Start&Stock: Project Freedom in pausa, Trump parla di “grandi progressi” nei negoziati con Teheran

Start&Stock: Project Freedom in pausa, Trump parla di “grandi progressi” nei negoziati con Teheran

Nelle ultime ore i mercati hanno ritrovato maggiore stabilità grazie ai segnali di tenuta del cessate il fuoco e alle aperture diplomatiche di Trump, che ha sospeso il progetto “Project Freedom” per verificare la possibilità di un accordo definitivo con Teheran. Il ridimensionamento del petrolio ha attenuato i timori di uno shock stagflazionistico prolungato, favorendo il recupero di azioni e obbligazioni. A sostenere il clima positivo contribuiscono anche i dati macro Usa e il rally dei semiconduttori, trainato dai risultati di AMD. In Asia brillano Samsung e il Kospi.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio positivo con il future che segna un rialzo dello 0,8%. Sulla stessa scia i futures sull’S&P 500 (+0,3%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,7%).

Nelle ultime 24 ore i mercati hanno recuperato parte della stabilità, con un avanzamento di azioni e obbligazioni globali accompagnato da nuovi record storici dell’S&P 500 (+0,8%) e del Nasdaq (+1%). Ancora una volta il comparto semiconduttori ha guidato i rialzi, con il Philadelphia Semiconductor Index in progresso del +4,2%, portando il guadagno dal 30 marzo a un impressionante +53,7%. Anche l’Europa ha registrato forti rialzi, con il Dax a +1,7%, il Cac 40 a +1,1% e il Ftse Mib a +2,3%. Più contenuto il movimento dello Stoxx 600 (+0,7%), frenato dal recupero delle azioni britanniche dopo le perdite accumulate lunedì.

A sostenere il sentiment sono stati soprattutto i segnali di tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nonostante i recenti episodi di tensione. Questo ha favorito un ridimensionamento dei prezzi del petrolio e attenuato i timori di una nuova escalation, rafforzando l’idea che uno shock stagflazionistico prolungato possa essere evitato. A dare ulteriore supporto al clima di mercato sono arrivati anche i dati macro statunitensi, che indicano come l’impatto economico del conflitto resti, almeno per ora, contenuto.

Sul fronte geopolitico, la notizia principale della notte riguarda il messaggio pubblicato da Donald Trump, che ha annunciato una pausa nel progetto statunitense “Project Freedom”, destinato ad aiutare le navi bloccate a lasciare lo Stretto di Hormuz. Trump ha spiegato che la sospensione servirà a verificare se l’accordo con Teheran possa essere “finalizzato e firmato”, parlando di “grandi progressi” verso un’intesa “completa e definitiva”. Le prospettive restano comunque incerte, con il presidente iraniano che ha definito “impossibili” le richieste avanzate dagli Stati Uniti.

Un altro tema dominante sui mercati riguarda l’entusiasmo crescente per i produttori di semiconduttori. La spinta è arrivata dai conti superiori alle attese di AMD, il cui titolo è balzato del +16% nell’after-hours, insieme alla buona accoglienza riservata ai risultati di Super Micro Computer dopo la chiusura di Wall Street.

Già prima dei movimenti notturni, il mercato aveva beneficiato delle dichiarazioni americane sulla tenuta della tregua con Teheran. Il generale Dan Caine, presidente dei Joint Chiefs of Staff, ha spiegato che gli attacchi iraniani di lunedì sono rimasti “al di sotto della soglia che potrebbe portare alla ripresa di operazioni militari su larga scala”. Successivamente, il segretario di Stato Marco Rubio ha definito “conclusa” la fase offensiva della guerra contro l’Iran, spiegando che il sostegno statunitense alla navigazione nello stretto ha natura “difensiva”.

Gli investitori hanno quindi ridotto le scommesse su futuri rialzi dei tassi. Nel caso della Bce, il mercato ha tagliato di 6,9 punti base le aspettative di rialzo per quest’anno, ora pari a 76 punti base. Negli Stati Uniti, le attese di rialzi Fed entro aprile prossimo si sono ridotte di 2,7 punti base, a quota 12 punti base. Questo ha favorito un calo dei rendimenti obbligazionari su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Nel Regno Unito, i mercati continuano a monitorare la posizione del primo ministro Keir Starmer, con le speculazioni su possibili pressioni interne e su un eventuale allentamento delle regole fiscali che potrebbe tradursi in maggiore emissione di debito.

