Start&Stock: tregua fragile in Medio Oriente, droni intercettati e nuove minacce militari

Start&Stock: tregua fragile in Medio Oriente, droni intercettati e nuove minacce militari

Apertura europea vicino alla parità e futures Usa in lieve calo dopo una lunga serie positiva, mentre il petrolio torna a salire e raffredda il clima di fiducia. I dubbi sulla tenuta della tregua tra Stati Uniti e Iran pesano sul sentiment, con segnali di tensione su Hormuz e nuove minacce militari. Nonostante ciò, il quadro resta meno critico rispetto ai giorni precedenti, con aspettative di de-escalation ancora presenti. I mercati restano sensibili agli sviluppi geopolitici e alle indicazioni delle banche centrali, mentre petrolio e oro riflettono un equilibrio ancora fragile.

STATI UNITI, ASIA ED EUROPA

Lo Stoxx Europe 600 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un rialzo dello 0,2%. Negativi, invece, i futures sull’S&P 500 (-0,2%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,2%), segnalando una possibile pausa dopo sei rialzi consecutivi.

Le quotazioni del petrolio tornano a salire nelle prime ore della giornata, mentre restano dubbi sulla tenuta della tregua annunciata tra Stati Uniti e Iran. Il movimento contribuisce a raffreddare il clima positivo visto nelle ultime sedute. In Asia arretrano Nikkei (-0,8%), Kospi (-1,6%), CSI 300 (-0,6%) e Hang Seng (-0,4%).

A pesare sono le crescenti indicazioni che il cessate il fuoco sia fragile. Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno riferito di aver intercettato droni provenienti dall’Iran, mentre il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha denunciato la violazione di tre punti dell’accordo. Le Guardie Rivoluzionarie hanno minacciato una risposta dura in caso di prosecuzione degli attacchi israeliani in Libano, e secondo l’agenzia Fars il transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz sarebbe stato sospeso per le operazioni militari in corso. Elementi che alimentano i timori sulla durata di una tregua limitata a due settimane.

Sul piano politico, Donald Trump ha ribadito che le forze statunitensi resteranno operative nell’area fino al pieno rispetto di un accordo definitivo, avvertendo che in caso contrario l’azione militare sarà ancora più intensa. In un altro intervento ha criticato la NATO e rilanciato dichiarazioni su Groenlandia e alleati europei, riaccendendo ricordi di precedenti fasi di tensione sui mercati globali.

Nonostante le incertezze, rispetto alle ore precedenti lo scenario appare meno teso. La tregua ha comunque ridotto i rischi di uno shock stagflattivo e ha alimentato aspettative di de-escalation. Segnali di progresso arrivano anche dalla diplomazia, con la Casa Bianca che ha annunciato l’invio del vicepresidente JD Vance a Islamabad per un primo round di negoziati previsto nel fine settimana.

La reazione dei mercati resta significativa. In Europa lo Stoxx 600 (+3,9%) ha segnato la miglior performance dal 2022, riportando l’indice paneuropeo a poco più del 3% dai massimi storici precedenti al conflitto. Negli Stati Uniti lo S&P 500 (+2,5%) ha esteso la serie positiva a sei sedute e si è riportato a meno del 3% dai massimi storici. L’indice di volatilità VIX è sceso a 21, sui minimi dall’inizio delle tensioni.

Forte anche il rimbalzo degli asset emergenti, con l’indice MSCI Emerging Markets (+5,5%) al miglior risultato dai picchi di volatilità del marzo 2020. Sul mercato valutario, il dollaro (-0,7%) ha registrato la terza seduta consecutiva di ribasso, evento che non si verificava dall’inizio del conflitto.

Le minute della Federal Reserve, diffuse ieri in serata, relative alla riunione di metà marzo evidenziano un orientamento più restrittivo tra i membri del board, con un numero crescente di banchieri centrali che considera necessari ulteriori rialzi dei tassi per contenere un’inflazione ancora superiore al target del 2%, anche alla luce delle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. Dopo la pubblicazione dei verbali, i Treasuries statunitensi hanno parzialmente ridotto i guadagni, mantenendo comunque un andamento più stabile rispetto ai titoli di Stato europei.

Sul fronte delle aspettative, i mercati monetari mostrano un deciso riposizionamento negli Stati Uniti: gli operatori prezzano ora un allentamento complessivo limitato a 7 punti base entro fine anno da parte della Fed, in netto calo rispetto ai circa 50 punti base attesi a fine febbraio. In Europa, la probabilità di un rialzo della Bce nel breve termine è diminuita sensibilmente, passando dal 68% prima della tregua al 32% a fine seduta, fino al 29% nelle prime ore di oggi.

SPREAD ED EMISSIONI

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,71%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 76 punti base. Il quadro riflette la reazione al cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha innescato una discesa marcata dei rendimenti nell’area euro. In questo contesto, i Btp hanno registrato il calo giornaliero più ampio da febbraio 2023, mentre il differenziale si è ridotto ieri dagli 89 punti base.

