Risultati
- Utile netto 1° trimestre a 3,22 miliardi di euro, sopra il consensus di 2,68 miliardi
- Ricavi 1° trimestre a 6,87 miliardi, superiori ai 6,44 miliardi attesi
- Accantonamenti su crediti a 185 milioni, leggermente sotto i 187 milioni del consensus
- Margine di interesse (NII) a 3,59 miliardi, oltre i 3,51 miliardi stimati
- Commissioni nette a 2,43 miliardi, sopra i 2,27 miliardi previsti
- CET1 al 14,2% a fine marzo, o 14,8% pro-forma (Danish Compromise)
- Alzata la guidance sull’utile netto 2026, ora atteso ≥ 11 miliardi e non più a 11 miliardi
- Confermati i target di utile netto per FY28 e FY30
I ricavi del primo trimestre sono cresciuti del 5% anno su anno a 6,9 miliardi e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi, `assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia, a sottolineare la resilienza e la diversificazione di un modello strutturato per funzionare su tutto l'arco del ciclo macroeconomico`.
Il Rote e' del 25,8%. Le commissioni e il risultato netto assicurativo sono cresciuti del 8% anno su anno a 2,5 miliardi; il margine di interesse e' stato resiliente e pari a 3,6 miliardi, grazie ad una crescita di qualita' dei prestiti pari al 6%, ad una crescita dei depositi pari al 5%, e ad un pass-through dei depositi migliorato al 30,4%.
`Il forte slancio commerciale di tutte le nostre divisioni ha più che bilanciato gli impatti negativi attesi`, specifica una nota della banca. I costi sono diminuiti del 2% a parita' di perimetro e dell'1% anno su anno a 2,3 miliardi, con il rapporto costi/ricavi `leader nel settore` migliorato al 33,4%.
La qualita' degli attivi si conferma solida, con un net Npe ratio al 1,4%, un rapporto di copertura sulle esposizioni deteriorate migliorato trimestre su trimestre al 45,8%, un basso costo del rischio pari a 17 punti base - ampiamente entro il range previsto - e overlay invariati pari a circa 1,7 miliardi. La generazione organica di capitale si e' confermata robusta a 98 punti base, piu' che in grado di supportare 2,48 miliardi di distribuzioni accantonate per gli azionisti e gli impatti derivanti dal quadro regolamentare e da altri fattori. Il Cet1 ratio al 14,2%, o al 14,8% proformato per il Danish Compromise.
Orcel: i risultati sono il frutto di una “Banca ben gestita e diversificata”
UniCredit `ha riportato un'altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidita' e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia. L'utile netto ha raggiunto 3,2 miliardi, in rialzo del 16% rispetto all'anno precedente, e a un Rote eccellente pari al 26%`.
Cosi' in una nota l'amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, per il quale `questi risultati riflettono una esecuzione disciplinata su tutte le leve - crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidita' del capitale - dando prova di come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti su tutto l'arco del ciclo macroeconomico, mentre investe per il proprio futuro`. `Mentre lo scenario geopolitico e macroeconomico si fa piu' incerto e complesso, la nostra cultura vincente che unisce le nostre persone, la nostra continua trasformazione e i nostri punti di forza unici e linee di difesa ci preparano al meglio per il futuro in un'ampia serie di scenari`, conclude

di Silvia Larson













































