Start&Stock: Trump accelera su Hormuz con un piano per sbloccare le navi mentre i negoziati con l’Iran restano in stallo

Start&Stock: Trump accelera su Hormuz con un piano per sbloccare le navi mentre i negoziati con l’Iran restano in stallo

Tensioni tra Stati Uniti e Iran restano al centro dello scenario, con lo Stretto di Hormuz ancora bloccato e un piano di Donald Trump per far transitare alcune navi che solleva dubbi tra gli operatori. L’Europa valuta contromisure ai nuovi dazi Usa sulle auto. Il petrolio resta sostenuto dalle interruzioni dell’offerta, mentre l’oro si stabilizza in un contesto di inflazione elevata e tassi attesi su livelli più alti.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio positivo con il future che segna un rialzo dello 0,5%%. Sulla stessa scia i futures sull’S&P 500 (+0,1%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,3%). Oggi è prevista una giornata di scambi ridotta con Gran Bretagna e Irlanda chiuse per festività, mentre in Asia i listini cinesi sono fermi fino a domani e quelli giapponesi fino al 6 maggio.

Il quadro geopolitico resta dominato dalle tensioni in Medio Oriente, con il conflitto tra Stati Uniti e Iran che continua a rappresentare la principale fonte di rischio per i mercati globali all’inizio della settimana. I segnali di progresso nei negoziati restano limitati e il confronto tra le due potenze appare ancora distante da una soluzione. Donald Trump ha annunciato l’avvio di un’operazione per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz, senza fornire dettagli operativi, mentre i colloqui proseguono su basi fragili. Washington continua a puntare su un accordo nucleare con Teheran, mentre l’Iran insiste per rinviare il dossier atomico e chiede la rimozione preventiva delle restrizioni sui traffici nel Golfo.

La minaccia della Casa Bianca di reintrodurre da oggi dazi al 25% su auto e veicoli commerciali ha colto di sorpresa l’Unione europea. Bruxelles valuta contromisure, tra cui la possibile sospensione dell’accordo raggiunto la scorsa estate in Scozia. Il tema potrebbe entrare nell’agenda dell’Ecofin previsto per domani, in un contesto di relazioni transatlantiche sempre più tese.

L’attenzione si sposta anche sulla Bce, con diversi membri del board pronti a intervenire pubblicamente nel corso della settimana. Le dichiarazioni potrebbero rafforzare le attese di mercato su possibili rialzi dei tassi durante l’estate, alla luce delle indicazioni emerse dall’ultima riunione del Consiglio. Sul fronte macro, riflettori puntati nei prossimi giorni sui prezzi alla produzione dell’Eurozona e sugli indicatori salariali della Bce. Citi prevede un forte aumento del Ppi ad aprile, dopo il +3% registrato dal Cpi nello stesso mese, sostenuto sia dall’energia sia dalle componenti core. Gli indicatori sui salari dovrebbero invece confermare un rallentamento significativo dell’inflazione salariale nel 2026. Unicredit evidenzia come il percorso della politica monetaria resti strettamente legato all’evoluzione della crisi energetica, stimando due rialzi da 25 punti base nel 2026, a giugno e settembre.

L’appuntamento principale della settimana è rappresentato dal report sull’occupazione statunitense di aprile, atteso venerdì. Il consenso indica una creazione di 73.000 nuovi posti di lavoro, dopo mesi caratterizzati da forti oscillazioni. Il dato si inserisce in un contesto segnato da segnali restrittivi della Fed, mentre Kevin Warsh, sostenuto da Trump, si prepara ad assumere la guida dell’istituto, con il presidente che continua a spingere per un allentamento della politica monetaria.

Le tensioni geopolitiche si riflettono anche sul piano diplomatico. Il segretario di Stato americano Marco Rubio è atteso a Roma nei prossimi giorni, in una visita che punta a ricucire i rapporti tra Washington, l’Italia e la Santa Sede dopo le recenti frizioni. In agenda incontri con il cardinale Pietro Parolin e con i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, mentre non è escluso un confronto diretto con la premier Giorgia Meloni. Resta aperto il tema della presenza militare americana in Europa, dopo l’annuncio del ritiro di 5.000 soldati dalla Germania. Crosetto starebbe preparando una missione negli Stati Uniti per approfondire il dossier.

In Europa, attenzione anche alla politica britannica, con le elezioni amministrative di giovedì che potrebbero avere ripercussioni sui mercati. I sondaggi indicano una possibile sconfitta significativa per il partito laburista di Keir Starmer, già sotto pressione per la nomina di Peter Mandelson come ambasciatore negli Stati Uniti. Un eventuale indebolimento della leadership potrebbe alimentare le aspettative per un cambio di guida più favorevole a politiche fiscali espansive.

Sul mercato valutario, lo yen registra un rafforzamento significativo contro il dollaro, con un picco a 155,69 e un guadagno del +0,75% prima di ridurre parte dei progressi. I movimenti, concentrati in pochi minuti intorno alle ore 5 italiane, hanno riacceso le speculazioni su possibili interventi delle autorità giapponesi per sostenere la valuta, già al centro di pressioni nelle ultime settimane.

SPREAD E NUOVE EMISSIONI

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,86%, sui livelli più elevati dal 7 aprile, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 82 punti base.

In Francia, il Tesoro programma una serie articolata di collocamenti di titoli a breve termine, con un’offerta compresa tra 3 e 3,4 miliardi di euro per il Btf 578 con scadenza 2026, affiancata da emissioni tra 100 e 500 milioni di euro per il Btf con scadenza 12 agosto 2026, oltre a una forchetta tra 1,7 e 2,1 miliardi per il titolo con scadenza 18 novembre 2026 e ulteriori 1,8-2,2 miliardi per il Btf con scadenza 21 aprile 2027.

Anche la Germania torna sul mercato con nuove emissioni di titoli a breve, con il Tesoro che offre 2 miliardi di euro di Bubill con scadenza 19 agosto 2026 e ulteriori 3 miliardi di Bubill con scadenza 17 febbraio 2027, confermando un calendario di aste che mantiene elevata l’attenzione degli investitori sull’evoluzione dei rendimenti sovrani europei.

PETROLIO

Il petrolio si stabilizza mentre gli operatori valutano la fattibilità del piano annunciato da Donald Trump per consentire alle navi neutrali di attraversare lo Stretto di Hormuz, in un contesto segnato da nuovi episodi di tensione dopo che una petroliera è stata colpita da proiettili nella zona. Il Brent si mantiene poco sopra i 108 dollari al barile, dopo aver registrato un calo fino al -2,4% in apertura, mentre il West Texas Intermediate si posiziona intorno ai 102 dollari. L’iniziativa statunitense, prevista da oggi, mira a permettere il passaggio delle imbarcazioni rimaste bloccate a causa della guerra con l’Iran, secondo quanto indicato dallo stesso presidente.

Un episodio rilevante riguarda una petroliera colpita a 78 miglia nautiche a nord di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, come segnalato dalla UK Maritime Trade Operations. L’imbarcazione non è stata identificata, ma l’equipaggio risulta al sicuro. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti utilizzeranno “ogni sforzo possibile” per garantire l’uscita in sicurezza di navi e equipaggi dallo stretto, sottolineando che molte compagnie non intendono riprendere le operazioni finché l’area non sarà nuovamente sicura per la navigazione.

Il comando centrale statunitense ha confermato la disponibilità a fornire supporto militare con cacciatorpediniere, aerei e droni, anche se secondo il Wall Street Journal il piano non prevede al momento scorte dirette della marina. Washington ha inoltre istituito una zona di sicurezza rafforzata a sud del corridoio di traffico marittimo, suggerendo alle navi di transitare nelle acque territoriali dell’Oman, come indicato dal Joint Maritime Information Center.

Il greggio ha registrato un forte rialzo nel corso dell’anno, raggiungendo la scorsa settimana i livelli più alti dal 2022, in un contesto in cui il conflitto ha stravolto gli equilibri dei mercati globali, alimentando timori di rallentamento economico e inflazione elevata. Il movimento dei prezzi è sostenuto da un doppio blocco dello Stretto di Hormuz, con Teheran che impedisce l’uscita delle navi dal Golfo Persico e gli Stati Uniti che intercettano le imbarcazioni dirette verso i porti iraniani.

Secondo Haris Khurshid, chief investment officer di Karobaar Capital, il mercato mostra una crescente diffidenza verso le dichiarazioni di Trump, evidenziata dal fatto che il calo iniziale delle quotazioni non ha trovato continuità, segnale che gli operatori non considerano il piano in grado di modificare in modo sostanziale lo scenario attuale.

Nelle sue dichiarazioni, Trump ha anche evocato la possibilità di una risposta militare nel caso in cui l’Iran tenti di bloccare il passaggio delle navi, aggiungendo che sono in corso discussioni definite “molto positive” con Teheran, senza fornire ulteriori dettagli. Dall’altra parte, la reazione iraniana appare fredda: secondo Al Mayadeen, che cita Ebrahim Azizi, presidente della commissione sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, qualsiasi intervento statunitense nello stretto rappresenterebbe una violazione del cessate il fuoco.

Il blocco imposto dagli Stati Uniti punta a colpire direttamente la principale fonte di entrate dell’economia iraniana, costringendo a una riduzione dell’offerta di petrolio. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha indicato che la chiusura dei pozzi potrebbe iniziare già “dalla prossima settimana”, a causa della saturazione delle capacità di stoccaggio del Paese.

Il conflitto, esploso a fine febbraio dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è stato presentato da Washington come un’azione per contenere i rischi legati al programma nucleare di Teheran. Già a inizio marzo Trump aveva dichiarato l’intenzione di garantire il passaggio sicuro delle petroliere attraverso scorte navali.

Gli analisti di ANZ Group sottolineano che le perdite di offerta continuano ad aumentare ogni giorno in cui lo Stretto di Hormuz resta chiuso, mentre la risposta della domanda resta contenuta. Questo squilibrio sta determinando una riduzione significativa delle scorte, in gran parte non visibili al mercato, con il rischio di un aggiustamento inevitabile che potrebbe tradursi in prezzi più elevati o carenze di prodotti energetici.

Nel fine settimana, l’OPEC+ ha approvato un incremento simbolico delle quote produttive per il mese di giugno, con l’obiettivo di trasmettere un segnale di continuità operativa dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti, che hanno ribadito i propri piani di espansione della produzione.

ORO

L’oro si mantiene stabile dopo la seconda flessione settimanale consecutiva, con gli operatori che seguono da vicino gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e il piano annunciato da Donald Trump per accompagnare alcune navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il metallo prezioso si attesta intorno ai 4.620 dollari l’oncia, in un contesto caratterizzato da segnali contrastanti sul fronte geopolitico.

Il presidente americano ha dichiarato in un messaggio sui social che gli Stati Uniti inizieranno da oggi a guidare alcune imbarcazioni non coinvolte nel conflitto fuori dallo stretto, facendo riferimento anche a “discussioni positive” con Teheran. Le dichiarazioni arrivano dopo che lo stesso Trump, nella giornata di sabato, aveva indicato come l’ultima proposta iraniana di pace potrebbe non essere sufficiente a soddisfare le richieste di Washington.

Il protrarsi del conflitto continua a sostenere i prezzi dell’energia, riducendo le aspettative di un allentamento della politica monetaria da parte delle banche centrali, fattore che pesa su un asset privo di rendimento come l’oro. Dall’inizio della guerra a fine febbraio, il metallo registra una flessione di circa il -12%, riflettendo l’impatto combinato di inflazione elevata e tassi attesi su livelli più alti.

L’attenzione degli operatori si concentra anche sui prossimi appuntamenti macroeconomici, a partire dall’annuncio del Dipartimento del Tesoro statunitense sui piani di finanziamento per il trimestre successivo, oltre agli interventi dei membri della Fed e a un calendario ricco di dati economici, culminante con le statistiche mensili sull’occupazione. Questi elementi sono destinati a fornire indicazioni rilevanti sull’evoluzione dei tassi e sull’andamento del deficit pubblico degli Stati Uniti.

Nonostante la debolezza recente, molti analisti mantengono una visione costruttiva sul medio-lungo periodo per l’oro, sostenuta dalla domanda strutturale. I dati più recenti del World Gold Council evidenziano che le banche centrali hanno incrementato le riserve al ritmo più rapido da oltre un anno nel primo trimestre, mentre Tether Holdings ha proseguito gli acquisti consolidando la propria posizione come principale detentore privato di oro a livello globale al di fuori di banche e Stati sovrani.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

In Italia, il dato sul Pmi manifatturiero di aprile è atteso a 51,9 alle 9:45, in miglioramento rispetto al 51,3 di marzo e segnale di una tenuta dell’attività produttiva. Un ulteriore aggiornamento sullo stato dell’economia arriverà in serata con i dati sulle immatricolazioni auto di aprile alle 18:00 diffusi dal Ministero dei Trasporti e con il fabbisogno del settore statale comunicato dal Tesoro.

In Europa, la mattinata è scandita dalle letture finali degli indici Pmi manifatturieri. In Francia il dato definitivo di aprile è previsto alle 9:50 a 52,8, mentre in Germania è atteso alle 9:55 a 51,2. In Spagna, la rilevazione delle 9:15 dovrebbe attestarsi a 49,5, indicando una fase ancora debole. In Grecia, il dato sarà pubblicato alle 10:00. In area euro, la lettura finale delle 10,00 è stimata in 52,2, in linea con il preliminare, seguita alle 10:30 dall’indice Sentix di maggio atteso a -21,0, indicatore del clima di fiducia degli investitori.

Negli Stati Uniti, il focus si sposta sul pomeriggio con la revisione dei beni durevoli di marzo alle 16:00 e con gli ordini all’industria, attesi in crescita dello 0,5% su base mensile. Sul fronte delle banche centrali, è previsto l’intervento del presidente della Fed di New York John Williams alle 18:50, momento rilevante per cogliere indicazioni sull’orientamento della politica monetaria.

Oggi Gran Bretagna e Irlanda restano fermi per festività, mentre in Asia i listini cinesi sono chiusi fino a domani e quelli giapponesi fino al 6 maggio, riducendo temporaneamente la liquidità globale e l’attività degli operatori.

ULTIME NEWS SUI TITOLI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

STELLANTIS, FERRARI. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di portare al 25% i dazi sulle auto e sui camion importati dall’Unione europea, accusando Bruxelles di non rispettare gli accordi commerciali esistenti.

MONTEPASCHI, GENERALI. Leonardo Maria Del Vecchio ha siglato un’intesa per acquisire le quote detenute dai fratelli Paola e Luca, arrivando così a detenere il 37,5% della holding Delfin, secondo quanto riportato da diversi quotidiani. Delfin rappresenta il principale azionista di Monte dei Paschi di Siena e il secondo maggiore azionista di Generali.

MONTEPASCHI. La Consob avrebbe avviato verifiche sulla tempistica della convocazione del primo consiglio di amministrazione, fissato otto giorni lavorativi dopo l’assemblea che ha rinnovato il board, in contrasto con la prassi che prevede una riunione immediata. L’autorità starebbe inoltre richiedendo chiarimenti sulla richiesta avanzata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, durante il consiglio del 23 aprile, di riottenere con urgenza le deleghe revocate, senza una documentazione che ne spiegasse le motivazioni.

FERRETTI. Il gruppo KKCG vede per Ferretti un ruolo di aggregatore nel comparto della nautica da diporto e punta a rafforzarne la presenza anche nel settore della difesa. Lo ha dichiarato Karel Komarek, presidente della società ceca e secondo maggiore azionista del gruppo, con l’obiettivo di ottenere il controllo del consiglio di amministrazione.

GENERALI, BANCA GENERALI. Il gruppo assicurativo esprime soddisfazione per la partecipazione in Banca Generali, pur lasciando aperta la possibilità di proseguire la collaborazione anche in assenza del controllo diretto. Lo ha affermato l’amministratore delegato Philippe Donnet nel corso di un’audizione alla commissione bancaria del Senato.

TIM. La società ha comunicato il verificarsi delle condizioni necessarie per procedere alla riduzione del capitale sociale e alla conversione, sia facoltativa sia obbligatoria, delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.

RECORDATI. Il fondo belga GBL si posiziona come principale candidato a entrare come co-investitore accanto a CVC Capital Partners nell’offerta pubblica di acquisto sul gruppo farmaceutico italiano, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore. CVC potrebbe inoltre cedere quote di minoranza alla famiglia Recordati, all’Abu Dhabi Investment Authority e alla Caisse de dépôt et de placement du Québec.

STMICROELECTRONICS. Il gruppo ha annunciato un piano di investimenti pari a 1,4 miliardi di euro entro il 2027 per lo stabilimento di Agrate e a 2,4 miliardi entro il 2028 per il sito di Catania, come dichiarato dall’amministratore delegato Jean-Marc Chery in un’intervista.

ITALGAS. L’amministratore delegato Paolo Gallo ha indicato la necessità di rilanciare l’esplorazione di idrocarburi in Italia e di puntare sul biometano. Ha inoltre spiegato che l’intelligenza artificiale contribuirà già dal 2026 a generare ulteriori sinergie per 90-100 milioni di euro, oltre ai 250 milioni complessivi previsti dopo la fusione con Si Rete Gas.

BANCA SISTEMA. L’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Banca CF+ prenderà il via l’11 maggio alle 8.30 e si concluderà il 12 giugno alle 17.30. Il corrispettivo complessivo è pari a 1,89 euro per azione, composto da una parte in contanti di 1,432 euro e da una componente in azioni Kruso Kapital.

OPS. Borsa Italiana ha comunicato la sospensione dalle negoziazioni delle azioni della società.

UNICREDIT. È prevista per oggi alle 10.00 l’assemblea straordinaria dedicata all’aumento di capitale.

NEWPRINCES. Si terrà alle 12.00, in seconda convocazione, l’assemblea degli azionisti.

A livello internazionale sono da monitorare:

GAMESTOP. La società sta valutando una proposta per acquisire eBay per un valore di circa 56 miliardi di dollari tra contanti e azioni, in un’operazione che rappresenterebbe un tentativo ambizioso da parte di Ryan Cohen di assumere il controllo di un gruppo dell’e-commerce di dimensioni molto superiori.

THYSSENKRUPP. Il gruppo ha comunicato, insieme a Jindal Steel International, la decisione di sospendere i colloqui relativi all’ingresso della società indiana nel capitale della divisione acciaio.

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