ASIA

I listini asiatici stanno reagendo positivamente sia ai tentativi di distensione geopolitica sia al rally del comparto chipmaker. Il Kospi guida i rialzi con un progresso del +6,7%, superando per la prima volta quota 7.000 e consolidando una performance da inizio anno superiore al +70%. La seduta coincide con il ritorno alle contrattazioni dopo una festività, mentre Samsung Electronics tocca un nuovo massimo storico con un rialzo superiore al +16%, portando la capitalizzazione oltre la soglia di 1.000 miliardi di dollari.

Anche i mercati cinesi si muovono in territorio positivo dopo il lungo ponte festivo, con il CSI 300 a +1,6% e lo Shanghai Composite a +1,3%. A sostenere il sentiment contribuiscono anche i dati migliori delle attese sul PMI privato dei servizi di aprile. L’Hang Seng guadagna il +0,8%, mentre l’S&P/ASX 200 sale del +0,9% dopo due sedute negative consecutive.

L’attività del settore terziario in Cina accelera nel mese di aprile, sostenuta da una crescita più robusta dei nuovi ordini, anche se continua a emergere debolezza sul fronte della domanda estera. Secondo l’indagine privata diffusa nella notte da S&P Global, l’indice Pmi servizi è salito a 52,6 dai 52,1 registrati a marzo, mantenendosi stabilmente sopra la soglia dei 50 punti che separa espansione e contrazione dell’attività economica. Il dato conferma una tenuta della domanda interna e un miglioramento del clima operativo per le imprese del comparto, in un contesto che resta condizionato dalle tensioni globali e dal rallentamento degli ordinativi provenienti dall’estero.

Sul mercato valutario, lo yen ha registrato un improvviso rafforzamento nelle prime ore della giornata, alimentando le speculazioni su un possibile nuovo intervento delle autorità giapponesi a sostegno della valuta. I movimenti arrivano dopo il presunto intervento della scorsa settimana, che aveva già provocato un forte recupero della divisa nipponica contro il dollaro. Gli operatori restano in allerta per eventuali nuove azioni da parte di Tokyo, in un contesto caratterizzato da elevata volatilità sul forex e da crescenti pressioni sullo yen.

SPREAD E NUOVE EMISSIONI

I rendimenti dei titoli di Stato continuano a muoversi in stretta correlazione con l’andamento del petrolio, mentre i mercati obbligazionari restano concentrati sulle implicazioni dell’aumento dei prezzi energetici per la politica monetaria.

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,86%, sui livelli più elevati dal 7 aprile, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 83 punti base.

Gli operatori seguono con attenzione l’evoluzione della situazione nel Golfo Persico, cercando di valutare non solo se le principali banche centrali saranno costrette a intervenire con nuovi rialzi dei tassi, ma soprattutto quali potrebbero essere le tempistiche di una stretta monetaria destinata a contenere il rischio che il rincaro dell’energia si trasformi in un’inflazione più diffusa e persistente.

Oggi la Germania torna sul mercato con un’emissione da 3,5 miliardi di euro del Bund con scadenza 15 novembre 2032, caratterizzato da una cedola del 2,50%.

PETROLIO

Il petrolio archivia la seconda seduta consecutiva in calo dopo che Trump ha dichiarato che sono stati compiuti “grandi progressi” verso un accordo definitivo per mettere fine alla guerra con l’Iran. Il Brent arretra in direzione dei 108 dollari al barile, dopo aver già perso il -4% nella seduta di ieri, mentre il West Texas Intermediate oscilla in area 100 dollari. Trump ha spiegato in un messaggio pubblicato su Truth Social che gli Stati Uniti sospenderanno le operazioni per accompagnare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, pur mantenendo attivo il blocco navale nella regione.

