Start&Stock: volatilità e AI in primo piano, scatta ipotesi uscita Lagarde prima di fine mandato

Start&Stock: volatilità e AI in primo piano, scatta ipotesi uscita Lagarde prima di fine mandato

Seduta all’insegna della cautela tra Stati Uniti ed Europa, con volatilità in aumento sui titoli legati all’intelligenza artificiale. La Fed mantiene un approccio prudente sui tassi, mentre restano sotto osservazione le indiscrezioni su un possibile addio anticipato della Lagarde alla Bce. In Asia listini in rialzo ma con scambi ridotti per il Capodanno lunare. Petrolio in consolidamento dopo segnali distensivi tra Usa e Iran e oro di nuovo sopra 4.900 dollari in attesa dei verbali della Fed in serata.

STATI UNITI ED EUROPA

L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire poco distante dalla parità con il future che segna un rialzo dello 0,2%. Sulla stessa linea i futures sull’S&P 500 (+0,2%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,2%).

Con il rientro di Wall Street dopo la pausa festiva, la volatilità è tornata a farsi sentire soprattutto sui titoli legati all’intelligenza artificiale, con il VIX che in giornata si è spinto vicino ai massimi da inizio anno, poco sotto quota 23. In quel momento lo S&P 500 e il paniere dei Magnifici 7 segnavano rispettivamente circa -0,9% e -1,5%, toccando i minimi intraday entro un’ora dalla chiusura europea. Nel finale è però scattato un deciso recupero che ha riportato entrambi gli indici in territorio positivo, con chiusure a +0,1% e +0,2%. In Europa le prime indicazioni di tensione sull’AI hanno pesato in avvio, ma il sentiment è migliorato nel corso della seduta. Lo Stoxx 600 ha chiuso a +0,4%, con sovraperformance di immobiliare, sanità e banche. Bene anche Cac 40 +0,5%, Ftse 100 +0,8% e Dax +0,8%.

Sul fronte della Fed, i toni sono rimasti prudenti. Il presidente della Fed di Chicago Goolsbee ha ribadito che serviranno ulteriori segnali di rientro dell’inflazione verso il 2% prima di valutare un allentamento, mentre il governatore Barr ha affermato che sarà probabilmente appropriato mantenere i tassi invariati ancora per qualche tempo. Le attese di tagli sono state leggermente ridimensionate, con circa 60 punti base di riduzioni prezzati per il 2026, in calo di 2,3 punti base nella giornata.

Infine, indiscrezioni riportano che la presidente della Bce Christine Lagarde starebbe valutando di lasciare l’incarico prima della scadenza naturale del mandato nell’ottobre del prossimo anno, con un possibile passo indietro prima delle elezioni francesi dell’aprile 2027 per consentire la nomina del successore da parte dell’attuale maggioranza politica. La Bce ha poi precisato che non è stata presa alcuna decisione in merito, mantenendo aperto un dossier destinato a restare sotto osservazione.

ASIA

I mercati cinesi restano chiusi per l’intera settimana in occasione delle festività legate al Capodanno lunare. In Asia i listini sono in rialzo con volumi contenuti per la chiusura di Cina continentale, Corea del Sud e Hong Kong. Il Nikkei e il Topix recuperano circa +1,2%, mentre l’S&P/ASX 200 +0,5% segna la terza seduta consecutiva positiva. L’S&P/NZD 50 +1,5% rimbalza dopo tre cali, dopo che la banca centrale neozelandese ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 2,25%, ribadendo che l’orientamento della politica monetaria deve restare accomodante per supportare una ripresa economica ancora fragile. Si tratta della prima riunione guidata dalla nuova governatrice Anna Breman.

In Giappone, le esportazioni hanno registrato a gennaio un balzo del 16,8% su base annua, mentre la fiducia del settore manifatturiero è migliorata a febbraio, sostenuta dalla debolezza dello yen.

Le emissioni obbligazionarie del Giappone nell’anno fiscale 2029 sono attese in aumento del 28% rispetto al 2026, secondo un’esclusiva Reuters che attribuisce la crescita ai maggiori costi di finanziamento del debito. Una prospettiva che alimenta interrogativi sulla strategia della premier Sanae Takaichi, intenzionata a varare tagli fiscali senza determinare un’espansione del debito pubblico.

SPREAD ED EMISSIONI

Il Btp decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,37%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 63 punti base.

Nella seduta precedente i titoli di Stato dell’area euro hanno tratto beneficio da un rally globale in un contesto di avversione al rischio che ha sostenuto la domanda per gli asset obbligazionari.

Sul mercato primario, la Germania colloca in mattinata 5,5 miliardi di euro del Bund con scadenza 2036, mentre la Grecia propone titoli di Stato a sei mesi.

PETROLIO

Il petrolio consolida il recente calo dopo i segnali distensivi arrivati dai colloqui tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran, con il premio al rischio sul greggio che si riduce. Il Brent si mantiene poco sopra i 67 dollari al barile, dopo aver chiuso ieri in flessione di quasi il 2%, mentre il West Texas Intermediate (WTI) scambia in area 62 dollari. Teheran ha parlato di un “accordo generale” con Washington sui termini di una possibile intesa, e da parte americana è stato indicato che i negoziatori iraniani torneranno a Ginevra tra due settimane con una nuova proposta.

Nel corso dell’anno il greggio ha registrato un progresso sostenuto dalle tensioni geopolitiche, in particolare quelle legate all’Iran, che hanno superato i timori di un eccesso di offerta globale destinato a pesare sui prezzi. Il confronto con la Repubblica islamica, scossa a gennaio da un’ondata di proteste antigovernative, ha alimentato tra gli operatori il timore di possibili ripercussioni sulla produzione o su snodi cruciali come lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per i flussi energetici, in caso di scontri militari.

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che i colloqui si sono svolti in modo positivo, pur sottolineando che l’Iran non ha ancora riconosciuto le linee rosse fissate dal presidente Donald Trump. I progressi diplomatici si inseriscono in un contesto di rafforzamento delle presenze militari. Teheran ha annunciato la chiusura per alcune ore di una porzione dello Stretto di Hormuz per esercitazioni, mentre gli Stati Uniti hanno inviato una seconda portaerei nell’area.

Parallelamente gli investitori monitorano i negoziati promossi dagli Stati Uniti tra Ucraina e Russia, anch’essi in corso a Ginevra. Le discussioni proseguiranno oggi, secondo un collaboratore del capo negoziatore di Kiev. Un’eventuale soluzione del conflitto potrebbe tradursi in un alleggerimento delle sanzioni contro Mosca e in un aumento dei flussi di petrolio verso i mercati internazionali.

Nelle contrattazioni asiatiche i volumi potrebbero risultare inferiori alla media, con diversi Paesi fermi per il Capodanno lunare, tra cui Singapore, importante hub commerciale, e la Cina, principale importatore mondiale di greggio.

ORO E ARGENTO

L’oro torna sopra quota 4.900 dollari l’oncia, sostenuto dagli acquisti sulla debolezza dopo due sedute consecutive in calo, mentre gli operatori attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed. Il metallo prezioso ha guadagnato fino all’1,3% nelle contrattazioni di oggi, caratterizzate da scambi ridotti con gran parte dei mercati asiatici chiusi per il Capodanno lunare. Nelle due sessioni precedenti il lingotto aveva perso oltre il 3%, complice il rafforzamento del dollaro. Il Dollar Index era salito fino allo 0,4% ieri, prima di ridimensionare i progressi.

Il movimento si inserisce in una fase di forte volatilità. A fine gennaio un rally poderoso aveva spinto l’oro a un massimo storico sopra i 5.595 dollari l’oncia, ma l’accelerazione degli acquisti speculativi aveva surriscaldato il mercato, innescando un rapido arretramento fino a sfiorare i 4.400 dollari nell’arco di due sole sedute. Da allora il metallo ha recuperato quasi metà delle perdite, pur restando sotto la soglia dei 5.000 dollari questa settimana, con oscillazioni ampie e irregolari.

Diverse banche internazionali, tra cui BNP Paribas, Deutsche Bank e Goldman Sachs, prevedono una ripresa del trend rialzista, ritenendo ancora validi i fattori che avevano sostenuto l’ascesa precedente: tensioni geopolitiche elevate, riallocazione degli investimenti lontano da titoli di Stato e valute, oltre ai dubbi sull’indipendenza della Federal Reserve.

Nel breve periodo l’attenzione si concentra sulle indicazioni di politica monetaria statunitense. I verbali della riunione di gennaio, in cui la banca centrale ha lasciato invariati i tassi, saranno diffusi in giornata e potrebbero offrire nuovi spunti sull’orientamento del Comitato. Un contesto più favorevole ai tagli dei tassi rappresenterebbe un sostegno per gli asset privi di rendimento come i metalli preziosi; venerdì l’oro aveva reagito con un rimbalzo temporaneo dopo dati sull’inflazione moderati che avevano rafforzato le attese di un allentamento.

Il governatore della Fed Michael Barr ha dichiarato che i tassi dovrebbero restare invariati “per un certo periodo”, finché non emergeranno segnali più convincenti di un ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee ha invece indicato la possibilità di ulteriori riduzioni nel corso dell’anno, qualora il percorso di discesa dei prezzi proseguisse in linea con le attese.

DATI MACRO IN ARRIVO

In Francia sono attesi alle 8:45 i prezzi al consumo finali di gennaio, con stime per l’indice armonizzato pari a -0,4% su base mensile e +0,4% su base annua. Nel Regno Unito, verranno diffusi i prezzi al consumo di gennaio, attesi a -0,5% mese su mese e +3,0% anno su anno, insieme ai prezzi al dettaglio.

Negli Stati Uniti il calendario prevede alle 14:30 i dati sui beni durevoli di dicembre, le licenze edilizie e l’avvio di nuovi cantieri relativi allo stesso mese. Alle 15;15 saranno pubblicati la produzione industriale di gennaio, stimata in crescita dello 0,4% su base mensile, il tasso di utilizzo della capacità produttiva e la produzione manifatturiera. In serata, alle 22:00, sono attesi i flussi netti di investimento di dicembre e le scorte settimanali di prodotti petroliferi secondo l’API.

In Svezia si riunisce alle 9:00 il board esecutivo della Riksbank. Nella zona euro è previsto un intervento della componente del comitato esecutivo della Bce Isabel Schnabel. Negli Stati Uniti interverrà la vicepresidente della Fed per la Supervisione Michelle Bowman, mentre alle 20:00 saranno diffusi i verbali della riunione del FOMC del 27-28 gennaio, passaggio chiave per comprendere l’orientamento della politica monetaria americana.

GIOCHI 2026, IL VALORE DELLA MEDAGLIA D’ORO DA RECORD OLIMPICO

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Le medaglie dei Giochi Invernali 2026 entrano nella storia non solo per il loro valore sportivo e simbolico ma anche per quello economico. Come si legge in una ricerca di eToro, la medaglia d’oro è la più costosa dell’era moderna in termini di valore intrinseco dei metalli, superando per la prima volta la soglia dei 1.000 euro. Sulla base dei prezzi spot registrati all’apertura dei Giochi, la medaglia, che contiene solo 6 grammi di placcatura in oro su una base di argento e rame, presenta un valore di fusione stimato di 1.678 euro, circa il doppio rispetto a Parigi 2024 e quasi sei volte superiore a Torino 2006.

ULTIME NEWS SUI TITOLI

Le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

ENI. Il gruppo energetico sta esaminando la possibilità di tornare attivo nel trading di petrolio e gas, con l’obiettivo di intercettare margini elevati simili a quelli conseguiti da BP, Shell e TotalEnergies in una fase caratterizzata da forte instabilità dei prezzi legata a fattori geopolitici. L’orientamento emerge da dichiarazioni dell’amministratore delegato Claudio Descalzi riportate dal Financial Times.

EDISON. La società punta a portare l’Ebitda in una forchetta compresa tra 1,7 e 1,9 miliardi di euro entro il 2030, facendo leva sulla crescita delle rinnovabili e sullo sviluppo dei green gas. Nel 2025 l’Ebitda si è attestato a 1,31 miliardi di euro, in flessione rispetto agli 1,71 miliardi del 2024 ma in linea con le indicazioni fornite dal gruppo. È prevista una conference call dedicata ai media alle 9.00.

MPS, MEDIOBANCA, GENERALI. Il consiglio di amministrazione della banca senese ha approvato il progetto di integrazione totale con Mediobanca attraverso una fusione per incorporazione che comporterà la revoca dalla quotazione dell’istituto milanese. Il board di Mediobanca ha preso atto delle deliberazioni adottate da Mps.

BANCO BPM, CREDIT AGRICOLE. L’istituto francese, primo azionista con una quota del 20,1%, sarebbe orientato a presentare una propria lista di minoranza in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione della banca partecipata; secondo la stampa, anche Assogestioni potrebbe valutare una lista autonoma. La Banca centrale europea ha autorizzato le modifiche statutarie che aumentano il numero di posti riservati alle minoranze, cambiamenti che potrebbero rafforzare la rappresentanza di Credit Agricole nel nuovo consiglio di Banco Bpm.

RECORDATI. Il gruppo ha archiviato il 2025 con ricavi netti consolidati in crescita dell’11,8% e un utile netto rettificato in aumento del 14,5%, mentre l’Ebitda ha segnato un progresso del 14,5%. È in agenda una conference call sui risultati preliminari alle 14:00.

BRUNELLO CUCINELLI. La società diffonde il comunicato di bilancio, dopo la pubblicazione dei dati preliminari lo scorso 12 gennaio, e terrà una conference call alle 18:00.

A livello internazionale sono da monitorare:

WARNER BROS, PARAMOUNT. Warner Bros ha accettato di riaprire le trattative con Paramount dopo aver ricevuto la scorsa settimana una proposta rivista che migliora alcune delle condizioni precedentemente offerte.

BERKSHIRE HATHAWAY. La holding ha ridotto di oltre il 75% la propria partecipazione in Amazon nel quarto trimestre, avviando parallelamente un investimento nel capitale del New York Times.

APPLE. Il gruppo accelera lo sviluppo di tre nuovi dispositivi indossabili, inseriti in una strategia più ampia orientata verso hardware integrato con funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.

META PLATFORMS, NVIDIA. Meta ha raggiunto un accordo per installare milioni di processori Nvidia nei prossimi anni, consolidando ulteriormente il legame tra due protagonisti di primo piano nel settore dell’intelligenza artificiale.

PALO ALTO NETWORKS. Le azioni hanno perso l’8% nelle contrattazioni after hours, dopo che la società specializzata in software per la sicurezza informatica ha fornito una guidance sugli utili rettificati inferiore alle attese sia per il terzo trimestre sia per l’intero esercizio.

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