STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire in territorio positivo con il future che segna un rialzo dello 0,2%. Oggi Wall Street è chiusa per il Presidents' Day 2026 come i listini cinesi per il Capodanno Lunare.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio è atteso oggi a un incontro con il premier ungherese Viktor Orban, considerato tra i più stretti alleati europei di Donald Trump, dopo aver già visto ieri il primo ministro slovacco Robert Fico. Il confronto arriva a pochi giorni dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove Germania e Francia hanno rilanciato un coordinamento più stretto tra i partner europei. In quell’occasione Rubio ha adottato un tono più conciliatorio rispetto a quello utilizzato un anno fa dal vicepresidente JD Vance, segnale di un possibile riequilibrio nel dialogo transatlantico.
A Bruxelles si riunisce l’Eurogruppo, con i ministri delle Finanze dell’area euro e la partecipazione della presidente della Bce Christine Lagarde. Tra i dossier sul tavolo figurano la preparazione dell’Ecofin di domani, incluso il progetto di raccomandazione sulla politica economica della zona euro per il 2026, e un confronto sulle strategie per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro come strumento di sovranità monetaria. Nel fine settimana la Bce ha inoltre annunciato l’ampliamento dell’accesso alla propria liquidità in euro, che sarà resa disponibile in modo permanente e su scala globale, iniziativa che punta a consolidare la presenza della moneta unica nei mercati internazionali.
ASIA
L’Asia si muove positiva con cautela, dopo una settimana molto volatile e all’insegna delle vendite a causa dei timori dei mercati per i possibili effetti dei nuovi tool di AI sull’economia reale. Il Nikkei è sopra la parità, Hong Kong sale dello 0,5%, Shanghai è chiusa per festività per l’avvio delle celebrazioni del Capodanno Lunare (conosciuto anche come Festa della Primavera) fino al 23 febbraio.
Dal Giappone arrivano segnali di rallentamento: nel quarto trimestre l’economia è cresciuta dello 0,2% annualizzato, ben al di sotto dell’1,6% previsto, un banco di prova per il governo guidato da Sanae Takaichi in un contesto in cui le pressioni inflazionistiche incidono su fiducia e domanda interna.
La produzione industriale giapponese di dicembre è scesa dello 0,1% su mese ed è salita dello 0,8% su anno, mentre il tasso di utilizzo degli impianti è aumentato dell’1,3% congiunturale, dopo il -5,3% del mese precedente.
Oggi la premier e il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, terranno il loro primo incontro bilaterale dopo le elezioni, occasione che potrebbe includere un confronto sui piani di rialzo dei tassi.
SPREAD ED EMISSIONI
Il Btp decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,40%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 63 punti base, in una seduta condizionata dalla chiusura dei mercati statunitensi e cinesi. Nell’ultima settimana il tasso del benchmark decennale italiano è sceso di 9 punti base, a fronte di un differenziale con la Germania rimasto sostanzialmente stabile.
Il calendario delle emissioni si presenta decisamente più leggero rispetto alla tornata precedente. Secondo le stime del servizio Ifr, l’offerta aggregata dovrebbe attestarsi attorno ai 18 miliardi di euro, meno della metà dei 37,7 miliardi collocati la scorsa settimana. Non si escludono comunque operazioni sindacate, come quella francese che ha portato al piazzamento di 8 miliardi del nuovo Oat maggio 2057.
In caso di ricorso a questo canale, potrebbe muoversi la Spagna, con il possibile lancio di un nuovo benchmark trentennale già nei prossimi giorni o, al più tardi, nella settimana successiva. Intanto il programma a medio-lungo termine prende il via domani con la Germania, che offre 6 miliardi tramite la riapertura dello Schatz marzo 2028, affiancata dalla Finlandia con 1,5 miliardi suddivisi tra scadenze settembre 2035 e aprile 2041.
Mercoledì sarà ancora Berlino protagonista con 5,5 miliardi del decennale febbraio 2036, mentre giovedì toccherà a Spagna e Francia. Madrid comunicherà oggi l’ammontare dell’offerta relativa a un nuovo Bono maggio 2029, insieme alle riaperture dei titoli maggio 2031 e aprile 2036. Parigi metterà sul mercato fino a 13,5 miliardi di Oat, includendo il nuovo tre anni settembre 2029 e le riaperture dei benchmark febbraio 2031 e novembre 2032. È inoltre prevista un’asta di titoli indicizzati per un massimo di 1,5 miliardi di euro.
PETROLIO
Il petrolio apre la settimana con variazioni contenute, mentre gli operatori valutano il quadro geopolitico in vista della ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran attesa per martedì. Il Brent scambia in area 68 dollari al barile, dopo aver registrato la prima doppia flessione settimanale dell’anno, mentre il West Texas Intermediate (WTI) si muove intorno ai 63 dollari. A riaccendere la tensione è stato il presidente Donald Trump, che venerdì ha indicato nel cambio di regime in Iran l’esito migliore, aumentando la pressione alla vigilia dei negoziati di Ginevra.
Dall’inizio dell’anno il greggio ha messo a segno un rialzo di circa il 10%, sostenuto dall’escalation delle tensioni con Teheran e dai timori di possibili interruzioni delle forniture in un’area che rappresenta circa un terzo della produzione mondiale. Parte di questi guadagni si è ridotta con l’attenuarsi del rischio di un attacco imminente e dopo che l’International Energy Agency ha rivisto al ribasso le stime di crescita della domanda per il 2026.
Secondo Robert Rennie, responsabile della ricerca su materie prime e carbonio di Westpac Banking, il sostegno geopolitico potrebbe lasciare spazio nei prossimi mesi al ritorno dei fondamentali dell’offerta come fattore dominante. L’istituto prevede che il Brent possa scivolare verso la fascia bassa dei 60 dollari nel corso della prima metà dell’anno, con l’aumento della produzione globale destinato a esercitare pressione sulle quotazioni.
A Ginevra sono previsti anche colloqui guidati dagli Stati Uniti per cercare una soluzione al conflitto in Ucraina, in corso da quasi quattro anni, anche se le prospettive di una conclusione rapida e del ritorno significativo dei barili russi appaiono limitate. Nel fine settimana attacchi con droni sulla costa del Mar Nero hanno danneggiato infrastrutture nel porto di Taman e serbatoi di carburante.
Nel frattempo alcuni membri dell’OPEC+ ritengono che vi siano margini per riprendere gli aumenti della produzione già da aprile, considerando eccessive le preoccupazioni su un surplus, pur senza assumere impegni formali prima della riunione del primo marzo. La decisione finale potrebbe dipendere dall’esito delle mosse di Washington nei confronti dell’Iran, tra l’ipotesi di azioni militari e la possibilità di un accordo sul nucleare con il Paese membro dell’OPEC.
ORO E ARGENTO
L’oro torna sotto la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, con gli operatori che prendono profitto dopo il balzo della seduta precedente innescato da dati sull’inflazione statunitense più contenuti del previsto. Il metallo prezioso è arrivato a cedere fino all’1,5%, dopo aver guadagnato il 2,4% venerdì, quando l’indice dei prezzi al consumo di gennaio negli Stati Uniti aveva mostrato un incremento moderato, ridimensionando i timori di un’accelerazione più marcata. Un quadro che ha rafforzato l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Fed, elemento tradizionalmente favorevole ai metalli preziosi, che non offrono rendimento.
Secondo Dilin Wu, strategist di Pepperstone Group, il mercato resta in una fase di riequilibrio tra compratori e venditori, privo di catalizzatori in grado di imprimere una direzione netta. In area 5.100 dollari, diversi tentativi di allungo si sono arrestati, con prese di beneficio che hanno generato nuova pressione in vendita.
Dopo il violento scivolone di inizio mese, l’oro ha recuperato circa metà delle perdite, oscillando nuovamente attorno alla soglia dei 5.000 dollari. A fine gennaio il metallo aveva toccato un massimo storico sopra 5.595 dollari l’oncia, culmine di un rally pluriennale alimentato da acquisti speculativi sempre più intensi. Nei due giorni successivi si era verificata una brusca correzione che aveva riportato le quotazioni quasi a 4.400 dollari, prima di un rimbalzo caratterizzato da elevata volatilità.
Le dinamiche recenti riflettono una fase di consolidamento ordinato e prese di profitto contenute dopo il ritorno sopra i 5.000 dollari successivo ai dati sull’inflazione Usa, osserva Hebe Chen di Vantage Markets. Il quadro di liquidità è reso più sottile dalla chiusura dei mercati cinesi per il Capodanno lunare, con scambi asiatici meno profondi del consueto. Negli ultimi mesi la domanda di metalli preziosi in Cina è stata particolarmente sostenuta, spingendo le autorità di Shenzhen a lanciare un avvertimento contro attività illegali di trading sull’oro, incluse applicazioni che offrono leva finanziaria agli investitori retail e dirette online per promuovere la vendita di lingotti.
Numerose banche restano orientate verso una ripresa del trend rialzista, ritenendo ancora validi i fattori strutturali alla base del movimento pluriennale: tensioni geopolitiche, interrogativi sull’indipendenza della Fed e una progressiva riallocazione dei portafogli lontano da valute e titoli di Stato. ANZ Group prevede che il metallo possa raggiungere 5.800 dollari l’oncia nel secondo trimestre, allineandosi ad altre istituzioni finanziarie che stimano prezzi più elevati nei prossimi mesi.
In prospettiva, la struttura di fondo rimane solida. L’oro continua a mostrare resilienza in un contesto macro stabile ma non destabilizzante, con livelli tecnici di supporto che restano intatti, sottolinea Chen. Anche i mercati statunitensi restano chiusi per la festività del Presidents’ Day, contribuendo a un avvio di settimana più cauto per le contrattazioni.
DATI MACRO IN ARRIVO
In area euro l’attenzione si concentra oggi sulla produzione industriale di dicembre, attesa in calo dell’1,5% su base mensile e in crescita dell’1,3% su base annua, dopo il +0,7% m/m e il +2,5% a/a registrati a novembre. Nei prossimi giorni il focus si sposterà sulle letture flash dei Pmi di Francia, Germania e dell’intero blocco, con stime orientate verso un lieve miglioramento del quadro congiunturale.
Da Banca d’Italia sono attesi i dati sulla distribuzione dei titoli di Stato in portafoglio a investitori retail ed esteri nel mese di novembre, insieme al livello del debito delle amministrazioni pubbliche di dicembre. In ottobre il controvalore dei titoli detenuti sia dagli investitori esteri sia dal comparto retail aveva raggiunto un nuovo massimo dall’introduzione dell’euro. A novembre il debito pubblico ha registrato una lieve flessione, restando comunque in prossimità dei livelli record.
Negli Stati Uniti, tra i numerosi indicatori in agenda questa settimana, i più seguiti sono il Pce core di dicembre, misura dell’inflazione osservata con particolare attenzione dalla Fed, la stima advance del Pil del quarto trimestre e i Pmi di febbraio, che contribuiranno a definire le prospettive di crescita e politica monetaria.
AZIONARIO, EUROPA MEGLIO DI USA IN PROSPETTIVA
Quest’anno il contributo negativo delle valutazioni risulta particolarmente significativo, anche al di fuori degli Stati Uniti. Tra le principali aree geografiche, spiega Moneyfarm, l’azionario europeo presenta nel complesso prospettive più favorevoli rispetto a Stati Uniti e Mercati Emergenti. Tutte le aree geografiche presentano rendimenti attesi inferiori rispetto allo scorso anno.
ULTIME NEWS SUI TITOLI
Le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
PIRELLI. Il principale azionista Sinochem starebbe valutando l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile avente come sottostante una quota compresa tra il 10% e il 15% della propria partecipazione nel gruppo degli pneumatici. L’operazione avrebbe l’obiettivo di ridurre in modo temporaneo la presenza nel capitale e aggirare possibili limitazioni alla commercializzazione di alcuni prodotti sul mercato statunitense, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.