Dall’inizio del conflitto a fine febbraio, il Brent ha registrato un rialzo di circa il 50%, in un contesto che ha sottratto ai mercati internazionali centinaia di milioni di barili provenienti dal Golfo Persico. I flussi energetici attraverso Hormuz restano limitati da un doppio blocco, con Teheran impegnata a ostacolare il traffico marittimo e Washington determinata a impedire alle imbarcazioni di raggiungere i porti iraniani.

In precedenza il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva annunciato ai giornalisti alla Casa Bianca la conclusione di “Operation Epic Fury”, a 66 giorni dall’avvio dei bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Abbiamo raggiunto gli obiettivi dell’operazione”, ha dichiarato Rubio.

Ieri Washington ha ridimensionato l’ipotesi di un ritorno immediato a un conflitto aperto. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato che la tregua avviata meno di un mese fa resta formalmente in vigore. Parallelamente il generale Dan Caine, presidente dei Joint Chiefs of Staff, ha precisato che gli attacchi attribuiti a Teheran contro navi nel Golfo Persico e negli Emirati Arabi Uniti non rappresentano una violazione diretta del cessate il fuoco.

Secondo lo stesso Caine, il blocco attorno allo Stretto di Hormuz ha lasciato intrappolate nel Golfo Persico oltre 1.550 navi commerciali, con circa 22.000 marinai impossibilitati a lasciare l’area. Una situazione che continua a pesare sulla logistica globale dell’energia e sui tempi di normalizzazione delle forniture.

“Anche nel caso in cui emergano segnali di de-escalation, il recupero dell’offerta richiederà tempo”, ha osservato Dilin Wu, strategist di Pepperstone Group specializzata nei mercati cross-asset. Wu ha sottolineato che il sistema non può riattivarsi rapidamente: le spedizioni di petrolio attraverso Hormuz restano limitate, le petroliere bloccate devono essere riposizionate, il mercato assicurativo deve ricalibrare il rischio e la produzione necessita di tempo per tornare a pieno regime.

Negli Stati Uniti, i dati diffusi dall’industria mostrano una riduzione delle scorte di greggio pari a 8,1 milioni di barili nella scorsa settimana. Se il dato verrà confermato dalle statistiche ufficiali attese nelle prossime ore, si tratterebbe del calo più marcato da metà febbraio.

“Il mercato continua a muoversi secondo uno schema fatto di rally seguiti da prese di profitto quotidiane”, ha spiegato Carl Larry, analista del settore oil & gas di Enverus. Secondo Larry gli operatori sembrano aver iniziato ad assorbire la volatilità estrema, anche se le dinamiche emotive continuano a dominare il mercato. “I cali delle scorte riportano rapidamente in campo i compratori rialzisti”, ha aggiunto.

Dall’inizio della guerra il petrolio ha registrato oscillazioni molto ampie, spingendo numerosi trader a ridurre l’esposizione per evitare movimenti eccessivamente violenti dei prezzi. L’open interest aggregato sul Brent è sceso ai livelli più bassi dallo scorso agosto, segnale di una partecipazione più prudente degli operatori finanziari.

In parallelo, l’Arabia Saudita ha deciso di ridurre il prezzo della propria principale qualità di greggio destinata all’Asia per il mese prossimo, dopo i livelli record raggiunti a maggio. Le quotazioni restano comunque elevate, in un contesto in cui le ostilità in Medio Oriente continuano a compromettere pesantemente la disponibilità di offerta energetica globale.

ORO

L’oro amplia il recupero dopo che Trump ha parlato di progressi verso un accordo definitivo con l’Iran, alimentando aspettative di un allentamento delle tensioni geopolitiche e favorendo un indebolimento del dollaro. Il metallo prezioso arriva a guadagnare fino al +2,3%, superando quota 4.660 dollari l’oncia, dopo il rialzo del +0,8% registrato ieri. Parallelamente, il dollar index perde lo 0,5%, rendendo il bullion più conveniente per gli investitori internazionali.

