STATI UNITI, EUROPA E ASIA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un ribasso dello 0,1%. Positivi, invece, i futures sull’S&P 500 (+0,2%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,3%). Oggi è prevista la chiusura dei principali mercati asiatici, con la Cina ferma per le festività del Labour Day e il Giappone per le ricorrenze del Greenery Day e Children’s Day.
Il ritorno degli operatori britannici dopo il May Bank Holiday coincide con un avvio di settimana improntato alla cautela, mentre le tensioni in Medio Oriente tornano a dominare il sentiment globale. I nuovi attacchi nel Golfo mettono in discussione la tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, in vigore da quattro settimane, con entrambe le parti impegnate a rafforzare la propria influenza sullo Stretto di Hormuz.
Nel corso della notte, i prezzi del petrolio hanno leggermente ritracciato, mentre i mercati azionari asiatici mostrano debolezza dopo i rialzi precedenti. L’Hang Seng perde il -1,2% dopo il +1,2% della seduta precedente, e l’S&P/ASX 200 scende del -0,4% dopo la decisione della banca centrale australiana di un nuovo aumento dei tassi, portandoli al 4,35% per la terza riunione consecutiva, con un voto 8-1 più compatto rispetto al 5-4 di marzo, pur lasciando intendere un approccio più prudente in futuro.
Ieri il contesto di tassi e petrolio elevati ha pesato sull’azionario. L’S&P 500 ha perso il -0,4%, con il 70% dei titoli in calo. Il comparto tecnologico ha mostrato maggiore tenuta, con il Nasdaq a -0,2% e le Magnificent 7 a +0,1%. Nonostante le pressioni, l’indice resta +13,5% sopra i minimi del 30 marzo, sostenuto dai risultati del primo trimestre. In Europa il quadro è apparso più debole, con lo Stoxx 600 in calo del -1%, il Dax a -1,2%, il Cac 40 a -1,7% e il Ftse Mib a -1,6%. Il comparto auto ha sottoperformato (-1,9%), con Mercedes-Benz (-3,3%), Volkswagen (-2,8%) e BMW (-2,4%) in calo, dopo la minaccia di Trump di riportare i dazi sulle auto europee al 25%.
Le notizie provenienti dal Medio Oriente si sono intensificate dalla serata di domenica. Il momento di maggiore tensione si è registrato prima della chiusura europea, quando gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da attacchi missilistici, i primi dall’inizio della tregua dell’8 aprile, accompagnati da un incendio presso il terminal petrolifero di Fujairah, causato da un attacco con droni. Il sito riveste un ruolo strategico, considerando che il Paese convoglia circa 2 milioni di barili al giorno verso il porto tramite oleodotto, in un contesto in cui i flussi attraverso Hormuz restano compromessi. Parallelamente, il comando militare statunitense ha dichiarato di aver respinto attacchi con droni, missili e imbarcazioni leggere iraniane durante il passaggio di due navi da guerra Usa e due mercantili battenti bandiera americana nello stretto.
L’operazione segue l’annuncio di Donald Trump del progetto “Project Freedom”, destinato a facilitare l’uscita delle navi bloccate dal Golfo Persico, senza dettagli operativi precisi. Lo stesso Trump ha indicato che il segretario alla Difesa Pete Hegseth terrà una conferenza stampa con il generale Dan Caine. Da parte iraniana, il ministro degli Esteri ha ribadito che gli sviluppi nello stretto dimostrano l’assenza di una soluzione militare, pur segnalando progressi nei colloqui con Washington. In precedenza, Teheran aveva dichiarato che lo stretto restava chiuso, con notizie di attacchi contro alcune imbarcazioni. Le quotazioni del greggio hanno reagito con un picco dopo indiscrezioni su un presunto attacco missilistico a una nave americana, poi smentito dagli Stati Uniti e ridimensionato dai media iraniani come un “colpo di avvertimento”.
L’impennata del petrolio ha portato a una revisione restrittiva delle aspettative sui tassi negli Stati Uniti, con i futures sui Fed funds che ora incorporano 17 punti base di rialzi entro aprile prossimo, in aumento di +11,5 punti base nella sola giornata. Questo nonostante il presidente della Fed di New York John Williams abbia indicato la possibilità di un allentamento in futuro se l’inflazione tornerà al 2% entro il 2027. In Europa, i mercati prezzano una probabilità del 99% di un rialzo Bc a giugno. Il governatore della Bundesbank Joachim Nagel ha rafforzato questa visione, indicando la necessità di un aumento dei tassi in assenza di miglioramenti nel quadro inflattivo.
SPREAD E NUOVE EMISSIONI
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,94%, sui livelli più elevati dal 7 aprile, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 86 punti base, in un contesto caratterizzato da un recente aumento dei tassi.
Ieri i rendimenti hanno registrato un deciso rialzo, alimentato dal rafforzamento delle aspettative degli operatori su un possibile inasprimento della politica monetaria da parte della Bce.
Prosegue l’attività nel mercato primario con la Germania impegnata in nuove aste, offrendo 500 milioni di euro nel Bund verde con scadenza febbraio 2035 e un miliardo nel titolo con scadenza aprile 2029. Anche la Spagna torna sul mercato, concentrandosi su titoli a breve termine nei segmenti a sei e dodici mesi.
PETROLIO
Il prezzo del greggio registra una leggera flessione, riducendo i guadagni accumulati nella seduta precedente, mentre gli operatori restano concentrati sull’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente dopo nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran. Il Brent arretra verso quota 113 dollari al barile, dopo il balzo del +5,8% di ieri, mentre il West Texas Intermediate si mantiene intorno ai 104 dollari. Secondo il comando centrale statunitense, le forze militari hanno respinto attacchi iraniani durante il passaggio di due navi battenti bandiera Usa attraverso lo Stretto di Hormuz. Negli Emirati Arabi Uniti, un terminal petrolifero a Fujairah è stato colpito, alimentando ulteriormente il clima di incertezza.
La nuova escalation si inserisce nel tentativo di Washington di riaprire un corridoio marittimo per le navi rimaste bloccate, mettendo in discussione la tenuta del cessate il fuoco di quattro settimane tra le due potenze. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che il conflitto potrebbe protrarsi per altre due o tre settimane, in un’intervista a Salem News Channel. Secondo quanto riportato da CBS, i cacciatorpediniere USS Truxtun e USS Mason hanno attraversato lo stretto entrando nel Golfo Persico, supportati da elicotteri Apache e altri velivoli, affrontando minacce coordinate durante la missione. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth è atteso per un aggiornamento al Pentagono insieme al generale Dan Caine, presidente dei Joint Chiefs of Staff.
Dall’inizio dell’anno il Brent ha registrato un rialzo vicino al +90%, sostenuto dalla perdita di milioni di barili di offerta a causa del conflitto, con lo Stretto di Hormuz ancora quasi impraticabile e diversi impianti costretti a fermarsi nella regione. Il passaggio strategico resta soggetto a un doppio blocco, con Teheran impegnata a impedire il transito delle navi e Washington attiva nel fermare le imbarcazioni dirette verso i porti iraniani o in uscita dal Paese. Secondo Saul Kavonic di MST Marquee, gli attacchi recenti indicano che la tregua sta perdendo consistenza, con il rischio di un ulteriore aumento dei prezzi in caso di nuovi danni alle infrastrutture energetiche.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti stanno registrando progressi, ma ha invitato Washington e gli Emirati Arabi Uniti a evitare di essere trascinati nuovamente in una situazione complessa. In un messaggio pubblicato su X ha sottolineato che gli eventi nello Stretto di Hormuz dimostrano come non esista una soluzione militare a una crisi politica. Nel Golfo, intanto, centinaia di navi si sono concentrate al largo di Dubai, segno di un allontanamento dalle aree più critiche, in risposta alla decisione iraniana di ampliare la propria zona di controllo, affidata alla Guardia Rivoluzionaria.
Secondo Anoop Singh di Oil Brokerage, una riapertura rapida dei flussi bidirezionali appare improbabile, con gli Stati Uniti impegnati a riequilibrare il potere nell’area e l’Iran pronto a reagire, in uno scenario che configura una vera e propria escalation. L’impennata dei costi energetici alimenta i timori di una combinazione di inflazione elevata e crescita debole. I rendimenti dei Treasury a 30 anni hanno superato il 5%, toccando i livelli più alti da luglio, mentre aumentano le aspettative che la Fed possa essere costretta a inasprire la politica monetaria.
Le tensioni si riflettono anche in Asia. Nelle Filippine, l’inflazione ha raggiunto il +7,2% su base annua ad aprile, il ritmo più sostenuto degli ultimi tre anni, in un contesto in cui il Paese dipende in larga misura dalle importazioni di petrolio dal Medio Oriente. A rafforzare il clima di instabilità, gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver intercettato missili da crociera iraniani e attribuito a un attacco con droni un vasto incendio nel porto di Fujairah, nodo cruciale per le esportazioni energetiche. Per la prima volta dall’inizio della tregua, il Paese ha emesso allerta missilistiche per la popolazione.
Secondo Carl Larry di Enverus, lo scenario appare sempre più orientato verso un’escalation, con prospettive di pace in progressivo indebolimento e un quadro in cui le conseguenze di un eventuale deterioramento ulteriore restano difficili da prevedere, ma con implicazioni chiaramente negative per i mercati energetici globali.
ORO
L’oro torna a registrare un lieve recupero, sostenuto dal ritorno degli acquisti dopo la correzione della seduta precedente, innescata dall’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente che aveva spinto le quotazioni a cedere circa il -2% ieri. Il metallo prezioso arriva a guadagnare fino al +0,6%, portandosi in area 4.550 dollari l’oncia, mentre gli operatori rientrano sul mercato approfittando dei prezzi più bassi.
Secondo quanto comunicato dall’esercito statunitense, le forze Usa hanno respinto attacchi iraniani mentre facilitavano il passaggio di due navi battenti bandiera americana attraverso lo Stretto di Hormuz. Il quadro si è ulteriormente complicato dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver intercettato missili da crociera lanciati dall’Iran e attribuito a un attacco con droni un vasto incendio nel porto di Fujairah, snodo strategico per i flussi energetici.
L’episodio ha incrinato una tregua che era rimasta in gran parte stabile dall’8 aprile, riaccendendo i timori su inflazione e politica monetaria. Il balzo del petrolio e il rialzo dei rendimenti obbligazionari, con il Treasury a 30 anni ai massimi da luglio, riflettono l’aumento delle aspettative che la Fed possa essere costretta a inasprire i tassi per contrastare le pressioni sui prezzi. Uno scenario che pesa su un asset privo di rendimento come l’oro.
Secondo gli analisti di State Street Investment Management, il metallo prezioso può mantenere una buona tenuta nel caso in cui la Fed scelga di mantenere i tassi invariati, soprattutto se le indicazioni prospettiche continueranno a orientarsi verso un allentamento futuro. Anche in presenza di ulteriori ribassi legati a una postura più restrittiva della banca centrale, il supporto per le quotazioni viene individuato intorno ai 4.000 dollari l’oncia.
L’attenzione del mercato resta ora concentrata sui prossimi appuntamenti macro, a partire dall’annuncio del Dipartimento del Tesoro statunitense sui piani di finanziamento per il trimestre successivo, insieme a un calendario ricco di dati economici che dovrebbe offrire indicazioni più chiare sulla traiettoria dei tassi di interesse.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
Nel pomeriggio l’attenzione si concentra sugli Stati Uniti, dove una serie di indicatori offrirà un aggiornamento sullo stato dell’economia, con particolare focus sul mercato del lavoro, elemento centrale per le decisioni della Fed. I dati Jolts sulle offerte di lavoro rappresentano uno dei principali riferimenti per valutare l’equilibrio tra domanda e offerta di occupazione e quindi le pressioni salariali.
In calendario anche il Pmi non manifatturiero Ism di aprile, atteso a 53,7 dopo il 52,7 di marzo, un livello che indicherebbe un ulteriore rafforzamento dell’attività nel settore dei servizi. La giornata macro include inoltre la revisione delle licenze edilizie di marzo alle 14:00, la bilancia commerciale alle 14:30, attesa a -60,5 miliardi di dollari, e i Pmi servizi e composito finali S&P Global alle 15:45.
Alle 16:00 sono previsti diversi aggiornamenti chiave: oltre al dato Ism, verranno pubblicate le vendite di nuove case unifamiliari di marzo e le statistiche Jolts, insieme alle scorte settimanali di prodotti petroliferi Api.
In Europa, possibili indicazioni sulla tenuta dell’economia dell’area euro arriveranno dagli interventi della presidente della Bce Christine Lagarde e del capo economista Philip Lane, attesi nel corso del pomeriggio.
In Italia, i dati diffusi dal Ministero dell’Economia indicano per aprile un fabbisogno del settore statale pari a 16,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 20,7 miliardi registrati nello stesso mese dell’anno precedente, segnalando un miglioramento del saldo di finanza pubblica.
ULTIME NEWS SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
ENI. Il gruppo ha ripreso nel mese di aprile il ritiro di greggio dal Venezuela come forma di pagamento per il gas prodotto nel Paese, operazione che consente di recuperare crediti accumulati negli anni verso Caracas. Parallelamente ha avviato il processo di cessione della quota del 5% detenuta nella joint venture Renaissance in Nigeria.
BANCA MONTE DEI PASCHI. Carlo Vivaldi ha perso con effetto immediato il ruolo di consigliere a causa dell’incompatibilità derivante dal contemporaneo incarico nel consiglio di amministrazione di Banca Mediolanum.
STELLANTIS. Il gruppo ha registrato un incremento delle immatricolazioni in Italia nel mese scorso pari al 14,4% su base annua, con una quota di mercato al 31,25%, superiore alla crescita complessiva del settore automobilistico nazionale, salita dell’11,6%.
STMICROELECTRONICS. La società punta a superare ampiamente i 3 miliardi di dollari di ricavi complessivi nel segmento dei semiconduttori per applicazioni spaziali nel periodo 2026-2028, sostenuta dalla domanda crescente di chip destinati alle costellazioni satellitari in orbita bassa.
UNICREDIT. L’istituto ha registrato il miglior utile trimestrale della sua storia, rafforzando la posizione dell’amministratore delegato Andrea Orcel in vista dell’offerta su Commerzbank. Conference call prevista alle 10,00.
AMPLIFON. Riunione del consiglio di amministrazione sui conti del primo trimestre, seguita da conference call nel pomeriggio.
BANCO BPM. Il consiglio esamina i risultati del primo trimestre con conference call fissata alle 18,00.
FERRARI. Approvazione dei conti del primo trimestre con conference call prevista alle 15,00.
ITALGAS. Consiglio di amministrazione sui risultati del primo trimestre con conference call alle 15,00.
LOTTOMATICA. Riunione del consiglio di amministrazione dedicata ai conti del primo trimestre.
A livello internazionale sono da monitorare:
HSBC. La banca ha riportato un utile inferiore alle attese, penalizzato da accantonamenti legati a una frode nel Regno Unito e dagli effetti del conflitto in Medio Oriente e in altre aree.
PALANTIR. La società ha migliorato le previsioni di ricavi per l’intero anno e superato le stime degli analisti, offrendo indicazioni positive per un gruppo al centro del dibattito su dati, sorveglianza e applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito militare.
APPLE. Il gruppo ha avviato colloqui preliminari per valutare l’utilizzo di Intel e Samsung nella produzione dei principali processori dei suoi dispositivi, affiancando il partner storico Taiwan Semiconductor.
AMAZON, FEDEX, UNITED PARCEL SERVICE. Amazon ha presentato un pacchetto integrato di servizi logistici destinato alle aziende, mossa che ha pesato sulle quotazioni dei concorrenti FedEx e UPS.
CK HUTCHISON. Il conglomerato ha raggiunto un accordo per cedere la propria partecipazione nel principale operatore mobile britannico nell’ambito di un’operazione di buyout da 4,3 miliardi di sterline.
GAMESTOP, EBAY. GameStop ha avanzato una proposta per acquisire eBay con un’offerta da circa 56 miliardi di dollari tra contanti e azioni, in un’operazione guidata da Ryan Cohen per rilevare una piattaforma di e-commerce di dimensioni nettamente superiori.
THYSSENKRUPP. Il gruppo ha comunicato la sospensione dei negoziati con Jindal Steel International relativi alla possibile cessione di una quota della divisione acciaio.

di Francesco Sicuro













































