Wall Street ha chiuso in lieve rialzo lunedì in una seduta tranquilla, con i principali indici che hanno terminato lontani dai massimi di giornata. Il Dow Jones e l’S&P 500 hanno guadagnato lo 0,19%, il Nasdaq lo 0,10% e il Russell 2000 lo 0,33%. I semiconduttori sono saliti di oltre il 2%, con Nvidia in evidenza, mentre il segmento delle memorie ha guidato i guadagni, alimentate dalle preoccupazioni per uno sciopero in Samsung. Il resto della big tech ha faticato a tenere il passo. La tenuta del mercato di fronte al rialzo simultaneo del petrolio, dei rendimenti e del VIX è stata letta dagli operatori come un segnale di fiducia nella traiettoria del conflitto iraniano, con il summit Trump-Xi in Cina questa settimana che contribuisce a mantenere bassa la propensione al rischio di escalation. La domanda di infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale resta il principale motore del sentiment, con i grandi fondi che continuano ad aumentare la loro esposizione al fattore momentum. Qualche preoccupazione emerge invece sui consumi e sui trasporti, dove l’impatto del rialzo del gas inizia a farsi sentire in modo più concreto, mentre il virus hantavirus è tornato sui radar come ulteriore variabile di incertezza.
La forza apparente di Wall Street nasconde una concentrazione del mercato ai livelli più estremi degli ultimi trent’anni. Secondo Citadel, solo il 22% dei titoli dell’S&P 500 ha sovraperformato l’indice negli ultimi trenta giorni, il dato più basso dal 1995, in calo rispetto al 65% di febbraio. Appena 28 titoli su 503 spiegano il 50% dei rendimenti recenti, con il rapporto tra la versione a pari peso e quella a capitalizzazione dell’indice al 7° percentile del range dell’ultimo anno. A sostenere il movimento sono tornati con forza gli investitori retail: Citadel segnala che gli acquisti netti di azioni da parte dei piccoli investitori la settimana scorsa si sono collocati al 98° percentile dei flussi settimanali dal 2019, contribuendo a spingere gli indicatori di momentum verso percentili storicamente estremi. L’esposizione al momentum nel portafoglio di Goldman Sachs è al 99° percentile dell’ultimo anno, mentre il paniere AI di Morgan Stanley ha un indice di forza relativa superiore a 80, ai massimi storici. Le coperture a breve termine sul rischio di un’inversione del momentum stanno aumentando tra i clienti istituzionali, secondo Goldman Sachs, mentre Barclays ha segnalato che il rally del momentum ha raggiunto livelli che storicamente hanno preceduto correzioni significative.
di Fabrizio Barini resonsabile digital marketing presso Integrae SIM














