In un messaggio pubblicato sui social, Trump ha dichiarato che sono stati compiuti “grandi progressi” nei colloqui con Teheran e ha spiegato di voler sospendere temporaneamente l’operazione guidata dagli Stati Uniti per consentire alle navi bloccate di lasciare lo Stretto di Hormuz, così da verificare la possibilità di finalizzare un’intesa.

A rafforzare il clima di maggiore distensione sono arrivate anche le dichiarazioni del segretario alla Difesa Pete Hegseth, secondo cui la tregua iniziata meno di un mese fa continua a reggere. Il segretario di Stato Marco Rubio ha inoltre affermato che la fase delle operazioni offensive può considerarsi conclusa, con Washington ora concentrata sulla protezione del traffico marittimo nello stretto. Dal lato iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato che i negoziati stanno facendo “progressi”.

Nonostante i segnali diplomatici, il contesto resta fragile. Gli Stati Uniti hanno ridimensionato il rischio di una ripresa immediata della guerra aperta, ma le notizie relative a una nave mercantile colpita da un proiettile non identificato, a un giorno dagli scontri che hanno coinvolto imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, indicano che le tensioni continuano a covare sotto la superficie.

Con il percorso verso un accordo definitivo e la riapertura dello stretto ancora poco chiari, l’oro continua a confrontarsi con le pressioni legate alle aspettative sui tassi americani. Le preoccupazioni inflazionistiche stanno infatti rafforzando le scommesse del mercato su possibili rialzi della Fed, scenario che tende a penalizzare un asset privo di rendimento come il metallo prezioso. Dall’inizio della guerra a fine febbraio, il lingotto registra una perdita superiore al -12%.

Gli operatori obbligazionari stanno aumentando le puntate sull’ipotesi che la prossima mossa della Fed possa essere un rialzo dei tassi anziché un taglio. Le aspettative stanno guadagnando forza in vista del report sul mercato del lavoro statunitense, che secondo le previsioni potrebbe mostrare un quadro occupazionale più stabile, lasciando ai timori inflazionistici un ruolo sempre più centrale nelle valutazioni degli investitori.

Secondo Nicky Shiels di MKS PAMP, i metalli preziosi stanno entrando nella stagione estiva in una situazione definita come un “paradosso di posizionamento strutturale”. Shiels sottolinea che il valore nozionale investito nell’oro resta elevato, mentre il posizionamento in termini di contratti e quantità fisiche appare ancora contenuto.

“La tesi rialzista di medio periodo legata alla svalutazione monetaria, alla frammentazione delle catene di approvvigionamento e alla crisi dell’ordine monetario resta intatta”, ha spiegato l’analista. Secondo Shiels, per assistere a nuovi massimi nel breve termine sarà necessario il ritorno di capitali istituzionali generalisti, in grado di colmare il vuoto lasciato dalla debolezza stagionale e dall’esaurimento della domanda retail.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

L’attenzione si concentra sui dati di aprile relativi ai prezzi alla produzione dell’Eurozona, chiamati a fornire nuove indicazioni sull’impatto dello shock energetico sulle dinamiche inflazionistiche. Dopo il forte rialzo mostrato dall’indice dei prezzi al consumo nello stesso mese, il Ppi è atteso in deciso aumento, con una crescita congiunturale stimata al +3,3% dopo il -0,7% di marzo. Su base annua, il dato dovrebbe registrare un’accelerazione fino al +1,8%, rispetto al precedente -3%, confermando il rapido irrigidimento delle pressioni sui prezzi.

In mattinata riflettori anche sull’Italia, dove verranno diffusi gli aggiornamenti di aprile relativi ai Pmi servizi e composito. L’indagine manifatturiera pubblicata nei giorni scorsi aveva già segnalato un aumento delle pressioni sui costi ai livelli più elevati degli ultimi quattro anni. Per il comparto terziario, il consensus indica un ulteriore indebolimento dell’attività, con l’indice atteso in calo a 47,6 dal 48,8 di marzo, rimanendo sotto la soglia dei 50 punti che separa espansione e contrazione.

Le letture finali dei Pmi degli altri Paesi dell’area euro e dell’intero blocco dovrebbero confermare i dati preliminari, che mostrano un quadro ancora in territorio di contrazione sia per il settore dei servizi sia per l’indice composito. A pesare sono soprattutto l’aumento dei prezzi energetici e il rallentamento della domanda legato al conflitto in corso. La Spagna rappresenta l’eccezione principale: secondo le attese il Pmi servizi dovrebbe restare in area espansiva, pur evidenziando un ritmo di crescita più moderato rispetto ai mesi precedenti.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sugli Stati Uniti con la pubblicazione dei dati Adp sull’occupazione privata di aprile, considerati un passaggio chiave in vista del report ufficiale sul lavoro atteso venerdì. Le stime indicano la creazione di 99.000 nuovi posti di lavoro, in aumento rispetto ai 62.000 di marzo. I numeri sul mercato del lavoro vengono monitorati con particolare attenzione dagli investitori per valutare le future mosse della Fed.

I dati Jolts diffusi ieri relativi a marzo hanno mostrato una diminuzione delle offerte di lavoro, accompagnata però da un netto incremento delle assunzioni. La tenuta del mercato occupazionale continua per ora a sostenere l’idea che la Fed possa mantenere invariati i tassi d’interesse nel corso dell’anno, anche dopo l’arrivo alla guida dell’istituto di Kevin Warsh, considerato vicino alle posizioni di Donald Trump.

Sono attesi gli interventi dei membri Fed Musalem e Goolsbee, oltre a quello del rappresentante Bce Cipollone. Sul fronte societario riflettori puntati sui conti di Walt Disney, Uber e Apollo.

ULTIME NEWS SUI TITOLI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

UNICREDIT. L’amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha definito “insolita” l’offerta presentata da UniCredit per rilevare la banca tedesca, evidenziando l’assenza di un premio rispetto alle valutazioni di mercato. Orlopp ha comunque precisato che Commerzbank resta disponibile a un confronto sull’operazione.

LEONARDO. Il gruppo della difesa ha archiviato il primo trimestre con un incremento del 33% dell’Ebita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e con nuovi ordini in crescita del 30,7%, confermando le previsioni per il 2026. In agenda oggi la conference call con gli analisti alle 15,30.

BANCO BPM. La banca ha chiuso il primo trimestre con un utile netto superiore alle attese del mercato, sostenuto dalla crescita delle commissioni che ha compensato la flessione del margine d’interesse. Durante la conference call con gli analisti, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha dichiarato che il gruppo si trova in una posizione favorevole per cogliere eventuali opportunità di consolidamento, sia nel settore bancario sia nelle fabbriche prodotto, valutando operazioni di dimensioni grandi e piccole.

ENI. Mellitah Oil and Gas, joint venture partecipata da National Oil Company ed Eni, ha completato produzione e assemblaggio delle unità legate al progetto Bouri Gas Utilisation Project, iniziativa destinata a valorizzare oltre 120 milioni di piedi cubi al giorno di gas naturale. L’annuncio è arrivato dalla compagnia libica Noc. Oggi assemblea degli azionisti alle 10,00.

INWIT, TELECOM ITALIA. Inwit si è rivolta al Tribunale chiedendo la sospensione della disdetta del Master Service Agreement notificata da Tim, ritenuta dalla società non conforme agli accordi in essere. La notizia è stata riferita da una fonte vicina al dossier.

EDISON. Il gruppo ha ricevuto da QatarEnergy un aggiornamento relativo alla situazione di forza maggiore sulle forniture di gas naturale liquefatto destinate al terminale Adriatic Lng. La comunicazione riguarda altri due carichi con consegna prevista in Italia entro l’inizio di luglio, che si aggiungono ai dieci già segnalati in precedenza. Edison ha precisato di non prevedere conseguenze per i clienti finali. In agenda oggi il Cda sui risultati del primo trimestre.

LOTTOMATICA. La società ha chiuso il primo trimestre con una crescita del 7% dell’Ebitda adjusted e con un aumento del 12% dell’utile netto adjusted rispetto all’anno precedente. Il gruppo prevede ora un Ebitda 2026 posizionato nella fascia alta della guidance. Prevista oggi la conference call sui risultati trimestrali.

AMPLIFON. Il gruppo ha registrato nel primo trimestre ricavi pari a 579,8 milioni di euro, in aumento dello 0,8% a cambi costanti, sostenuti da una crescita organica del 2,2%. Il margine Ebitda adjusted ha raggiunto il livello record del 24,5%, con un miglioramento di 60 punti base. Per il 2026 la società prevede una crescita superiore al mercato di riferimento nei principali Paesi, un’accelerazione della crescita organica oltre il 3% e un incremento del margine Ebitda adjusted di circa 100 punti base.

CREDEM. Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha riportato un aumento del 2,9% dell’utile netto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il margine di intermediazione ha evidenziato una crescita del 5,8%.

FERRETTI. Kkcg Maritime ha comunicato che il proxy advisor indipendente Glass Lewis ha espresso raccomandazioni favorevoli alla lista proposta dal gruppo in vista del rinnovo del Consiglio di amministrazione di Ferretti.

NEXT GEO SOLUTIONS. La società ha ottenuto da Invitalia l’approvazione per un finanziamento legato a un piano di sviluppo industriale da 23,5 milioni di euro, con completamento previsto entro il 31 dicembre 2028.

BANCA GENERALI. Oggi riunione del consiglio di amministrazione dedicata ai risultati del primo trimestre.

BPER BANCA. In agenda il consiglio di amministrazione sui conti del primo trimestre.

CAMPARI. Previsto oggi il consiglio di amministrazione sul primo trimestre, seguito dalla conference call con gli analisti.

NEXI. Il gruppo riunisce oggi il consiglio di amministrazione per l’approvazione dei risultati del primo trimestre.

POSTE ITALIANE. Oggi consiglio di amministrazione dedicato ai conti trimestrali.

TENARIS. Il gruppo esamina oggi i risultati del primo trimestre nel corso del consiglio di amministrazione.

TELECOM ITALIA. Previsto oggi il consiglio di amministrazione sui risultati del primo trimestre.

INDUSTRIE DE NORA. In agenda il consiglio di amministrazione dedicato ai conti trimestrali.

A livello internazionale sono da monitorare:

ANTHROPIC. La società ha presentato una nuova gamma di agenti di intelligenza artificiale progettati per svolgere un numero più ampio di attività nel settore dei servizi finanziari, nell’ambito della strategia per rafforzare la presenza a Wall Street.

BMW. Il gruppo automobilistico tedesco ha registrato un calo della redditività nel primo trimestre, penalizzato dalla forte concorrenza sul mercato cinese, che ha inciso su prezzi e consegne nel principale mercato globale dell’auto.

DEUTSCHE LUFTHANSA. La compagnia aerea ha riportato una perdita trimestrale inferiore alle attese grazie alla forte domanda per i voli a lungo raggio, che ha compensato la volatilità dei costi del carburante e gli effetti degli scioperi.

ROYAL PHILIPS. Il gruppo della tecnologia medicale ha pubblicato risultati del primo trimestre superiori alle previsioni del mercato, sostenuti da un andamento positivo degli ordini che rafforza la fiducia sulla capacità della società di gestire l’impatto delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei costi.

NOVO NORDISK. Le vendite trimestrali sono state sostenute dal nuovo farmaco Wegovy in formato pillola. La società ha inoltre indicato che il rallentamento previsto per quest’anno dovrebbe risultare meno marcato rispetto alle stime iniziali.

INFINEON TECHNOLOGIES. Il produttore tedesco di semiconduttori ha diffuso previsioni di ricavi per il trimestre in corso superiori alle attese degli analisti, beneficiando della forte crescita degli investimenti nelle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale.

DAIMLER TRUCK. Il gruppo ha confermato la guidance annuale, pur evidenziando che i dazi commerciali statunitensi e le conseguenze del conflitto con l’Iran rappresentano fattori di rischio ancora difficili da valutare.

EQUINOR. La compagnia energetica norvegese ha riportato un utile trimestrale superiore alle attese, sostenuto dal rialzo dei prezzi di petrolio e gas legato alla guerra con l’Iran.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche