Start&Stock: Trump annuncia la tregua tra Israele e Libano, nuovi spiragli nei colloqui con Teheran

Start&Stock: Trump annuncia la tregua tra Israele e Libano, nuovi spiragli nei colloqui con Teheran

Le tensioni in Medio Oriente continuano a condizionare il quadro internazionale. L’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano ha riacceso le speranze di una soluzione più ampia che coinvolga anche Iran e Stati Uniti, ma gli attacchi registrati in Kuwait e le operazioni militari nell’area dello Stretto di Hormuz confermano la fragilità della situazione. Sul piano diplomatico proseguono i contatti tra Washington, Teheran e gli alleati regionali, mentre l’Unione europea accelera sul percorso di adesione di Ucraina e Moldova e apre a una maggiore flessibilità sulle spese energetiche richieste dall’Italia.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso del -0,4%. Deboli anche i futures sull’S&P 500 (-0,4%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,5%).

Israele e Libano hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco, secondo quanto annunciato dall’amministrazione di Donald Trump, alimentando nuove aspettative su una possibile intesa più ampia nel confronto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. La situazione resta complessa, con Teheran che continua a collegare il negoziato con Washington alla cessazione delle ostilità sul fronte libanese. Nelle stesse ore, l’Iran ha colpito il Kuwait mentre le forze statunitensi conducevano operazioni militari nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz.

Secondo il Dipartimento di Stato americano, la tregua relativa al conflitto con l’Iran è subordinata a una cessazione totale delle attività militari da parte di Hezbollah e al ritiro dei combattenti a sud del fiume Litani. Si tratta di condizioni già previste in un precedente accordo che non era riuscito a interrompere gli scontri.

In Kuwait, attacchi condotti con droni e missili hanno colpito l’aeroporto e alcune sedi diplomatiche, provocando un morto e oltre 60 feriti. Teheran ha respinto le accuse di un coinvolgimento diretto, mentre Washington sostiene che si sia trattato di un’azione deliberata.

Donald Trump ha confermato di aver definito “pazzo” il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la determinazione con cui Israele ha proseguito le operazioni militari in Libano. Il presidente statunitense ha inoltre affermato che l’Iran avrebbe accettato di rinunciare allo sviluppo di armi nucleari e ha dichiarato di non escludere un incontro con Mojtaba Khamenei.

In un’intervista rilasciata a CNBC, Benjamin Netanyahu ha spiegato di condividere con Donald Trump gli elementi principali della strategia nei confronti di Teheran, sostenendo che l’Iran risulti oggi indebolito nonostante il conflitto resti ancora aperto.

Sul piano diplomatico, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato che Donald Trump parteciperà al prossimo vertice della Nato, in programma il 7 e l’8 luglio ad Ankara, che riunirà i capi di Stato e di governo dell’Alleanza.

Intanto l’Unione europea ha compiuto un nuovo passo nel percorso di allargamento. Secondo quanto comunicato da Kiev, gli Stati membri hanno approvato la prima fase dei negoziati di adesione con Ucraina e Moldova.

La premier ucraina Yulia Svyrydenko ha scritto su X che tutti i Paesi dell’Unione hanno dato il via libera all’apertura del cosiddetto primo cluster negoziale, definendo la decisione un progresso significativo verso l’obiettivo dell’ingresso nell’Ue.

Anche Cipro, che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, ha confermato l’avvio delle procedure preparatorie necessarie all’apertura formale dei negoziati.

L’avanzamento del processo è stato possibile grazie all’accordo raggiunto tra Ungheria e Ucraina, che ha consentito di superare una lunga controversia legata ai diritti della minoranza ungherese presente sul territorio ucraino.

Sul versante italiano, il pacchetto economico di primavera presentato dalla Commissione europea contiene un’apertura parziale alle richieste avanzate dall’Italia in materia di flessibilità fiscale. Bruxelles ha infatti deciso di includere una quota delle spese energetiche tra quelle ammesse alla deroga prevista dal Patto di stabilità.