ENI. Venerdì gli Stati Uniti hanno alleggerito le sanzioni nei confronti del comparto energetico venezuelano, concedendo due licenze generali che permettono alle grandi compagnie internazionali di riattivare le attività oil&gas nel Paese membro dell’Opec e ad altre società di negoziare nuovi contratti di investimento. Nella stessa giornata l’agenzia petrolifera angolana Anpg ha annunciato una nuova scoperta nel Blocco 15/06, gestito da Azule Energy, joint venture tra BP ed Eni.
MPS. In seguito alle dimissioni del consigliere Stefano Di Stefano, il consiglio di amministrazione ha designato l’indipendente Raffaele Oriani quale nuovo membro del Comitato Rischi e Sostenibilità.
STELLANTIS. Il gruppo automobilistico sta reintroducendo in modo graduale versioni diesel di almeno sette modelli tra auto e veicoli commerciali leggeri in Europa, segnando un riposizionamento rispetto alla precedente enfasi sui veicoli elettrici.
INTERPUMP. Il titolo ha archiviato la seduta con un crollo del 18% dopo la pubblicazione dei risultati 2025, leggermente inferiori alle attese, e di una guidance 2026 che non ha convinto il mercato.
EUROGROUP LAMINATIONS. La società ha annunciato la risoluzione degli accordi comunicati il 28 luglio tra il socio di riferimento Ems e il fondo cinese FountainVest, a seguito dell’interruzione dell’iter autorizzativo in India per la complessità del processo e dell’assenza di soluzioni alternative. La società ha precisato di non essere parte dei contratti tra Ems e FountainVest, che avrebbero comportato un cambio di controllo e un successivo delisting tramite Opa, aggiungendo che lo stop all’operazione non modifica le prospettive industriali e finanziarie.
INDUSTRIE DE NORA. È stato sottoscritto un Memorandum of Understanding vincolante per una fornitura del valore di 10 milioni di euro relativa a un sistema di elettrolisi ad alta capacità destinato al futuro impianto statunitense di raffinazione di composti di litio battery-grade pianificato da Tuleva.
SANLORENZO. Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento del 3,2% e un utile netto pari a 107,4 milioni, in crescita del 4,2%. La raccolta ordini ha registrato un progresso del 16% raggiungendo 943,1 milioni.
ANTARES VISION. Prende il via oggi il periodo di adesione all’Opa obbligatoria lanciata da Crane NXT, che resterà aperto fino al 6 marzo.
LANDI RENZO. La società ha ottenuto un’estensione di ulteriori 180 giorni della procedura di composizione negoziata della crisi, con l’obiettivo di completare il percorso di ristrutturazione in atto.
A livello internazionale sono da monitorare:
WARNER BROS DISCOVERY. Il gruppo media starebbe valutando la riapertura delle trattative per una possibile cessione con Paramount Skydance, dopo aver ricevuto una nuova proposta migliorativa da parte del potenziale acquirente ostile, secondo fonti vicine al dossier.
A2 MILK. Il distributore neozelandese di latte in polvere per l’infanzia ha riportato un incremento degli utili nel primo semestre e ha rivisto al rialzo le previsioni di ricavi per l’intero esercizio, sostenuto dal rafforzamento delle vendite in Cina. Le azioni hanno registrato un rialzo.
QUBE HOLDINGS. Un consorzio guidato da Macquarie Asset Management ha raggiunto un accordo per l’acquisizione della società in un’operazione dal valore di circa 11,7 miliardi di dollari australiani, pari a 8,3 miliardi di dollari statunitensi.
MINIMAX GROUP. Il titolo ha messo a segno un balzo fino al 25% nella seduta di lunedì, portando il progresso complessivo a oltre il 400% dalla quotazione avvenuta a Hong Kong all’inizio dell’anno.

di Francesco Sicuro













