Il Tesoro offre questa mattina 10 miliardi di euro in Bot, suddivisi tra titoli a 12 mesi per 7,5 miliardi e a 3 mesi per 2,5 miliardi, in un contesto di mercato che resta influenzato dalle recenti dinamiche dei rendimenti. Sul mercato grigio, il Bot con scadenza 14 aprile 2027 indicava ieri un rendimento intorno al 2,52%, in rialzo rispetto al 2,372% dell’asta di metà marzo, livello che, se confermato, rappresenterebbe il più elevato da inizio 2025 o da novembre 2024.

Sempre il Tesoro ha annunciato ieri sera che nell’asta a medio-lungo termine di venerdì metterà a disposizione fino a 8 miliardi di euro, includendo anche un nuovo Btp a sette anni.

In parallelo si muove la Spagna, che propone un’emissione complessiva fino a 6 miliardi di euro su tre scadenze, 2029, 2031 e 2036, a cui si aggiunge un ulteriore collocamento fino a 750 milioni di euro su un titolo indicizzato con scadenza 2036.

PETROLIO

Il petrolio risale con gli investitori dubbiosi sulla tenuta del cessate il fuoco in Medio Oriente. Ieri il greggio è crollato sotto la soglia dei 100 dollari al barile a seguito dell’annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, un accordo che dovrebbe interrompere la campagna militare americano-israeliana in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. Il Brent si muove in area 99 dollari, mentre il West Texas Intermediate scambia a 97 dollari. Il presidente Donald Trump precisa che il cessate il fuoco è subordinato alla riapertura dello stretto e rappresenta un passaggio necessario per finalizzare un’intesa definitiva.

L’Iran accetta la proposta di cessate il fuoco avanzata dal Pakistan, con la possibilità di garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso Hormuz per due settimane in coordinamento con le forze armate, come dichiarato dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Anche Israele aderisce alla pausa delle ostilità, secondo quanto riferito da fonti della Casa Bianca. Il piano prevede inoltre la possibilità per Iran e Oman di applicare tariffe alle imbarcazioni in transito nello stretto, mentre gli Stati Uniti si impegnano a gestire il traffico accumulato nell’area. Delegazioni di Washington e Teheran sono attese a Islamabad per proseguire i negoziati verso un accordo definitivo.

Il mercato reagisce con forza, riflettendo un rapido ridimensionamento del premio per il rischio geopolitico. Secondo alcune valutazioni, un ritorno sotto gli 80 dollari al barile richiederebbe sviluppi estremamente favorevoli, mentre eventuali criticità nei colloqui potrebbero riportare rapidamente le quotazioni sopra i 100 dollari.

La quasi totale chiusura dello stretto, che in condizioni normali convoglia circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto, ha destabilizzato i mercati energetici. Nonostante il recente calo, il WTI resta in rialzo di oltre il +40% rispetto all’inizio del conflitto a fine febbraio. Le stime indicano che le restrizioni ai flussi potrebbero aver sottratto al mercato oltre 9 milioni di barili al giorno di produzione nel mese di aprile.

Il ritorno di segnali distensivi innesca un’immediata reazione degli operatori, con un forte aumento dei volumi scambiati: circa 240.000 contratti Brent passano di mano nella prima ora di negoziazione, livelli ben superiori alla media abituale. Gli operatori fisici mantengono un atteggiamento prudente, in attesa di conferme sulla tenuta dell’accordo prima di riprendere le operazioni nel Golfo, mentre gli armatori segnalano la necessità di verificare la sicurezza delle rotte prima di inviare nuove petroliere. Attualmente oltre 800 navi risultano bloccate nell’area a causa del conflitto.

Le prospettive restano legate alla solidità dell’intesa e ai dettagli operativi della tregua. Ulteriori chiarimenti potrebbero favorire un’estensione del calo dei prezzi, anche se il comportamento dell’Iran nelle prossime fasi sarà determinante per valutare la sostenibilità della discesa delle quotazioni. L’annuncio del cessate il fuoco arriva a ridosso della scadenza fissata da Trump per la riapertura dello stretto, preceduta da settimane di escalation e minacce di bombardamenti su larga scala.

ORO

Il prezzo dell’oro è poco mosso in area 4.700 dollari l’oncia dopo l’annuncio di ieri di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, un’intesa destinata a favorire il completamento dei negoziati per la fine del conflitto che ha scosso i mercati globali. Donald Trump comunica la sospensione dei bombardamenti poco prima della scadenza fissata per un’azione militare su larga scala, indicando la riapertura dello Stretto di Hormuz come condizione centrale dell’accordo, mentre Teheran segnala che il passaggio sicuro delle navi è possibile per due settimane.

Il contesto macro resta complesso. La guerra, giunta alla sesta settimana, ha alimentato il rialzo dei prezzi energetici e rafforzato i timori inflazionistici, aumentando la probabilità che le banche centrali rinviino eventuali tagli dei tassi o valutino nuove strette. Gli operatori obbligazionari si attendono una Fed orientata a mantenere i tassi invariati per il resto dell’anno, un fattore che tende a penalizzare un asset privo di rendimento come l’oro.

Dall’inizio delle ostilità a fine febbraio, il metallo giallo registra ancora un calo complessivo di circa il -9%. Il recupero delle ultime sedute si lega alle aspettative di una tregua e alla prospettiva che un rallentamento della crescita globale possa compensare uno scenario di tassi elevati o stabili.

Alla vigilia dell’annuncio del cessate il fuoco, diversi esponenti della Fed segnalano preoccupazioni sia per l’inflazione sia per la dinamica della crescita. Il vicepresidente Philip Jefferson indica che i tassi si collocano in un intervallo neutrale, mentre John Williams sottolinea che le pressioni sui prezzi negli Stati Uniti restano sostanzialmente invariate.

Nel breve periodo, l’andamento dell’oro resta fortemente legato agli sviluppi politici. La tregua offre una finestra di stabilizzazione, ma la sua natura condizionata mantiene elevato il rischio di volatilità. Eventuali tensioni sullo Stretto di Hormuz o segnali di rottura dell’accordo potrebbero riaccendere rapidamente le oscillazioni dei prezzi e riportare pressione sulle quotazioni.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

In agenda una serie di dati rilevanti che offriranno indicazioni sull’andamento delle principali economie, con numeri che riflettono ancora una fase precedente allo shock geopolitico legato al conflitto in Iran.

In Germania l’attenzione si concentra sulla produzione industriale di febbraio, attesa in crescita dello 0,7% su base mensile, insieme ai dati su import ed export, previsti rispettivamente in aumento del 4% e dell’1%, e al saldo della bilancia commerciale, stimato in avanzo per 18,5 miliardi. Indicazioni sul ciclo industriale arrivano anche da Spagna e Grecia, mentre dal Portogallo sono attesi i dati sulla bilancia commerciale.

Negli Stati Uniti il focus è su un pacchetto di indicatori chiave. In arrivo la lettura finale del Pil del quarto trimestre, attesa allo 0,7%, accompagnata dai redditi personali di febbraio, previsti in aumento dello 0,3% su base mensile, e dall’indice dei prezzi Pce core, stimato a +0,4% mese e al 3% su base annua. In uscita anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, attese a 210.000 unità, e la revisione delle scorte all’ingrosso di febbraio.

La Bce pubblica i dati mensili sui reinvestimenti dei titoli nell’ambito dei programmi QE e PEPP, mentre il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, interviene in apertura delle riunioni primaverili del Fmi e della Banca Mondiale.

ULTIME NEWS SUI TITOLI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

ENI, ENEL, LEONARDO, TERNA, ENAV. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa nazionale, è atteso per oggi il deposito delle liste per il rinnovo dei consigli di amministrazione delle principali partecipate, passaggio chiave nella ridefinizione degli equilibri ai vertici.

LEONARDO. Le candidature per la successione all’attuale amministratore delegato entrano nel vivo, con Gianpiero Cutillo, alla guida della divisione elicotteri, e Lorenzo Mariani, oggi in Mbda ed ex condirettore generale del gruppo, indicati tra i principali contendenti, mentre viene citata anche la possibilità di un profilo esterno come terza opzione.

STELLANTIS. La collaborazione industriale con Leapmotor potrebbe ampliarsi includendo anche impianti produttivi in Italia, tra cui quello di Cassino, dopo che erano emerse trattative avanzate con il partner cinese per lo sviluppo congiunto di un Suv elettrico a marchio Opel in Spagna; parallelamente, i costruttori statunitensi segnalano che le norme allo studio a Bruxelles rischiano di escludere i pickup di grandi dimensioni, come Ford F-150, Chevy Silverado e Ram 1500, dal mercato europeo.

MPS. Il gruppo Caltagirone rafforza la propria presenza nel capitale della banca, portando la quota al 13,5% dal precedente 10,3% indicato a fine marzo, attraverso un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro.

ITALGAS. La società ha finalizzato un nuovo finanziamento revolving sustainability linked da 900 milioni di euro con un pool di istituti italiani e internazionali, con una durata fino a cinque anni, rafforzando la propria struttura finanziaria.

ENEL. Via libera definitivo del Senato al decreto bollette che, tra le varie disposizioni, estende al 2038 il termine per la dismissione delle centrali a carbone, inizialmente previsto entro il 2025.

TINEXTA. Avviate le attività preliminari per una fusione con Zinc BidCo nell’ambito del percorso di delisting, dopo che l’offerta pubblica di acquisto promossa dal veicolo controllato da Advent International e Nextalia non ha raggiunto le soglie necessarie per il ritiro automatico dalle negoziazioni.

FERRETTI. Kkcg Maritime risponde alle critiche del consiglio di amministrazione del gruppo della nautica di lusso ribadendo la validità della propria offerta, definita trasparente, con premio e orientata alla creazione di valore per l’insieme degli azionisti.

BRUNELLO CUCINELLI. Il consiglio di amministrazione è convocato per l’approvazione dei ricavi del primo trimestre, seguita da una conference call prevista alle ore 18.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche