Domanda record e partecipazione globale
L’emissione ha visto la partecipazione di circa 400 investitori sul BTP decennale e 200 sul titolo indicizzato, con una domanda complessiva che ha superato i 157 miliardi per il 10 anni e i 36 miliardi per il 20 anni.
Particolarmente significativa la componente estera, che ha assorbito l’88,2% del BTP a 10 anni e l’81,4% del BTP€i a 20 anni, a conferma di una forte attrattività del debito italiano sui mercati internazionali. La distribuzione geografica evidenzia una presenza diffusa, con circa 45 Paesi coinvolti per il decennale e 26 per il ventennale.
Tra gli investitori europei spicca il Regno Unito, con una quota pari al 30% sul 10 anni e 27% sul 20 anni, seguito da paesi scandinavi, Penisola Iberica e area DACH. Rilevante anche il contributo del Medio Oriente, con una quota fino al 12% sul titolo indicizzato, e una presenza significativa di investitori nordamericani e asiatici.
BTP 10 anni, nuovo benchmark sulla curva
Il nuovo BTP a 10 anni, con scadenza 1° luglio 2036 e godimento 22 aprile 2026, è stato collocato per un importo pari a 14 miliardi di euro.
Il titolo presenta una cedola annua del 3,80%, con prezzo di emissione pari a 99,731 e un rendimento lordo del 3,869%.
Dal punto di vista della distribuzione, i fund manager hanno sottoscritto il 37,9%, mentre le banche il 23,1%. Gli investitori di lungo periodo – tra cui banche centrali, istituzioni governative, fondi pensione e assicurazioni – hanno rappresentato una quota rilevante pari al 34,4%, evidenziando un forte orientamento strategico sull’emissione.
BTP€i 20 anni, focus sull’inflazione
Accanto al titolo nominale, il Tesoro ha collocato un nuovo BTP€i a 20 anni, con scadenza 15 febbraio 2046 e godimento 15 febbraio 2026, per un importo pari a 3,5 miliardi di euro.
Il titolo offre una cedola annua del 2,25%, con prezzo di emissione pari a 99,459 e un rendimento lordo del 2,297%.
Anche in questo caso la domanda è stata sostenuta e ben diversificata. I fund manager hanno assorbito il 40,4% dell’emissione, mentre gli investitori di lungo periodo hanno rappresentato il 38,6%, con una quota particolarmente elevata di banche centrali e istituzioni governative (27,7%).
Composizione della domanda e ruolo degli investitori
L’operazione ha evidenziato una struttura della domanda equilibrata tra diverse categorie di investitori. Accanto ai fund manager e alle banche, gli investitori istituzionali di lungo periodo hanno avuto un ruolo centrale, mentre gli hedge fund hanno rappresentato una quota più contenuta, pari al 4,6% sul decennale e al 5,4% sul ventennale.
Questo mix riflette un interesse non solo tattico ma anche strategico, con una significativa presenza di soggetti orientati a detenere i titoli fino a scadenza.
Strategia del Tesoro e implicazioni
Il successo dell’operazione conferma l’efficacia del ricorso al collocamento sindacato per il lancio di nuovi benchmark, soprattutto in un contesto di mercato ancora caratterizzato da incertezza sui tassi.
Da un lato, il nuovo BTP a 10 anni rafforza il segmento centrale della curva, punto di riferimento per gli investitori globali. Dall’altro, il BTP€i a 20 anni amplia l’offerta sul comparto indicizzato all’inflazione, sempre più rilevante per la gestione del rischio reale.
Nel complesso, l’elevata domanda e la forte partecipazione estera indicano una percezione positiva del rischio Italia, sostenuta da fondamentali in miglioramento e da un’offerta di titoli capace di intercettare le diverse esigenze degli investitori internazionali.

di Francesco Sicuro













































