Gli shock energetici tornano al centro dello scenario macroeconomico
Le tensioni geopolitiche stanno riportando i mercati finanziari dentro uno scenario che molti investitori speravano appartenesse al passato. Oggi il problema non riguarda soltanto l’evoluzione dei conflitti internazionali, ma soprattutto la crescente difficoltà nel costruire scenari economici affidabili e nel misurarne le implicazioni su inflazione, crescita e politica monetaria. Nel report firmato da Marco Ghilotti, Senior Manager Institutional Clients di Pictet Asset Management, e Stefano Gatti, Antin IP Professor of Infrastructure Finance presso l’Università Bocconi, emerge con chiarezza come il tema energetico sia tornato a rappresentare una delle principali variabili sistemiche per i portafogli istituzionali.
Secondo il report, gli shock energetici rappresentano storicamente il caso più classico di shock dell’offerta, capace di alterare contemporaneamente crescita economica e dinamiche inflazionistiche. Quando il prezzo dell’energia aumenta rapidamente, salgono i costi di produzione, crescono le spese di trasporto e si riduce il potere d’acquisto delle famiglie. Il risultato è spesso un equilibrio estremamente fragile in cui l’economia rallenta mentre l’inflazione accelera. È il terreno tipico della stagflazione, uno scenario che rende molto più complessa la gestione del rapporto tra rendimento e protezione del capitale.
Il report richiama diversi precedenti storici che mostrano dinamiche simili. L’embargo OAPEC del 1973-74 provocò una quasi quadruplicazione del prezzo del greggio, mentre la crisi iraniana del 1978-79 contribuì ad alimentare una forte accelerazione inflazionistica proprio mentre la Federal Reserve irrigidiva la politica monetaria. Anche la Guerra del Golfo del 1990-91 e il super ciclo delle materie prime del 2007-08 vengono indicati da Ghilotti e Gatti come esempi di come il caro energia possa rapidamente trasformarsi in un problema sistemico per consumi, crescita e mercati finanziari.
L’aspetto ricorrente, spiegano gli autori, è che gli shock energetici tendono a rendere l’inflazione più persistente, limitando la capacità delle banche centrali di mantenere politiche accomodanti. Le conseguenze diventano particolarmente rilevanti per gli asset più sensibili ai tassi d’interesse, soprattutto quelli a lunga duration, con effetti diretti sulla costruzione strategica dei portafogli istituzionali.
Petrolio volatile e inflazione più rigida complicano il lavoro delle banche centrali
Secondo l’analisi di Pictet, il contesto attuale presenta numerose analogie con le grandi fasi di stress energetico del passato. A metà marzo il Brent si è stabilizzato nell’area tra 104 e 106 dollari al barile, in un quadro dominato dai timori per la sicurezza dello Stretto di Hormuz. La volatilità è poi aumentata ulteriormente nelle settimane successive: tra fine febbraio e metà aprile i future sul Brent hanno registrato un rialzo superiore al 50%, accompagnato da oscillazioni giornaliere particolarmente violente.
A metà aprile 2026 le quotazioni risultavano comprese tra 112 e 115 dollari al barile, segnale che il mercato energetico continua a prezzare rischi geopolitici elevati e una persistente fragilità delle catene di approvvigionamento globali.
Parallelamente, anche il processo di disinflazione si sta dimostrando meno lineare rispetto alle attese iniziali delle banche centrali. Pictet evidenzia come nell’Eurozona l’inflazione abbia raggiunto il 2,5% a marzo 2026, in aumento rispetto all’1,9% del mese precedente. La componente core si è attestata al 2,3%, mostrando una dinamica ancora resiliente nonostante il rallentamento economico.
In Italia il quadro appare leggermente più contenuto, con un’inflazione armonizzata pari all’1,5% su base annua, ma secondo il report il rischio principale riguarda la possibilità che nuovi shock energetici interrompano rapidamente il percorso di normalizzazione dei prezzi.