La misura riguarda una quota pari allo 0,3% del Pil all’interno dell’1,5% destinato alle spese per la difesa, a condizione che le risorse vengano investite nella transizione energetica e nelle fonti rinnovabili. La deroga sarà valida nel triennio 2026-2028 e prevede un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil.

Questo orientamento riduce le possibilità di una nuova proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando come la Commissione europea abbia accolto la proposta avanzata dal governo italiano, pur mantenendo il Paese sotto procedura per deficit eccessivo.

ASIA

Le Borse asiatiche si muovono in territorio negativo, penalizzate dalla correzione del comparto tecnologico dopo i forti rialzi delle ultime settimane e dalle persistenti incertezze sui negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il clima di cautela segue il pesante calo registrato da Broadcom nell’after hours. Il titolo ha lasciato sul terreno il -11,3% dopo la pubblicazione di ricavi trimestrali inferiori alle attese del mercato e la conferma della guidance sulle vendite legate all’intelligenza artificiale per il trimestre in corso. La reazione negativa degli investitori si è rapidamente estesa ai mercati asiatici, particolarmente esposti al settore dei semiconduttori.

Tra i listini più colpiti figura il Kospi sudcoreano, in ribasso del -1,1%, con Samsung Electronics in calo del -1,1% e SK Hynix in flessione del -2,7%. Entrambi i titoli hanno subito prese di profitto dopo aver recentemente aggiornato nuovi massimi storici.

In Giappone il Nikkei ha ceduto il -1,4%, mentre il Topix ha registrato una flessione del -1%. Anche il mercato nipponico ha risentito delle vendite sui titoli tecnologici e sui produttori di chip. SoftBank ha chiuso in ribasso del -2,3%.

L’attenzione degli investitori resta concentrata anche sulla Bank of Japan, che nella riunione del 16 giugno potrebbe procedere con un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base, portando il costo del denaro all’1%. Secondo le indicazioni emerse nelle ultime settimane, esisterebbe inoltre spazio per ulteriori interventi successivi, alla luce dei crescenti rischi inflazionistici.

L’incertezza legata all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente continua a rappresentare un elemento centrale nelle valutazioni della banca centrale. I membri del board intendono analizzare il maggior numero possibile di dati prima della riunione, rinviando ogni decisione definitiva agli ultimi giorni disponibili.

Secondo alcune fonti citate da Bloomberg, all’interno della Bank of Japan esistono posizioni meno favorevoli a un rialzo dei tassi, ma non in misura tale da compromettere l’esito finale della votazione. I mercati attribuiscono ormai una probabilità dell’88% a una stretta monetaria nel mese di giugno, anche per effetto delle crescenti preoccupazioni che la crisi mediorientale possa alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche.

A sostenere le aspettative di un intervento della banca centrale contribuisce anche la persistente debolezza dello yen, che continua a oscillare in prossimità dei livelli che tra la fine di aprile e l’inizio di maggio avevano spinto le autorità giapponesi a intervenire direttamente sul mercato valutario.

Il governatore Kazuo Ueda aveva già dovuto confrontarsi nella riunione di aprile con tre voti dissenzienti favorevoli a un aumento dei tassi. Nelle settimane successive ha lasciato intendere che la possibilità di una nuova stretta monetaria a giugno resta elevata. Da allora altri due membri del consiglio hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno a un’ulteriore normalizzazione della politica monetaria.

Questi sviluppi suggeriscono che Ueda potrebbe già disporre della maggioranza necessaria all’interno del board, composto da nove membri, qualora decidesse di procedere con un incremento del costo del denaro.

La Bank of Japan presenterà inoltre un aggiornamento dei programmi relativi agli acquisti di titoli di Stato. Attualmente l’istituto centrale sta riducendo gli acquisti di obbligazioni per 200 miliardi di yen a trimestre fino a marzo del prossimo anno.

Secondo alcune fonti, numerosi funzionari ritengono che non vi sia la necessità di mantenere questo ritmo di riduzione anche nell’esercizio fiscale che inizierà ad aprile. Tra le ipotesi allo studio figurano quindi un rallentamento del processo di riduzione degli acquisti o una sua temporanea sospensione.

La questione appare meno urgente rispetto al passato, poiché il mercato obbligazionario giapponese viene ormai considerato più efficiente e in grado di funzionare correttamente anche con una minore presenza della banca centrale.

SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,82%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 78 punti base.

La seduta precedente si è conclusa in territorio negativo sia per il debito italiano sia per quello europeo, in un contesto caratterizzato da aspettative sempre più restrittive sulla politica monetaria della Banca centrale europea.

A otto giorni dalla prossima riunione della Bce, gli operatori considerano ormai quasi certo un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. Le aspettative incorporate nel mercato monetario indicano inoltre due ulteriori strette entro la fine dell’anno, con una probabilità vicina al 65% che Francoforte possa procedere anche con un terzo rialzo.

L’attenzione degli investitori resta concentrata anche sull’intensa attività sul mercato primario dell’Eurozona, dove Francia e Spagna si preparano a collocare complessivamente oltre 20 miliardi di euro di nuovo debito.

Parigi offrirà fino a 14 miliardi di euro attraverso emissioni Oat con scadenze 2026, 2038, 2042 e 2057. Madrid proporrà invece fino a 5,5 miliardi di euro di Bonos con scadenze 2029, 2031 e 2041, oltre a un massimo di 750 milioni di euro del titolo indicizzato all’inflazione con scadenza 2039.

PETROLIO

Il petrolio interrompe la serie di tre rialzi consecutivi e ripiega dopo l’annuncio di un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano, subordinato alla cessazione completa delle ostilità da parte di Hezbollah. La prospettiva di una riduzione delle tensioni regionali elimina uno dei principali ostacoli nei negoziati destinati a porre fine alla guerra con l’Iran.

Il Brent si mantiene intorno a 97 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate tratta in area 96 dollari, dopo avere accumulato un progresso vicino al +10% nelle prime tre sedute della settimana. Secondo una dichiarazione congiunta di Israele, Libano e Stati Uniti, l’intesa entrerà in vigore solo in presenza di una “cessazione completa” degli attacchi da parte di Hezbollah, movimento sostenuto da Teheran.

Washington e Teheran hanno delineato una cornice negoziale per prorogare di due mesi l’attuale tregua e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz. I colloqui continuano però a procedere con difficoltà e nelle ultime settimane si sono registrati nuovi episodi di violenza. L’Iran ha avvertito che potrebbe colpire obiettivi all’interno di Israele qualora proseguissero gli attacchi contro Beirut. A riferirlo è stata l’agenzia semiufficiale Tasnim, che cita dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano. Lo stesso esponente del governo ha sottolineato che i negoziati non hanno ancora prodotto risultati concreti.

Le quotazioni del greggio hanno recuperato terreno dopo la debolezza della scorsa settimana, sostenute dalla ripresa degli scontri che ha ridimensionato le aspettative di un cessate il fuoco duraturo e della riapertura della principale rotta energetica della regione. A rafforzare le tensioni contribuisce anche il progressivo assottigliamento dei margini di offerta a livello globale.

I dati diffusi ieri negli Stati Uniti mostrano che le scorte di greggio presenti a Cushing, in Oklahoma, hub di consegna del WTI, sono diminuite per la sesta settimana consecutiva, avvicinandosi ai livelli minimi considerati necessari per il regolare funzionamento del mercato.

Anche se il cessate il fuoco tra Israele e Libano dovesse limitare parte della pressione rialzista nel breve termine, il mercato continua a considerare elevati i rischi finché lo Stretto di Hormuz resterà sostanzialmente chiuso. Robert Rennie, responsabile della ricerca sulle materie prime di Westpac Banking, ritiene che il Brent possa raggiungere quota 130 dollari al barile nel quarto trimestre dell’anno in presenza di un ulteriore restringimento delle scorte. Secondo Rennie, il mercato starebbe sottovalutando la rapidità con cui potrebbe verificarsi un forte irrigidimento dell’equilibrio tra domanda e offerta sia nel comparto del greggio sia in quello dei prodotti raffinati.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto “immediatamente” qualora l’Iran firmasse un memorandum d’intesa per la cessazione delle ostilità. Trump ha aggiunto che alcune aree della via marittima dovrebbero essere bonificate dalle mine, ridimensionando comunque l’impatto di tali minacce sulla navigazione commerciale.

Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare il principale punto di attenzione per gli operatori. Prima dello scoppio della guerra circa un quinto dell’offerta mondiale di greggio transitava attraverso questo passaggio strategico. La sua quasi totale chiusura ha contribuito alla crescita dei prezzi energetici, alimentando timori per una nuova accelerazione dell’inflazione e per un rallentamento dell’attività economica globale.

Gli analisti di Citigroup evidenziano in una nota che il conflitto mediorientale ha spinto le scorte osservabili di prodotti petroliferi al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Secondo la banca americana, le quotazioni del greggio potrebbero orientarsi ulteriormente al rialzo qualora i negoziati tra Stati Uniti e Iran dovessero continuare a perdere slancio.

Sul piano politico interno, la Camera dei Rappresentanti statunitense, a maggioranza repubblicana, ha votato per interrompere il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra con l’Iran, segnale delle crescenti preoccupazioni all’interno del partito di Donald Trump a pochi mesi dalle elezioni di medio termine. La misura non dovrebbe produrre effetti immediati sulle operazioni militari, poiché necessita anche dell’approvazione del Senato. Inoltre, le disposizioni del War Powers Act del 1973 richiamate dalla Camera restano oggetto di controversie giuridiche.

ORO

L’oro recupera terreno dopo l’accordo condizionato raggiunto tra Israele e Libano per un cessate il fuoco, un passo che potrebbe favorire una più ampia soluzione della crisi in Medio Oriente, responsabile negli ultimi mesi di forti tensioni sui mercati energetici globali e di un aumento dei rischi inflazionistici.

Il lingotto arriva a guadagnare fino al +1%, superando quota 4.475 dollari l’oncia e recuperando gran parte delle perdite registrate nella seduta precedente grazie al ritorno degli acquisti sui ribassi. In una dichiarazione congiunta diffusa insieme agli Stati Uniti, Israele e Libano hanno precisato che l’intesa resta subordinata a una “cessazione completa” degli attacchi da parte di Hezbollah, sostenuto dall’Iran.

L’accordo rappresenta l’ultimo tentativo di Washington di mantenere aperto il percorso negoziale con Teheran e arriva dopo la ripresa dei combattimenti registrata ieri, il più grave episodio di escalation dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso aprile. Kuwait e Bahrain sono rimasti coinvolti negli scontri, mentre i nuovi attacchi hanno rischiato di compromettere i negoziati in corso.

Sebbene Stati Uniti e Iran abbiano ormai definito gran parte della struttura di un’intesa per prorogare la tregua e riaprire lo Stretto di Hormuz, il raggiungimento di un accordo definitivo continua a rivelarsi complesso. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che la strategica via marittima verrebbe riaperta “immediatamente” dopo la firma da parte dell’Iran di un memorandum d’intesa, mentre Teheran continua a mostrare resistenze nei confronti delle condizioni poste da Washington.

Le prolungate interruzioni dei flussi energetici attraverso Hormuz hanno sostenuto le quotazioni del petrolio e alimentato le preoccupazioni sull’inflazione globale. Uno scenario che aumenta la probabilità che le principali banche centrali mantengano invariati i tassi d’interesse o procedano con ulteriori rialzi, un contesto generalmente sfavorevole per l’oro, che non offre rendimenti.

Dall’inizio del conflitto alla fine di febbraio, il metallo prezioso ha mostrato un andamento prevalentemente inverso rispetto a quello del petrolio. Dopo il forte calo delle prime settimane di guerra, l’oro continua a trattare circa il -15% al di sotto dei livelli immediatamente precedenti allo scoppio delle ostilità, pur muovendosi da diverse settimane all’interno di un intervallo relativamente ristretto. Dopo tre sedute consecutive di rialzo, il petrolio ha invece registrato una flessione in seguito all’annuncio dell’intesa tra Israele e Libano.

Secondo Hebe Chen, analista di Vantage Markets, le aspettative per un cessate il fuoco tra Israele e Libano hanno contribuito ad attenuare le pressioni provenienti dai rendimenti obbligazionari e dal rafforzamento del dollaro, mentre la recente correzione dell’oro verso una linea di tendenza di lungo periodo ha favorito il ritorno degli investitori interessati ad acquistare sui ribassi.

In assenza di una soluzione più ampia e definitiva del conflitto, le pressioni inflazionistiche sono comunque destinate a rimanere elevate. La presidente della Federal Reserve Bank di Dallas, Lorie Logan, ha dichiarato che potrebbe rendersi necessario un aumento dei tassi d’interesse nel corso dell’anno per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale americana.

Anche gli analisti di TD Securities ritengono che il persistente timore di un’inflazione elevata continui a sostenere le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed almeno entro l’inizio del 2027. Secondo i due esperti, questo scenario rende difficile per l’oro avviare una fase di recupero più consistente.

DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO

L’agenda si apre nel Regno Unito con la pubblicazione delle immatricolazioni di auto di maggio, attese alle 10:00, dato utile per valutare l’andamento della domanda interna e del settore automobilistico britannico.

Nell’Eurozona l’attenzione si concentra sulle vendite al dettaglio di aprile. Le stime indicano una flessione dello 0,3% su base mensile, mentre su base annua è previsto un incremento dello 0,3%. I dati, in uscita alle 11:00, offriranno nuove indicazioni sulla tenuta dei consumi nell’area euro in una fase caratterizzata da inflazione ancora elevata e politica monetaria restrittiva.

Dalla Spagna arrivano alle 9:00 i numeri sulla produzione industriale di aprile corretta per gli effetti di calendario. Il consensus prevede una crescita annua del 2,0%.

Negli Stati Uniti il focus sarà rivolto al mercato del lavoro. Alle 11:30 saranno diffusi i dati Challenger sui licenziamenti di maggio, mentre alle 14:30 verranno pubblicate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione relative alla settimana conclusa il 30 maggio. Gli economisti prevedono 213.000 nuove richieste.

Alla stessa ora saranno diffusi anche i dati rivisti del primo trimestre relativi al costo del lavoro unitario, atteso al +2,5%, e alla produttività, prevista al +0,5%. Indicatori particolarmente monitorati dalla Fed per valutare le pressioni inflazionistiche provenienti dal mercato del lavoro.

Sul fronte delle banche centrali, in Europa è atteso alle 10:00 un intervento della presidente della Bce Christine Lagarde, a pochi giorni dalla riunione di politica monetaria dell’11 giugno.

Negli Stati Uniti parleranno Thomas Barkin, presidente della Federal Reserve di Richmond, alle 14:30, e Mary Daly, presidente della Federal Reserve di San Francisco, alle 19:10.

Nel Regno Unito è previsto alle 17:40 un intervento del governatore della Bank of England Andrew Bailey, seguito con attenzione dagli investitori alla ricerca di indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale britannica.

ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI AZIONARI

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

UNICREDIT. Commerzbank ha reso noto di mantenere un dialogo costante con l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca BaFin in relazione alla recente comunicazione diffusa da UniCredit sulle adesioni all’offerta pubblica di scambio. L’informazione emerge da una lettera interna inviata ai dipendenti dell’istituto tedesco e visionata da Reuters. Da parte sua, UniCredit ha respinto quelle che definisce “insinuazioni prive di fondamento”, ribadendo che le informazioni sulle partecipazioni detenute in Commerzbank corrispondono ai dati comunicati ufficialmente. Successivamente Commerzbank ha chiesto una maggiore trasparenza sull’andamento delle adesioni all’offerta e ha sollecitato BaFin ad avviare un’indagine approfondita, trasmettendo all’autorità i risultati di una propria analisi a supporto della richiesta.

PIRELLI. La società di ricerca Grizzly Research ha comunicato di detenere una posizione ribassista sul titolo del gruppo della bicicletta.

BANCO BPM. L’istituto ha annunciato l’esercizio dell’opzione di rimborso anticipato relativa a un’obbligazione subordinata Tier 2 da 300 milioni di euro collocata nel 2021 con durata decennale.

NEXI. Cassa Depositi e Prestiti detiene una partecipazione complessiva pari al 27,638% del capitale della società. Di questa quota, il 19,638% è rappresentato da diritti di voto effettivi, mentre l’8% deriva da contratti finanziari derivati. L’aggiornamento emerge dalle comunicazioni Consob, che indicano come data dell’operazione il 25 maggio. Nella dichiarazione d’intenti presentata all’autorità di vigilanza, Cdp conferma la volontà di incrementare la propria presenza fino al 29,9% del capitale, precisando di non avere intenzione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto sulla società dei pagamenti digitali.

BPER BANCA. Morningstar DBRS ha migliorato l’outlook sul Long-Term Issuer Rating portandolo a “Positivo” da “Stabile”, mantenendo invariato il rating di lungo termine a “BBB (high)”.

MAIRE. La controllata Tecnimont ha ottenuto un’estensione delle attività già affidate nell’ambito di un grande progetto onshore nel comparto oil & gas. Il valore dei nuovi lavori assegnati ammonta a circa 900 milioni di dollari e si aggiunge all’incarico originario annunciato il 20 maggio.

BF. Gli amministratori indipendenti della società hanno giudicato congruo sotto il profilo finanziario il corrispettivo previsto dall’offerta pubblica di acquisto promossa da Arum e Dompé Holdings, come riportato nel comunicato dell’emittente. Il consiglio di amministrazione ha inoltre approvato una serie di operazioni finalizzate all’acquisizione del 100% di F.lli Martini attraverso la controllata BF International per un valore di 220 milioni di euro. L’operazione sarà realizzata mediante una nuova struttura societaria e verrà finanziata attraverso risorse proprie, linee di credito bancarie e un prestito obbligazionario convertibile.

A livello internazionale sono da monitorare:

TAIWAN SEMICONDUCTOR MANUFACTURING. L’amministratore delegato C.C. Wei ha dichiarato che la domanda di semiconduttori alimentata dall’intelligenza artificiale continuerà a superare l’offerta globale ancora per diversi anni, una dinamica che secondo il manager dovrebbe sostenere la crescita dei ricavi del gruppo.

ALPHABET. La società ha aumentato l’ammontare della raccolta di capitale attraverso emissione di azioni a 84,75 miliardi di dollari, rispetto agli 80 miliardi annunciati soltanto due giorni prima. L’operazione è destinata a finanziare i crescenti investimenti legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

META PLATFORMS. Il gruppo ha iniziato a commercializzare l’accesso ai propri agenti basati sull’intelligenza artificiale alle aziende, aprendo una nuova fonte di ricavi con l’obiettivo di compensare gli ingenti investimenti sostenuti nel settore.

JPMORGAN CHASE. L’amministratore delegato Jamie Dimon discuterà nei prossimi giorni della prevista quotazione in Borsa di SpaceX con migliaia di clienti private della banca appartenenti alla fascia patrimoniale più elevata.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche