il sequestro di due navi commerciali nello stretto, elementi che indicano un’escalation. A rafforzare le preoccupazioni, il Washington Post ha riportato che il Pentagono avrebbe informato il Congresso della possibilità che servano sei mesi per liberare lo stretto dalle mine, aumentando i timori di un’interruzione estesa delle forniture.

Non si registrano segnali concreti di avanzamento verso colloqui di pace. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il “blocco e le minacce sono i principali ostacoli” ai negoziati, mentre il capo negoziatore Mohammad Ghalibaf ha affermato che non è possibile riaprire lo Stretto di Hormuz alla luce delle violazioni del cessate il fuoco. Sul fronte statunitense, la portavoce della Casa Bianca Leavitt ha indicato che Donald Trump non ha fissato una scadenza per ricevere una proposta iraniana, lasciando il quadro privo di sviluppi concreti.

I dati Pmi in arrivo da Europa e Stati Uniti rappresentano uno dei primi segnali sull’andamento economico di aprile e saranno osservati per valutare gli effetti del conflitto con l’Iran e dei prezzi energetici elevati. A marzo gli indicatori si erano mantenuti in larga parte in area di espansione, sostenendo gli asset rischiosi. Eventuali segnali di inversione potrebbero incidere in modo significativo sul sentiment di mercato, riducendo uno dei principali fattori di supporto in presenza di tensioni geopolitiche.

Nella seduta precedente, le azioni statunitensi hanno mostrato una performance solida, con l’S&P 500 +1,1% che ha chiuso su nuovi massimi storici, sostenuto dai risultati societari. Il comparto tecnologico ha guidato i rialzi, con il Nasdaq +1,6% su nuovi record. L’ampiezza del rialzo è rimasta limitata, con la maggior parte dei titoli dell’S&P 500 in calo.

Dopo la chiusura di Wall Street, Tesla è stata la prima delle “Magnificent 7” a pubblicare i conti: il titolo ha inizialmente guadagnato quasi +5%, per poi azzerare i rialzi nell’after-hours dopo l’annuncio di investimenti in conto capitale superiori a 25 miliardi di dollari, circa tre volte il livello dello scorso anno. IBM ha invece registrato un calo del -7% nelle contrattazioni successive alla pubblicazione dei risultati, con ricavi software in linea con le attese ma senza sorprese positive.

In Europa, i mercati hanno risentito maggiormente dell’aumento dei prezzi energetici, con le azioni in calo generalizzato. Lo Stoxx 600 -0,3% ha segnato la terza seduta consecutiva in ribasso, evento che non si verificava da un mese. In Germania, il Ministero dell’Economia ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026 a +0,5%, rispetto al +1% stimato a gennaio.

In Italia, il quadro macro delineato dal ministero dell’Economia a legislazione vigente indica una crescita del Pil pari a 0,6% sia per l’anno in corso sia per il prossimo, in riduzione rispetto alle stime di 0,7% e 0,8% formulate a settembre. Per quanto riguarda i conti pubblici, il rapporto deficit/Pil è indicato al 2,8% per quest’anno, rispetto al 3,1% del 2025, mentre il rapporto debito/Pil, dopo il 137,1% dello scorso anno, è previsto al 138,6% quest’anno e al 138,5% nel 2027.

L’Italia resta sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo, con l’Istat che ha confermato il disavanzo al 3,1% del Pil per lo scorso anno, riducendo i margini di manovra per l’esecutivo in vista delle elezioni politiche del 2027. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato la possibilità di ricorrere alla clausola di salvaguardia per rinegoziare gli obiettivi di finanza pubblica concordati a livello europeo e ha aperto alla prospettiva di una tassazione sui profitti delle aziende energetiche.

Per la Bce, a metà giornata è attesa la pubblicazione delle minute della riunione di marzo, quando l’istituto ha mantenuto invariati i tassi segnalando la disponibilità ad intervenire in presenza di pressioni inflazionistiche persistenti legate allo shock energetico. Il capo economista Philip Lane ha sottolineato che finché non sarà chiara la durata del conflitto in Iran, non sarà possibile stimarne l’impatto sull’economia. Il membro del board Martins Kazaks ha evidenziato che la Bce dispone del “lusso” di non dover accelerare un rialzo dei tassi in vista della riunione di politica monetaria del 30 aprile. I mercati monetari attribuiscono una probabilità limitata a un aumento di +25 punti base in quella occasione, pur scontando ormai quasi interamente due rialzi della stessa entità entro fine anno.

Negli Stati Uniti, secondo un sondaggio Reuters tra gli economisti, la Fed potrebbe attendere almeno sei mesi prima di procedere a un taglio dei tassi di interesse, in un contesto in cui lo shock energetico legato al conflitto contribuisce a mantenere elevata la pressione inflazionistica.

Nel Regno Unito, infine, il contesto è ancora segnato dalle incertezze politiche legate alla posizione del primo ministro Keir Starmer. È stato annunciato che nuove audizioni si terranno davanti alla Commissione Affari Esteri sulla nomina di Peter Mandelson come ambasciatore negli Stati Uniti, con la partecipazione prevista anche dell’ex capo di gabinetto di Starmer, Morgan McSweeney.

ASIA

Questo contesto ha innescato una nuova ondata di vendite sui mercati asiatici, con cali diffusi tra i principali indici: Nikkei -1,1%, KOSPI -0,9%, Hang Seng -1,1%, CSI 300 -0,8% e Shanghai Composite -0,8%.

Nel corso della notte sono arrivati i primi dati preliminari sui Pmi di aprile, che mostrano una tenuta complessiva dell’attività economica. In Australia l’indice composito è risalito a 50,1, tornando appena in territorio espansivo.

In Giappone, l’attività manifatturiera accelera ad aprile al ritmo più sostenuto degli ultimi quattro anni, sostenuta dall’aumento della produzione da parte delle imprese che cercano di anticipare possibili carenze nelle forniture legate al conflitto. L’indice flash PMI elaborato da S&P Global sale a 54,9, massimo da gennaio 2022, rispetto a 51,6 di marzo, evidenziando una dinamica espansiva marcata. Il comparto dei servizi mostra invece un rallentamento, con l’indicatore a 51,2, livello che rappresenta la crescita più contenuta degli ultimi undici mesi rispetto a 53,4 del mese precedente. L’indice composito si attesta a 52,4, in calo da 53,0, mantenendosi comunque in territorio di espansione.

SPREAD E NUOVE EMISSIONI

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,80%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 76 punti base, in un contesto che resta improntato alla cautela mentre gli operatori seguono gli sviluppi in Medio Oriente. L’attenzione rimane concentrata sui possibili effetti macroeconomici legati alla crisi energetica e alle tensioni geopolitiche.

Nella seduta precedente i rendimenti dell’area euro hanno registrato un rialzo moderato, con gli investitori che non hanno dato particolare peso all’estensione a tempo indefinito del cessate il fuoco annunciata da Donald Trump. A orientare il sentiment è stato soprattutto il movimento del petrolio, con le quotazioni tornate stabilmente sopra i 100 dollari al barile, segnale di un mercato focalizzato sulle implicazioni economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz e sui rischi per inflazione e crescita.

Sul fronte delle emissioni, il Tesoro italiano comunicherà in serata i dettagli relativi all’asta dei Bot semestrali del 28 aprile, appuntamento che si inserisce in un quadro di domanda attenta all’evoluzione dei tassi e al contesto internazionale.

PETROLIO

Il petrolio estende i rialzi per la quarta seduta consecutiva, sostenuto dal confronto tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz, dopo il mancato avvio di un nuovo ciclo di negoziati. Il Brent si mantiene in area 104 dollari al barile, dopo un balzo di quasi +13% nelle ultime tre sessioni, mentre il West Texas Intermediate si colloca attorno a 95 dollari. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che la tregua concordata il 7 aprile resterà in vigore a tempo indefinito, in attesa di una nuova proposta iraniana, mentre Teheran ribadisce di non avere intenzione di partecipare a colloqui nel breve termine.

Il benchmark globale ha registrato un incremento fino al +4,2% nelle prime fasi di scambio, prima di invertire rapidamente la rotta sulla scia di notizie non confermate relative a esplosioni in Iran. Il conflitto, iniziato alla fine di febbraio, ha scosso i mercati energetici, con la quasi chiusura dello Stretto di Hormuz che ha provocato una marcata riduzione dei flussi dai principali produttori del Golfo Persico. Gli Stati Uniti hanno mantenuto un blocco navale sulle navi dirette verso i porti iraniani, misura che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito una violazione del cessate il fuoco.

Secondo Dennis Kissler di BOK Financial Securities, “le tensioni restano elevate” e lo stallo tra Washington e Teheran mantiene una pressione rialzista sui prezzi. “Finché nessuna delle due parti cederà, il percorso più probabile per le quotazioni resta al rialzo”, ha affermato, aggiungendo che l’assenza di flussi attraverso lo stretto spinge ulteriormente le quotazioni.

I negoziati tra le due capitali restano bloccati anche su altri nodi centrali, tra cui il programma nucleare iraniano e l’invasione israeliana del Libano. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto che, pur accogliendo con favore il dialogo, “il blocco e le minacce rappresentano i principali ostacoli”. Sul piano operativo, l’Iran mantiene lo stretto chiuso alla maggior parte del traffico internazionale e le proprie motovedette hanno aperto il fuoco contro navi commerciali nella giornata di mercoledì. Dall’introduzione del blocco navale statunitense all’inizio del mese, le forze americane hanno sequestrato e ispezionato diverse imbarcazioni, respingendone decine.

Parallelamente, gli operatori hanno monitorato i dati sulle scorte statunitensi diffusi dall’Energy Information Administration, che evidenziano calo in tutte le principali categorie di prodotti raffinati. La domanda globale si è orientata verso le forniture americane per compensare le interruzioni provenienti dal Medio Oriente, spingendo le esportazioni complessive di petrolio e carburanti verso un nuovo massimo storico.

Per Warren Patterson di ING Groep, l’assenza di progressi nei colloqui riduce le aspettative di una soluzione e porta il mercato a riflettere in misura crescente la realtà delle interruzioni dell’offerta. “I prezzi sono stati fortemente influenzati dalle notizie recenti, ma con il tempo il mercato potrebbe diventare meno sensibile se queste resteranno solo dichiarazioni”, ha osservato.

ORO

L’oro registra una flessione, con i mercati globali alle prese con gli effetti dell’estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e con il blocco dello Stretto di Hormuz che continua a pesare sulla sicurezza energetica e sulle prospettive inflazionistiche. Il metallo prezioso ha perso fino al -1%, scendendo sotto quota 4.700 dollari l’oncia, cancellando i guadagni della seduta precedente. Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la tregua del 7 aprile resterà in vigore a tempo indefinito, mentre Washington attende una nuova proposta iraniana, posizione a cui Teheran replica escludendo una partecipazione imminente ai negoziati.

La decisione di prorogare il cessate il fuoco segna un arretramento rispetto alle minacce di riprendere i bombardamenti in assenza di un accordo entro la scadenza di mercoledì. Le due parti restano impegnate in un confronto diretto per il controllo dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per i flussi energetici e leva negoziale in eventuali trattative. Gli Stati Uniti mantengono un blocco navale sulle navi dirette verso l’Iran, mentre le motovedette iraniane hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni commerciali.

Il contesto di tensione ha sostenuto il petrolio, in rialzo per la quarta seduta consecutiva, mentre il dollar index ha mostrato un rafforzamento, esercitando pressione sull’oro, che è denominato nella valuta statunitense. Il conflitto, giunto all’ottava settimana, ha innescato uno shock senza precedenti sull’offerta energetica, alimentando i rischi inflazionistici e aumentando la probabilità che le banche centrali mantengano i tassi elevati più a lungo o procedano con ulteriori rialzi. In questo scenario, il metallo prezioso, privo di rendimento, ha registrato una contrazione di circa -11% dall’inizio della guerra.