Particolarmente importante è il tema del pass-through energetico, cioè la trasmissione dei rincari dell’energia lungo tutta la catena produttiva. Secondo le evidenze empiriche citate da Pictet, uno shock sul gas capace di aumentare i prezzi del 10% potrebbe tradursi in un incremento dell’inflazione headline dell’Eurozona di circa 0,6 punti percentuali nell’arco di un anno.
Per gli investitori istituzionali questo significa confrontarsi con uno scenario di tassi più elevati più a lungo, con implicazioni dirette sulla gestione della duration e sull’allocazione obbligazionaria.
Crescita debole e tassi elevati cambiano le strategie di asset allocation
Le ultime proiezioni macroeconomiche descrivono un quadro europeo decisamente più fragile rispetto a pochi mesi fa. Per il 2026 la crescita dell’Eurozona viene stimata allo 0,9%, mentre l’inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 2,6%, riflettendo gli effetti combinati dello shock energetico e dell’incertezza geopolitica.
In questo contesto, secondo Pictet, la BCE potrebbe mantenere un atteggiamento prudente più a lungo del previsto. Con il tasso sui depositi fermo al 2%, la banca centrale europea si trova infatti nella difficile posizione di dover bilanciare il rallentamento economico con il rischio di una nuova accelerazione inflazionistica. Questa situazione contribuisce a mantenere elevata la volatilità sui mercati finanziari, rendendo molto più complessa la gestione dei portafogli di lungo periodo.
Per gli investitori istituzionali, spiegano Ghilotti e Gatti, diventa quindi essenziale preservare la flessibilità operativa e aumentare la capacità di adattamento a scenari macroeconomici in rapida evoluzione. Sul fronte degli strumenti liquidi, questo può tradursi in un utilizzo più intenso di strategie di copertura e opzioni, incluse quelle legate al rischio valutario.
Sul lato degli investimenti illiquidi, invece, il report suggerisce di privilegiare asset in grado di generare flussi di cassa più stabili e prevedibili, contribuendo a ridurre la vulnerabilità complessiva del portafoglio durante le fasi di stress di mercato.
Un altro elemento centrale riguarda il ritorno dell’inflazione come variabile strutturale all’interno dei processi di asset allocation. Dopo oltre un decennio dominato da tassi bassi e liquidità abbondante, gli investitori istituzionali devono ora confrontarsi con un mondo caratterizzato da maggiore volatilità macroeconomica, shock geopolitici più frequenti e una crescente instabilità energetica.
La gestione attiva del rischio torna decisiva per gli investitori istituzionali
Secondo Pictet, la combinazione di inflazione persistente, crescita debole e prezzi energetici elevati richiede un’evoluzione profonda dell’approccio tradizionale all’asset allocation. In uno scenario strutturalmente più instabile, la semplice esposizione passiva ai mercati potrebbe non essere più sufficiente per proteggere il capitale nel lungo periodo.
Per questo motivo, Pictet ritiene che la gestione attiva del rischio torni a rappresentare un elemento fondamentale per gli investitori istituzionali. La capacità di adattare rapidamente le esposizioni di portafoglio, gestire la duration, controllare il rischio inflattivo e diversificare le fonti di rendimento diventa centrale in un contesto in cui gli shock esterni possono modificare rapidamente gli equilibri macroeconomici.
Gli autori del report sottolineano inoltre come il tema energetico non possa più essere considerato una variabile transitoria o esclusivamente geopolitica. La crescente frammentazione delle catene globali di approvvigionamento, la competizione strategica tra grandi economie e la transizione energetica stanno infatti trasformando il costo dell’energia in una componente strutturale della nuova economia globale.
Per gli investitori istituzionali questo significa operare in un contesto dove volatilità, inflazione e rischio geopolitico resteranno probabilmente più elevati rispetto al passato recente. Ed è proprio in questo scenario che, conclude Pictet, flessibilità operativa e capacità di gestione dinamica del rischio diventano strumenti indispensabili per preservare la coerenza degli obiettivi di lungo periodo.

di Francesco Sicuro












