Secondo Rhona O’Connell di StoneX Group, il comparto dei metalli preziosi è destinato a rimanere “cauto e volatile”. Le principali case di trading mostrano riluttanza ad assumere posizioni rilevanti in presenza di un quadro geopolitico descritto come particolarmente instabile.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

In arrivo le prime indicazioni di aprile relative agli indici Pmi in Europa, con i dati attesi in mattinata da Francia, Germania, Gran Bretagna e area euro, offrendo un quadro aggiornato sullo stato di salute di manifattura e servizi. In Francia l’indice di fiducia delle imprese è previsto a 99, mentre per i Pmi le stime indicano 49,5 per il manifatturiero, 48,5 per i servizi e 48,6 per il composito, valori che segnalano un’attività ancora debole. In Germania le attese sono più solide, con il manifatturiero visto a 51,4, i servizi a 50,4 e l’indice composito a 51,2, tutti in area di espansione. Nel Regno Unito il quadro appare più fragile, con stime pari a 50,3 per il manifatturiero, 50,0 per i servizi e 49,9 per il composito, quest’ultimo al limite della contrazione.

Per l’intera zona euro, la previsione indica 50,9 per il manifatturiero, 49,8 per i servizi e 50,1 per l’indice composito, in arretramento rispetto ai livelli di marzo. Dopo il minimo degli ultimi nove mesi registrato il mese precedente, aprile è atteso in ulteriore lieve deterioramento su tutte le componenti. La mediana delle stime raccolte da Reuters segnala un calo da 51,6 a 50,9 per la manifattura, da 50,2 a 49,8 per il terziario, che scivolerebbe in territorio di contrazione, e da 50,7 a 50,1 per il composito. Già in marzo l’indicatore aveva risentito in modo marcato del conflitto in Medio Oriente, con effetti tradotti in aumento dei costi energetici e criticità nelle catene di approvvigionamento.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sugli Stati Uniti, con le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione attese a 210.000 unità, insieme all’indice Fed sull’attività nazionale di marzo. In uscita anche le stime preliminari dei Pmi S&P Global di aprile, con il manifatturiero previsto a 52,5, i servizi a 50,3 e l’indice composito a 50,5, a indicare una crescita moderata dell’economia americana.

Sul fronte delle banche centrali, per la zona euro è in agenda la riunione del Consiglio della Bce, senza decisioni sui tassi, mentre sarà pubblicato il resoconto della riunione di politica monetaria di marzo, documento osservato per cogliere indicazioni sull’orientamento futuro dell’istituto. In agenda anche un intervento del presidente della Bundesbank Joachim Nagel, mentre i leader europei si riuniranno a Cipro.

ULTIME NEWS SUI TITOLI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

UNICREDIT. Il governo italiano esprime apertura verso l’operazione su Commerzbank, riconoscendone la logica industriale, ma esclude l’ipotesi di uno spostamento della sede del gruppo bancario in Germania. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiarito la posizione, mentre UniCredit ha ribadito che non esiste alcun piano in tal senso, sottolineando che la sede resterà in Italia. Da Francoforte, l’amministratrice delegata di Commerzbank Bettina Orlopp ha confermato la propria contrarietà all’operazione, evidenziando come il management non ritenga convincente il progetto di integrazione.

MPS. Nel primo consiglio di amministrazione successivo all’assemblea si allontana ogni possibilità di compromesso, con Cesare Bisoni, indicato dalla lista Plt Holding guidata da Luigi Lovaglio e risultata vincente, pronto a essere nominato presidente secondo quanto riportato da diversi quotidiani.

STELLANTIS. A marzo il gruppo ha registrato una crescita delle immatricolazioni in Europa, considerando Unione europea, Efta e Regno Unito, pari al 6%, superando l’andamento complessivo del mercato fermo al +4,1%, e raggiungendo una quota del 14,4% secondo i dati Acea.

GENERALI. L’inizio del 2026 viene descritto come positivo dal presidente Andrea Sironi, nonostante un contesto geopolitico complesso. In un’intervista al Corriere della Sera, Sironi ha indicato che non si attendono cambiamenti nel breve periodo in relazione all’evoluzione di Mps, che tramite Mediobanca detiene il 13% del gruppo assicurativo.

POSTE ITALIANE, TIM. Poste Italiane è pronta ad avviare una procedura competitiva rivolta a istituti bancari italiani ed europei per finanziare fino a 2,85 miliardi di euro della componente in contanti dell’offerta pubblica su Tim. Dopo manifestazioni di interesse preliminari, il management guidato da Matteo Del Fante invierà le richieste formali dopo i risultati del primo trimestre 2026, selezionando circa dieci banche con ticket medi di finanziamento intorno ai 300 milioni.

STM. STMicroelectronics ha diffuso i risultati del primo trimestre, superiori alle attese, mostrando segnali di recupero nei principali mercati dei semiconduttori. La conference call è prevista alle 9,30.

BFF BANK. Secondo MF, l’istituto starebbe lavorando a un piano di cartolarizzazione di crediti deteriorati fino a 1 miliardo di euro per rispondere alle osservazioni di Bankitalia. L’operazione includerebbe sia i 300 milioni già pianificati sia ulteriori 800 milioni di esposizioni scadute legate agli interessi di mora.

BANCO DESIO, SCM. La banca lombarda ha concordato con Consob l’estensione fino all’8 maggio del periodo di adesione all’offerta su Solutions Capital Management Sim, nel caso in cui alla scadenza iniziale non venga raggiunta una partecipazione pari almeno al 95% del capitale.

BANCA SISTEMA. Dopo una fase di sospensione, Consob ha riattivato l’analisi sull’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Banca CF+, con conclusione dell’istruttoria prevista per l’11 maggio.

AMPLIFON. Assemblea degli azionisti prevista alle 10,30.

AZIMUT HOLDING. Assemblea degli azionisti in calendario.

BPER BANCA. Assemblea prevista alle 9,30.

BRUNELLO CUCINELLI. Assemblea ordinaria e straordinaria convocata alle 10,00.

GENERALI. Assemblea degli azionisti.

SALVATORE FERRAGAMO. Assemblea prevista alle 9,30.

A livello internazionale sono da monitorare:

NESTLÉ, ROCHE HOLDING, HEINEKEN, NOKIA, SAFRAN, RENAULT, SANOFI. Tra le società europee, Nestlé ha riportato vendite superiori alle attese, mentre Roche ha registrato un calo dei ricavi nel primo trimestre. Heineken ha evidenziato una contrazione dei volumi di birra oltre le previsioni, Nokia ha superato le stime sugli utili e Safran prevede di raggiungere la fascia alta della guidance annuale. Renault ha mostrato una crescita del fatturato, mentre Sanofi ha incrementato i profitti grazie al contributo di un farmaco di punta.

INTERNATIONAL BUSINESS MACHINES. Il gruppo ha riportato ricavi trimestrali nella divisione software in linea con le aspettative degli analisti.

LULULEMON ATHLETICA. La società ha nominato Heidi O’Neill come nuovo amministratore delegato.

TAIWAN SEMICONDUCTOR MANUFACTURING, ASML HOLDING. Il produttore taiwanese ha deciso di rinviare fino al 2029 l’introduzione delle macchine litografiche più avanzate di ASML per la produzione di chip, con l’obiettivo di contenere i costi.

HYUNDAI MOTOR. Il gruppo automobilistico sudcoreano ha chiuso il primo trimestre con risultati inferiori alle attese, penalizzato dai dazi statunitensi e da una domanda in rallentamento nei principali mercati.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche